Scommesse non AAMS in Italia: quale strada conviene davvero e a chi

Updated Ottobre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna

Chi cerca un bookmaker «non AAMS» cerca di solito una cosa sola: un’alternativa. Più quota, meno documenti, un conto aperto in due minuti. Poi arriva il conto vero, ed è un altro paio di maniche. Ogni sito che accetta giocate dall’Italia senza concessione ADM è un’offerta fuori dal perimetro autorizzato, con tutte le conseguenze che questo comporta: nessun collegamento al registro degli autoesclusi, nessun limite di deposito imposto alla registrazione, nessuna giurisdizione italiana in caso di lite, e un dominio che può sparire dalla sera alla mattina. La concessione non è un bollino decorativo: è ciò che decide chi risponde al telefono quando qualcosa non torna.

L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Dati verificati al Ottobre 30, 2026, controllati sull’elenco dei concessionari e degli internet service provider pubblicato da ADM.

Normativa

Cosa significa «non AAMS» nel 2026

Il mercato continua a dire «AAMS» perché l’amministrazione autonoma dei monopoli di Stato è vissuta nella memoria collettiva per vent’anni, ma il regolatore oggi si chiama ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e la dicitura completa che compare nei documenti è «ADM (ex AAMS)». Una sottigliezza nominale che ha però un risvolto pratico: chi scrive «non AAMS» su una pagina di comparazione quasi mai sta descrivendo una categoria giuridica, sta vendendo la sensazione di aver trovato la scappatoia. La categoria esiste, ed è semplice. Da una parte stanno i concessionari autorizzati al gioco a distanza, dall’altra un’offerta che in Italia non ha titolo per raccogliere giocate.

Il quadro normativo di riferimento è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Non è un testo che liberalizza: è un testo che organizza una concessione. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Ai vincitori della gara, prosegue il comma 3, la concessione può coprire uno o più di questi giochi per un periodo massimo di nove anni, senza rinnovo automatico.

Vale la pena fermarsi su quel «senza rinnovo», perché è il tipo di dettaglio che nessuna pagina promozionale scrive in grande. Negli anni in cui una concessione è viva, le condizioni e il regime fiscale restano quelli fissati all’assegnazione (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3): è una stabilità pensata per chi investe, non per chi gioca, ma ha un effetto collaterale utile a chi legge un’offerta e vuole capire quanto è solida l’impalcatura che ha davanti.

Concessioni, domini e il numero che conta

Le concessioni non si comprano a sportello. Si assegnano con gara pubblica, e i requisiti sono di quelli che escludono l’avventuriero: una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti, l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Tradotto: per stare in questo mercato bisogna mettere sul tavolo un assegno a sette cifre e un progetto industriale.

L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Il punto che sfugge a quasi tutti è che la concessione è per sito, non per azienda. Un solo soggetto può gestirne diversi: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale compare con Eurobet, Bwin e Giocodigitale. E il concessionario non coincide quasi mai con l’insegna che il giocatore ha in testa: dietro Betsson.it e Starcasino.it c’è Azzurri Limited, dietro Lottomatica.it c’è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., dietro Bwin.it c’è Eurobet Italia. Il nome della società va letto nella riga di licenza dei termini, non dedotto dal marchio.

Poi c’è il buco che nessuna pagina di comparazione ammette volentieri. L’elenco di ADM non ha una colonna dei giochi. Una riga dimostra che quel dominio è autorizzato a offrire gioco a distanza, non che offra scommesse sportive: un concessionario può avere in mano il diritto per scommesse, poker e giochi di abilità, giochi di casino, exchange e bingo in qualsiasi combinazione. Chi vuole sapere se un operatore ha davvero un palinsesto sportivo serio lo verifica sul sito e sull’app dell’operatore stesso. Che una quota compaia in una classifica, invece, non dimostra nulla.

Restano fuori dall’elenco i nomi che il pubblico italiano associa di più alle scommesse internazionali: al 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe. Nessuno di questi marchi è oggetto di una recensione in questa pagina, e non potrebbe esserlo: chi non è concessionario non entra in un confronto tra operatori con concessione. È un dato di fatto, non un giudizio sul loro prodotto.

L’inibizione dei domini e chi paga per essa

ADM blocca i siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.

Il meccanismo tecnico è cambiato di recente. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026. Chi ha provato ad aprire un dominio bloccato conosce già quella schermata: un avviso che spiega che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Il vocabolario del settore ha un verbo apposta per questo, «oscurati», che rende bene l’idea di una luce che si spegne.

L’elenco non è mai finito, e non è colpa di un algoritmo pigro. L’inibizione lavora a livello DNS e alcuni provider sono più lenti di altri ad applicarla; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror di un sito bloccato riappaiono nel giro di ore. ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene pubblici sia l’elenco dei siti legali legati ai concessionari sia quello dei domini inibiti.

Chi paga davvero il conto sono gli intermediari. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. È il motivo per cui le carte e i wallet italiani tendono a rifiutare certe operazioni: l’articolo 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori senza concessione, anche se l’entrata in vigore è tutta da confermare. Una fila di dati che sembra tecnica e invece spiega una cosa molto concreta: il giorno in cui vuoi prelevare, il canale di pagamento obbedisce a una regola italiana.

Cosa rischia il giocatore, secondo ADM

Qui conviene essere esatti, perché è il passaggio che le pagine «senza AAMS» evitano con cura. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, aggiunge la parte che riguarda il lettore: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Cosa non si sa, e va detto senza girarci intorno: l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento concreto contro un giocatore. Nessuna delle due informazioni è nota. Chi scrive che su un sito estero «non rischi nulla» sta semplicemente inventando, perché ADM ha messo per iscritto il contrario. Chi scrive che finirai in tribunale il giorno dopo sta inventando allo stesso modo.

Sul versante pubblicitario il quadro è altrettanto netto. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge 96/2018, è in vigore ancora oggi, e ADM lo cita testualmente: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Il divieto riguarda la réclame, non l’esistenza del bonus di benvenuto: nessun tetto statale agli importi, nessun tetto ai requisiti di puntata, nessun obbligo di quota minima. Tutto ciò che leggi in un’offerta arriva dai termini dell’operatore, ed è lì che va cercato.

Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica della norma). Esiste anche una proposta — un emendamento a firma Forza Italia alla legge di bilancio 2026 — per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni incluse; l’esito non è noto e alla data di verifica il divieto resta in vigore. Chi oggi sponsorizza una squadra di Serie A con un marchio di scommesse lo fa sapendo che la regola è in piedi e che il conto, se arriva, lo paga il mezzo che ha pubblicato.

La tassa la paga chi organizza, non chi gioca

Sulle scommesse sportive a quota fissa l’operatore versa l’imposta unica (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica, 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra giocate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere passate dal 43 % e 47 %; le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile, invece, non risulta.

Per il giocatore la faccenda è diversa e vale la pena dirla con precisione. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è alla fonte: si riceve la somma netta e non si scrive nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi il consiglio finale è sempre lo stesso: consultare un commercialista.

Sui siti esteri il discorso si ribalta, e non in senso favorevole al giocatore. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati od ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Andrebbero dunque dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Il paradosso è gustoso: il sito «non AAMS» promette di toglierti un vincolo e ti consegna un adempimento in più.

Perché una licenza straniera non ti copre in Italia

Curaçao, Malta, Anjouan. Tre nomi che compaiono in fondo alle pagine di molti .com, spesso accompagnati da un sigillo dorato che sembra una garanzia. In Italia non valgono nulla, e non è una questione di antipatia verso il regolatore straniero: la concessione italiana è per sito, si ottiene con una gara, e nessuna licenza rilasciata altrove la sostituisce. Un operatore con licenza maltese che accetta giocate dall’Italia senza concessione sta raccogliendo esattamente ciò che l’art. 4, comma 4-bis della legge 401/1989 vieta.

Il punto pratico è dove si va a litigare. Con un concessionario ADM esiste un foro italiano, un regolatore che ha messo nero su bianco la propria vigilanza e un elenco pubblico che puoi controllare da solo. Con un brand estero l’unica sede competente sta fuori dall’Italia, e per una contestazione da qualche centinaio di euro la strada è semplicemente chiusa in partenza. Nella sostanza stai scegliendo fra un contratto con un regolatore dietro e un contratto con un’azienda che non conosci.

Il conto degli svantaggi di un sito senza concessione

Chi valuta l’alternativa ha diritto all’elenco completo, non alla versione edulcorata. Un bookmaker senza concessione ADM non collega il proprio conto al RUA, quindi un’autoesclusione richiesta altrove non produce alcun effetto lì. Non applica alla registrazione l’obbligo di scelta di un limite di deposito che il concessionario osserva. Non è raggiunto dalle regole italiane sui mercati in gioco, sui tempi delle scommesse live e sugli strumenti di tutela dell’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. Non offre una sede legale italiana per una contestazione. È soggetto all’inibizione del dominio, con il rischio che l’accesso si interrompa mentre hai un saldo dentro. Non gode di alcuna garanzia sul prelievo se il canale di pagamento italiano chiude i rubinetti. E, per come ADM stessa descrive la norma, espone il partecipante a una sanzione penale.

Nessuno di questi punti è un dettaglio tecnico: sono le cinque o sei cose per cui si tiene un conto di gioco. La quota più alta che si vede su un sito estero, quasi sempre, è il prezzo che si paga per rinunciarci.

Prevenzione

Il RUA esiste per essere unico, e funziona solo dentro il recinto

Il Registro Unico degli Autoesclusi è nato nel 2018 e ha una proprietà che nessuno strumento privato può replicare: l’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutto il circuito ADM, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Non è un blocco che si aggira scegliendo un altro operatore. Chi si esclude si esclude da tutto il recinto autorizzato, e dalle sale fisiche.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

La durata è la parte che va letta con attenzione, perché è cambiata da poco e in due modi che sembrano contraddirsi. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutto il circuito ADM; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi si è escluso per 90 giorni nel 2025 e apre i termini oggi trova un menù diverso. L’articolo 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 richiede agli operatori strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore.

E c’è il punto che le pagine «non AAMS» non dicono mai: i siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Chi si è escluso da ogni piattaforma legale e poi apre un conto su un dominio estero non sta violando una regola del registro, sta semplicemente giocando in un posto che del registro non sa niente. La protezione che credevi di esserti costruito resta a casa.

Limiti, avvisi e sportelli: cosa il concessionario deve fare

Gli obblighi di tutela del concessionario non sono un elenco di buone intenzioni. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede auto-limiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un dovere informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa.

Il limite di deposito scelto alla registrazione è il più concreto di questi strumenti e il più frainteso. Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione, una riduzione ha effetto immediato e un aumento richiede sette giorni. La figura del limite di deposito che ADM fissa nel bando di gara non è nota. Il che, detto in modo utile: il numero lo decidi tu, il tempo che ti serve per cambiarlo lo decide la piattaforma, e quei sette giorni sono lì per una ragione precisa.

L’età minima è 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18. Il minore che usa il conto di un genitore non sta battendo il sistema: sta facendo perdere il conto a chi lo ha aperto.

Identificazione: SPID, CIE e i trenta giorni

Un conto di gioco richiede l’identificazione completa, e le strade per arrivarci sono più di una. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il conto di gioco Admiralbet si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.

Il dettaglio che nessuno legge e che decide se puoi prelevare: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano un’eternità finché non hai una vincita ferma e un documento scaduto. Chi apre il conto con SPID di livello 2 si risparmia il caricamento e la corsa contro il tempo; chi lo apre con il modulo classico si metta un promemoria.

A chi conviene quale strada

La domanda giusta non è se un sito estero paghi più di un sito ADM, ma che cosa stai comprando con la differenza. La strada del concessionario consegna un registro che ti blocca davvero, un limite di deposito che hai scelto tu e che non si alza in un pomeriggio, un canale di assistenza con orari dichiarati, un foro italiano e un fisco che considera la tua vincita già netta. La strada del .com consegna un’offerta che nessuno vigila, un registro che non ti vede, un telefono che risponde da un altro ordinamento e una dichiarazione dei redditi da compilare da solo.

Per un giocatore che punta poche decine di euro al mese e vuole solo mettersi una schedina, il confronto è sbilanciato: rinuncia a tutele concrete in cambio di una quota più alta che, su una singola da 20 €, vale spiccioli. Per chi gioca cifre serie la convenienza si sposta — ma il costo che si sposta con essa è l’esposizione penale del partecipante che ADM ha messo per iscritto. Chi ha alle spalle un problema di controllo ha una sola strada sensata, e non è una questione di quota: i siti senza concessione non sono collegati al RUA.

Valutazione: criteri e classifica

I criteri con cui ho guardato i dieci operatori

Il primo criterio non è negoziabile ed è la concessione, letta direttamente sull’elenco ADM: codice, società titolare, dominio .it dedicato. Il secondo è ciò che l’operatore mette nero su bianco nei propri termini — limiti, durata dell’autoesclusione, documenti richiesti, tempi di validazione del conto. Il terzo è l’ampiezza reale del palinsesto come risulta dalle descrizioni dell’app e del sito. Il quarto è la giocata minima e il tipo di scommessa che il prodotto regge: singole, multiple, sistemi, cash out. Il quinto, che vale più di quanto sembri, è la distanza tra ciò che un’offerta promette in copertina e ciò che i termini chiedono per pagarla.

Nessun criterio riguarda le previsioni. Quale esito uscirà da una partita non lo sa nessuno, e una pagina che lo dicesse starebbe vendendo fumo.

panorami

Brand Numero e titolare della concessione ADM Cosa dicono i termini dell’operatore sul tema
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Limiti e strumenti di gioco responsabile sono descritti nei termini dell’operatore
Betsson n. 16027, Azzurri Limited L’app offre pre-match e live su migliaia di eventi
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple, sistemi e funzione Cash Out
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio a Formula 1, MotoGP, volley, fino a spettacolo e politica
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Strumenti di gioco responsabile elencati dall’operatore
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Live, pre-match, singole, multiple e sistemi
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Copertura dei principali campionati e oltre 20 tipologie di sport
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o indeterminata; dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura conto anche con SPID e CIE

Quello che il prospetto mostra meglio di qualsiasi discorso è l’assenza di una graduatoria reale dietro i numeri di concessione. Un codice basso non significa un operatore migliore: 16007 e 16048 sono righe dello stesso elenco, assegnate in momenti diversi, e il regolatore non ha mai inteso classificarle per qualità. La colonna che conta davvero è l’ultima, perché è l’unica su cui l’operatore sceglie da sé cosa dirti. Ed è una colonna volutamente disomogenea: chi descrive strumenti di tutela, chi l’ampiezza del palinsesto, chi i tipi di giocata. Domanda da farsi leggendo la tabella al contrario: quando un operatore preferisce parlarti di scacchi e reality show invece che di limiti e tempi di prelievo, di cosa ti sta parlando in realtà?

Fondamenti: come funzionano davvero concessione, quote e inibizione

Che cos’è un «operatore con concessione ADM», in pratica

Un operatore con concessione ADM è un soggetto che ha vinto una gara pubblica per la raccolta del gioco a distanza, gestisce un dominio .it legato a un codice di concessione, versa l’imposta unica sulla raccolta e risponde ad ADM dei propri protocolli di tutela del giocatore. Tutto il resto — quante scommesse, su quale sport, con quali mercati, con quale assistenza — è prodotto, e si valuta come si valuta un prodotto.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

La registrazione è il momento in cui la concessione diventa visibile al giocatore. Si sceglie un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, come prevedono per esempio le condizioni di Admiralbet; una riduzione ha effetto immediato, un aumento attende sette giorni. Un conto aperto su un dominio estero non fa questa domanda, e non è una semplificazione: è la rimozione di un freno.

Il palinsesto, e perché un mercato non è tutti i mercati

Il palinsesto è il programma degli eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e dei tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM: è la definizione dell’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024, e la conseguenza è che si può giocare solo sugli eventi del palinsesto approvato. Gli eventi si aggiungono uno per uno: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto, nel dettaglio, non è noto.

Le scommesse su eventi simulati sono cosa distinta: l’art. 2, lett. v) le definisce come scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, e sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica, poi, nel diritto è due cose separate: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté), che richiedono una concessione propria. Se un brand prenda online i totalizzatori di ippica nazionale, non risulta.

Il live è offerto da ogni grande operatore, ma le regole ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note, e non esiste un elenco dei mercati live. Il betting exchange è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può essere punta o banca e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo. La documentazione di Betfair viene riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi a passi di 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che nulla è dovuto dal giocatore sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario; quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto, e Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028. Sugli esports non c’è risposta: se stiano nel palinsesto non risulta. Sulle scommesse su eventi che coinvolgono minori esiste un provvedimento di un direttore ADM che cita il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto.

E non esiste una norma che fissi un tetto in euro alle puntate sportive. Gli unici strumenti vincolanti sono gli auto-limiti del giocatore e il limite di deposito che il giocatore sceglie alla registrazione. Chi cerca un «sistema» per non superare un limite che la legge non ha mai messo sta cercando di risolvere un problema inesistente, mentre il limite che esiste — quello che ha firmato lui — lo troverà scritto nel proprio conto.

Il margine dentro la quota, spiegato senza giri di parole

Una quota non è una previsione, è un prezzo con un ricarico dentro. Prendiamo un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90: è un esempio aritmetico, non una quotazione reale di un bookmaker. La somma degli inversi delle quote è 1/1,90 + 1/1,90, cioè circa 1,0526; la quota di payout — la parte di ogni unità puntata che il mercato restituisce — è 1 diviso quella somma, quindi circa il 95 %; il margine del bookmaker è il resto, circa il 5 %. Ogni volta che punti su un mercato così, una fetta di circa cinque centesimi per euro se ne va prima ancora che la partita cominci: non è una sfortuna, è la struttura del prezzo.

Vale anche la pena guardare a cosa serve quella quota di payout quando la si mette insieme al limite di deposito. Immagina un giocatore che si è dato un limite settimanale di 100 € e li punta una volta sola, a quota 1,90, su un mercato a due esiti come quello appena descritto. Se la giocata entra, il ritorno è di 190 € lordi, con un profitto netto di 90 €; se non entra, i 100 € sono persi. Su un mercato di quel tipo, applicando alle 100 € il margine di circa il 5 %, il costo atteso del girare quella singola è di circa 5 € per settimana. Su un anno fanno qualche centinaio di euro — fra i 200 e i 300 € in ordine di grandezza — ma solo a due condizioni: che il limite resti quello e che il giocatore punti davvero un volume simile ogni settimana. Non è una previsione su una singola giocata e non dice nulla su quante volte quella singola vincerà: è una media statistica su molte giocate ripetute, e la variazione intorno a essa, partita per partita, è enorme. Chi apre un conto per fare due schedine al mese non guarda questa cifra. Chi punta mille euro a settimana la guarda eccome, ed è lì che la differenza tra un operatore e l’altro comincia a contare più di un bonus di benvenuto.

Deposito, ricariche e prelievi: il giro del denaro

Il denaro che entra in un conto di gioco non passa solo dalla carta. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario oppure in contanti per un massimo di 100 € a settimana in totale. Un punto di ricarica non può pagare vincite né erogare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.

Fra i canali che le pagine di comparazione mostrano sui concessionari ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco preciso di ogni operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non si conosce una norma che elenchi i canali approvati. L’art. 22, comma 1 prevede il regolamento d’intesa con la Banca d’Italia per fermare i prestatori di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori senza concessione, ma l’entrata in vigore è da confermare.

Il consiglio più utile è anche il più banale: prima di aprire un conto, apri i termini e cerca la sezione dei prelievi. Se un operatore scrive con precisione quali documenti servono per validare il conto e in quanto tempo paga, quella è la sua vera offerta. La copertina, invece, la scrive chiunque.

Gli operatori con concessione a confronto

Dieci brand, dieci concessioni, un solo criterio d’ingresso: la riga sull’elenco ADM. L’ordine è quello della verifica, non una graduatoria di merito.

1. StarCasinò — il casinò che ha imparato a fare schedine

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il titolare della concessione n. 16026 è Azzurri Limited, lo stesso soggetto che firma Betsson.it: due domini, due codici, un’unica azienda dietro. Chi controlla la solidità dell’operatore, in altre parole, la sta controllando una volta sola per due insegne.

Il prodotto sportivo è la parte meno caratterizzata del pacchetto. La descrizione dice «principali eventi italiani e internazionali» e «varie tipologie di scommessa sportiva» senza quantificare né il palinsesto né i mercati, il che per chi cerca un bookmaker da usare tutti i giorni è un’informazione insufficiente: la schedina la trovi, la profondità dei mercati la scopri solo entrando. La matrice del brand è il casinò, e la sezione sportiva vive dentro quella casa.

Il verdetto secco è questo: se il tuo interesse è girare sulle slot e ogni tanto mettere una schedina su un big match, l’offerta sportiva basta e avanza. Se il calcio è la ragione per cui apri il conto, quel «principali eventi» suona come un limite travestito da sintesi, e i nomi che trovi più sotto nella lista coprono campionati minori e competizioni internazionali con una precisione che qui manca.

2. Sisal — il bookmaker con il palinsesto più affollato

Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono numeri che spostano l’asse del confronto: su un palinsesto del genere il problema non è trovare qualcosa da giocare, è decidere cosa lasciar perdere. La concessione n. 16020 è intestata a Sisal Italia S.p.a., e lo streaming gratuito è la voce che, da sola, giustifica tenere aperta l’app la domenica pomeriggio.

L’offerta di giocate è altrettanto fitta. Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Cash Out è lo strumento più frainteso del lotto: non è una vincita anticipata garantita, è una seconda quotazione che l’operatore ti fa sul momento, con il proprio ricarico dentro. Chiudi prima per ridurre il rischio, e paghi per farlo.

Sull’accesso al conto l’app Sisal Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Un centinaio di migliaia di eventi live al mese sono una promessa che si mantiene solo se il prodotto tiene il passo: su questa scheda la densità dell’offerta è l’argomento, e regge.

3. Betsson — l’operatore sotto insegna altrui

L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È un catalogo di mercati standard e completi: chi cerca 1X2, Under/Over e GG/NG trova tutto quello che serve, senza sorprese né in più né in meno. La concessione n. 16027 è di Azzurri Limited, la stessa società dietro StarCasinò: chi confronta queste due schede confronta in buona parte due prodotti dello stesso padrone, e il confronto vero riguarda l’usabilità e non la solidità.

L’applicazione copre le due modalità che contano, pre-match e live, e i mercati elencati sono quelli che un giocatore italiano usa davvero ogni settimana. Quello che la descrizione non dice è la profondità: «migliaia di eventi» è una categoria che va da duemila a ventimila, e la differenza cambia la vita a chi gioca su campionati minori.

Il punto da tenere a mente è quindi la proprietà condivisa, che ha un effetto pratico poco pubblicizzato: un limite di deposito, una contestazione o una verifica documentale presso uno dei due domini non si trasferiscono automaticamente all’altro, perché la concessione è per sito. Chi pensa di avere due conti «della stessa azienda» e quindi un unico interlocutore si sbaglia di un pezzo.

4. SNAI — chi vuole chiudere la schedina prima del fischio finale

La scheda di SNAI si legge come la scheda di chi ha capito che le giocate si costruiscono. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Concessione n. 16032, Snaitech Spa: una società che nel mercato italiano ha una storia lunga, cosa che non rende il prodotto migliore ma rende meno probabile la sorpresa dell’ultimo minuto sul lato amministrativo.

La combinazione sistemi più risultato esatto è quella che distingue questa scheda: sono i mercati di chi vuole ragionare sulla partita, non solo puntarla. Il rovescio è che il sistema — la giocata che copre più combinazioni di esiti — moltiplica il numero di schedine dentro una sola puntata, e quindi il costo del margine. Non è un difetto dell’operatore: è come funziona il prodotto, e vale la pena saperlo prima di scoprire che il «sistema da tre euro» erano dodici giocate.

L’offerta regge bene il confronto con le altre su chi cerca profondità nei mercati secondari, tiri e cartellini in testa. Chi invece vuole solo la singola secca sull’1X2 non troverà qui nulla che non trovi altrove, e in quel caso la scelta si sposta sul prezzo e sulla comodità dell’app.

5. Eurobet — il palinsesto che sfonda il confine dello sport

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È, fra le dieci schede, quella con l’elenco più eterodosso. Gli scacchi non sono un mercato di riempimento: sono un mercato per chi segue davvero gli scacchi, e le elezioni lo stesso.

La concessione n. 16012 è di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la stessa società che gestisce Bwin.it e giocodigitale.it: un solo titolare, tre domini, tre codici di concessione. È l’esempio più chiaro di perché il nome dell’insegna non va confuso con il nome del concessionario, e di perché l’elenco ADM va letto riga per riga invece che a memoria.

Su questa scheda il giudizio è netto e va in una direzione sola: se il tuo interesse è un mercato insolito — un Gran Premio, un torneo di volley, una serata elettorale — Eurobet è il posto dove guardare per primo, perché gli altri nove, per quanto ne dicono le loro descrizioni, restano più ancorati al calcio e ai grandi sport americani. Chi invece vuole solo Serie A e Champions trova qui lo stesso prodotto di tutti gli altri, con una copertina meno appariscente.

6. bet365 — lo sponsor che non ha bisogno di presentazioni

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il titolo di partner globale è la cosa meno interessante della scheda: quello che conta è che la presenza su ippica, freccette e boxe indica un palinsesto costruito su misura anche per il pubblico britannico, non solo per quello italiano.

La concessione n. 16030 è intestata a Hillside (New Media Malta) Plc: una società maltese con un dominio .it e un codice ADM. È la prova che «estero» e «non autorizzato» non sono sinonimi, e che la nazionalità della capogruppo dice poco sull’autorizzazione italiana di un sito.

Sul gioco responsabile bet365 dichiara strumenti che comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero va scritto per intero perché è l’unica riga di questa pagina che può servire a qualcuno stanotte. La differenza fra questo elenco e quello di un dominio estero non sta nella lunghezza: sta nel fatto che qui gli strumenti sono collegati al resto del sistema italiano, autoesclusione compresa.

7. Goldbet — la scorciatoia per chi apre il conto con SPID o CIE

L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Il bonus è la parte che interessa a chi apre il conto, ed è anche la parte su cui conviene tornare quando si parlerà di quanto costa soddisfare i requisiti per incassarlo.

La concessione n. 16009 è di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), e la società è la stessa che gestisce Lottomatica.it. Il profilo del prodotto è generalista: tutti i campionati di calcio, tutti i tipi di giocata, nessuna specializzazione dichiarata. Per un giocatore medio è esattamente ciò che serve, e la mancanza di una nicchia non è un difetto.

Il valore vero di questa scheda sta nell’apertura del conto. Goldbet consente l’identificazione anche con CIE attraverso un fornitore SPID, accanto alle procedure con SPID, e questo è il modo più rapido per mettersi al riparo dal problema dei trenta giorni di validazione: chi entra con SPID o CIE si risparmia il caricamento dei documenti e la corsa contro il tempo. Il catalogo è ordinario; l’accesso, no.

8. Planetwin365 — la copertura dei campionati minori

L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Serie C e Coppa Italia in elenco dicono più di dieci righe di marketing: sono i campionati che molte piattaforme trattano come riempimento, e la loro presenza dichiarata suggerisce un palinsesto costruito per chi guarda anche il martedì di serie cadetta.

La concessione n. 16007 è di Pwo S.p.a., e il codice è uno dei più bassi dell’elenco. Su questo va spesa una riga di chiarezza: un numero di concessione basso non significa un operatore migliore, significa solo che quella riga è stata assegnata prima. La tentazione di leggere la tabella come una graduatoria è forte e sbagliata.

I risultati in diretta sopra più di 20 tipologie di sport sono la funzione che tiene insieme il resto: un palinsesto ampio senza aggiornamenti in tempo reale è un catalogo, non un bookmaker. Resta il fatto che la profondità dei mercati per singolo evento non è descritta da nessuna parte, e anche qui la si scopre entrando.

9. AdmiralBet — limiti e autoesclusione scritti nel dettaglio

Su questa scheda si parla di regole, non di quota. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutto il circuito ADM; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La concessione n. 16048 è di Admiral Bet S.r.l.

Il conto di gioco si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato.pdf,.jpg o.png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. È la descrizione più analitica dell’intera lista su come si entra e su come si esce: i tre limiti alla registrazione, la scala delle durate, la regola dei sette giorni per l’aumento, il tempo indeterminato con revoca a nove mesi.

Il giudizio qui non riguarda il palinsesto, che questa scheda non descrive affatto, ma il modo in cui è trattato il contraente. Chi ha bisogno di una struttura che gli metta dei paletti prima che li metta lui trova in queste condizioni la cosa più vicina a una rete di sicurezza che la lista offra. Chi cerca soltanto un listino di mercati non troverà niente da leggere, e il resto della lista non lo aiuterà comunque: la profondità del palinsesto va verificata operatore per operatore, dentro il loro Wettprogramm — pardon, dentro il loro palinsesto — perché nessuna descrizione esterna la certifica.

10. BetFlag — identificazione SPID e CIE accanto alla registrazione classica

Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La concessione n. 16008 è di Betflag S.p.a., e il codice sta nella fascia alta dell’elenco.

Il valore di questa scheda è tutto nel metodo di accesso. Due canali di identificazione digitale dichiarati accanto al modulo tradizionale significano che chi ha SPID o CIE può evitare del tutto il caricamento dei documenti, e con esso il conto alla rovescia dei trenta giorni che blocca i prelievi. Su un mercato dove l’ostacolo reale all’apertura del conto è burocratico e non sportivo, questa è una differenziazione più concreta di qualsiasi promessa sul palinsesto.

La descrizione si ferma qui, e va detto senza ammorbidire: di mercati, di sport e di tipi di giocata questa scheda non dice nulla, e chi vuole sapere se il prodotto regge le sue abitudini deve aprire il sito e guardare il palinsesto. Il che, per la cronaca, è il consiglio valido per tutte e dieci le voci di questa lista, tabella di concessione inclusa.

Cosa costa davvero un bonus di benvenuto

Il bonus di benvenuto è la voce su cui si concentra quasi tutta l’attenzione e quasi nessuna aritmetica. Il divieto pubblicitario del Decreto Dignità non tocca l’esistenza del bonus, e non esiste né un tetto statale agli importi né un tetto ai requisiti di puntata: tutto quello che leggi — importo, rigioco, quota minima, scadenza — arriva dai termini dell’operatore. Questo è il punto che vale la pena fissare prima di qualsiasi altra considerazione: la cifra in copertina è una proposta commerciale, non un dato registrato da qualcuno.

E qui le informazioni disponibili sono disomogenee in modo vistoso. Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Due numeri piccoli, due strade di accesso diverse, e una regola di tempo — 96 ore — che decide se il bonus di verifica arriva. Per gli altri operatori di questa lista le condizioni dei bonus sono quelle che i loro stessi termini pubblicano, e vanno lette una per una: un importo più alto in copertina spesso significa un requisito di puntata più severo nel testo, e il tempo medio che ci vuole a soddisfarlo è quello che separa un bonus da un vincolo.

Vale la pena mettere in chiaro una distinzione che le pagine promozionali sorvolano sempre. Un bonus in contanti, un bonus da giocare e un rimborso erogato come bonus gratuito sono tre cose diverse. Il bonus gratuito è la forma più fraintesa: la sua puntata di solito non viene restituita insieme alla vincita, quindi una giocata vincente su un bonus gratuito da 10 € rende il profitto della quota, non l’importo del bonus in più. Chi legge «10 € gratis» e si aspetta 10 € in più sul conto il giorno dopo ha capito male la meccanica, e non per colpa sua.

Per capire quanto pesa un requisito, conviene ragionare sul caso generico invece che su un’offerta specifica. Un bonus con rigioco va moltiplicato per la sua base — l’importo del bonus oppure bonus più deposito, secondo cosa dicono i termini — e il risultato è il volume di giocate necessario per liberarlo; diviso per la puntata tipica dà il numero di schedine che servono; e contano solo le giocate che rispettano la quota minima richiesta. Un requisito di rigioco pari a trenta volte un bonus da 100 € chiede tremila euro di volume: se punti 5 € a schedina sono seicento giocate, se ne punti 50 sono sessanta. Sessanta schedine sono un mese di passione per molti, seicento sono un secondo lavoro, e il bonus è lo stesso in entrambi i casi.

E anche il volume, una volta prodotto, non è gratis. Riprendendo l’esempio del mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90, con un margine di circa il 5 %, girare tremila euro di giocate su un mercato di quel tipo costa in media circa 150 € — una stima statistica su molte giocate ripetute, non il conto che ti presenterà il bookmaker, e non una previsione su come andrà nessuna delle singole schedine. Resta il fatto che il bonus da 100 € con rigioco trenta volte e quota minima 1,80, su un mercato con quel margine, è un’offerta che ti chiede di spendere più di quanto ti dà. Non è furto: è aritmetica. Ma è un’aritmetica che nessuna copertina scrive.

Il metro di giudizio, quindi, non è l’importo del bonus. È il rapporto fra tre numeri: quanto volume chiede il rigioco, quanto margine c’è nel mercato su cui lo devi girare e quanto tempo hai per farlo. Un bonus da 50 € con rigioco cinque volte è quasi sempre meglio di un bonus da 200 € con rigioco quaranta volte, e il secondo dei due non è un regalo più grande. È una rata più alta.

Domande frequenti

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il primo è di natura penale: ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, ricorda che il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Aggiungi l’inibizione del dominio, il prelievo senza foro italiano e la dichiarazione fiscale delle vincite.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il dominio: le 52 righe, con codici da 16000 a 16051, legano ciascuna un codice a un sito .it. Poi si controlla sul sito dell’operatore e nella sua app se il palinsesto offre davvero scommesse sportive.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, nato nel 2018, è il registro che estende l’autoesclusione a tutto il circuito ADM e alle sale fisiche, indipendentemente da dove la richiesta è stata presentata. Le durate sono quelle che gli operatori indicano nei propri termini e vanno verificate alla data della richiesta.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

Vieta la pubblicità diretta e indiretta di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso; AGCOM sanziona con il 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 €. Il divieto riguarda la réclame, non l’esistenza dei bonus di benvenuto.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e gli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione; ridurlo ha effetto immediato, aumentarlo richiede sette giorni. Le condizioni variano da operatore a operatore e sono scritte nei termini di ciascuno.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM il prelievo è alla fonte e il giocatore riceve la somma netta, senza dichiarare nulla, secondo la ricostruzione riportata dalla stampa di settore; conviene consultare un commercialista. Sui siti esteri l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi.

La scelta, alla fine, è fra due pacchetti

Chi arriva cercando «non AAMS» cerca spesso un prezzo più basso, e il prezzo che trova è vero: una quota leggermente migliore, un conto aperto senza documenti, una promozione senza le condizioni che un concessionario si sente obbligato a scrivere. Il pacchetto che accompagna quel prezzo, però, non è vuoto — è pieno di cose che smetti di avere. Un autoesclusione che non ti vede più. Un limite di deposito che nessuno ti chiede di scegliere. Un foro italiano che sparisce dalla mappa. Una vincita che diventa «redditi diversi» da dichiarare. Un dominio che può essere oscurato mentre dentro c’è il tuo saldo. E, per come ADM stessa descrive la legge 401/1989, un’esposizione penale in capo al partecipante.

La strada opposta non è gratis nemmeno lei: significa un catalogo di documenti da caricare, un limite che ti sei scelto e che non si alza prima di sette giorni, un dominio .it legato a una concessione e a un titolare che puoi leggere in una tabella pubblica, un’autoesclusione che vale davvero e un fisco che ti consegna la vincita già netta. Fra le dieci concessioni passate in rassegna, le differenze che contano non stanno nella quota — su questo nessun operatore ti cambia la vita — ma in ciò che ciascuno sceglie di scrivere nei propri termini: chi ti racconta la profondità del palinsesto, chi i tipi di giocata, chi i tempi e i limiti dell’essere tuo contraente.

Per la maggior parte di chi legge questa pagina la risposta è la seconda strada, e il motivo non è moralistico: è che sulle cifre che un giocatore normale muove in un anno, la quota in più non paga il pacchetto che le manca. Esiste poi un caso in cui il consiglio è ancora più netto e non ammette alternative: chi ha un rapporto con il gioco che gli sfugge di mano ha una sola strada sensata, ed è quella dentro il recinto autorizzato, perché un registro che non ti conosce non ti protegge da niente.

Contenuto creato dal team «scommesseconspid»