Siti di scommesse legali 2026: la concessione, il conto di gioco e quello che resta fuori
Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026, con titoli e condizioni verificati sui termini dei concessionari e sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Chi cerca un bookmaker legale in Italia cerca in realtà due cose diverse, e quasi sempre le confonde. La prima è un’autorizzazione: esiste, è pubblica, si controlla in due minuti e non ammette interpretazioni. La seconda è un’offerta sportiva decente: non è pubblica, non è dentro nessun elenco e nessun timbro la garantisce. Un esercizio di stile burocratico che vale la pena fare una volta sola, prima di depositare, è tenere separate le due.
La strada maestra è una riga di legge. Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia soltanto da chi ha una concessione dell’ADM, e per sapere se un operatore è autorizzato si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia. Niente di più, niente di meno. Un concessionario non è un operatore che ha «ottenuto il permesso»: è un’azienda che ha vinto una gara, paga per quel titolo e ne risponde.
Vale la pena guardare come sono fatte le due liste che l’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige e rende pubbliche sui siti istituzionali propri e del Corpo: quella dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti. Una è l’elenco di chi può, l’altra di chi non può. In mezzo non c’è nulla, e questo è il punto.
Poi c’è la parte che nessun elenco risolve, ed è quella che decide se un conto vale la pena. La concessione è intestata a un sito, non a un marchio, e le condizioni che il giocatore firma davvero — limiti, verifiche, tempi di prelievo, requisiti di puntata — stanno nei termini di quel singolo operatore. Il titolo apre la porta, non dice cosa c’è dentro.
Il titolo di legittimazione: normativa, vigilanza e giurisdizione
La cornice è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza. Sostituisce il vocabolario più vecchio che il mercato continua a usare: ADM (ex AAMS) resta la formula con cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli viene ancora chiamata, e «AAMS» sopravvive nel parlato quotidiano, nelle ricerche degli utenti e persino in qualche pagina di comparazione scritta prima del 2024. Chi usa la sigla vecchia non sbaglia operatore, sbaglia epoca.
Il decreto dice una cosa che viene spesso saltata: non si tratta di licenze aperte. Le concessioni sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, bandita dall’Agenzia. Le regole dell’articolo 6, comma 1, elencano i giochi che possono essere offerti a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo.
Sotto l’articolo 6, comma 3, i vincitori della gara possono esercitare uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Le condizioni di partecipazione includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando (comma 5). I termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (articolo 4, comma 3, e articolo 5, comma 3): un’azienda che vince una gara sa già, per nove anni, quanto le costa il titolo e quanto paga sulle giocate. Non è un dettaglio contabile, è la ragione per cui le condizioni di un concessionario cambiano poco nel tempo.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Sedici domande su novantatré, tradotto: il filtro non è il timbro di uno studio legale, è capitale e garanzie. Chi vuole leggere la storia dei bookmaker legali in Italia attraverso un numero, quel rapporto lo racconta meglio di qualunque pagina promozionale.
L’elenco ADM: 52 righe, un solo test
L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» letto il 25 ottobre 2026 contiene 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Il conteggio delle righe non coincide con quello delle aziende: una stessa società può tenere più concessioni e più siti — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione, in altre parole, è per sito e non per marchio: la stessa azienda risponde di titoli distinti se ne fa domanda.
Il limite dell’elenco è un altro, e sta nel formato. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, allo scambio di scommesse e al bingo. Quindi il nome sull’elenco non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore, con il suo palinsesto. Chi ha fatto il confronto tra «bookmakers legali» basandosi solo sull’elenco ha verificato la metà più facile della faccenda.
E poi c’è la riga che vale più di tutte le altre messe insieme. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Sono quattro marchi che una ricerca per «siti di scommesse legali» restituisce con una certa frequenza, tre dei quali hanno licenze rispettabili in altre giurisdizioni. Rispettabili altrove, irrilevanti qui.
«Non compare nell’elenco» non è però un’accusa di illegalità, ed è giusto dirlo con precisione. Il mercato non si esaurisce in dieci marchi recensiti e nemmeno nelle 52 righe della gara; altri concessionari esistono, e un marchio che non sta in una pagina di confronto non è per questo privo di titolo. L’unico test è l’elenco, non la nostra lista.
Il numero di concessione nei termini dell’operatore
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco. AdmiralBet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito in dominio italiano. È il secondo controllo, quello che si fa quando l’elenco è lungo e la vista si confonde: si apre la pagina dei termini, si cerca «concessione», e si legge un numero che deve stare nell’intervallo delle righe autorizzate.
Il controllo si fa a mano, in due mosse, e richiede meno tempo di quanto ne serva per compilare un modulo di registrazione. Prima l’elenco sul sito dell’Agenzia: la riga con il nome del marchio o della società che lo gestisce. Poi il numero che l’operatore dichiara nei propri termini, confrontato con la riga che gli corrisponde. Un operatore che non dichiara il numero da nessuna parte sta dicendo qualcosa di utile.
Chi risponde di cosa, quando qualcosa va storto
Su un concessionario la partita si gioca in Italia. C’è vigilanza dell’Agenzia, ci sono gli obblighi dell’articolo 15 del d.lgs. 41/2024, c’è un foro italiano per le controversie e c’è la verifica sull’identità del titolare, che il conto di gioco richiede in modo pieno. Non è una promessa di trattamento eccellente: è un perimetro in cui esistono strumenti, controlli e un soggetto che risponde.
Fuori da quel perimetro il quadro si ribalta in blocco. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non ha vigilanza dell’ADM, non applica gli obblighi di limitazione e non offre alcuna garanzia di foro italiano. Il titolo estero che esibisce non ha valore in Italia.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione
Il gioco responsabile, su un operatore italiano, non è una pagina di buone intenzioni: è una serie di obblighi scritti all’articolo 15, comma 1, del d.lgs. 41/2024. Autolimitazioni di tempo, spesa e perdita. Limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati dall’ADM. Messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa. Strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto. E un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il comma 2 aggiunge un obbligo che vale la pena leggere due volte: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile sui temi decisi da una commissione governativa. Non è il bookmaker che decide di fare del bene: è una percentuale di fatturato che va spesa così, per legge.
Il limite di deposito si sceglie alla registrazione, e abbassarlo è facile
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. La geometria dell’impostazione conta più della cifra: nelle pagine degli operatori il limite si fissa al momento dell’iscrizione, una riduzione ha effetto immediato, mentre per alzarlo bisogna aspettare sette giorni. Il ritardo è tutto il meccanismo. Un limite che si potesse alzare in trenta secondi non sarebbe un limite, sarebbe un promemoria; la settimana di attesa serve a far passare la sera in cui si vuole alzare.
L’ADM fissa nel bando la cifra del limite di deposito che i concessionari devono rispettare, ma quel numero non è di pubblico dominio. Quello che conta per il giocatore è un altro: la cifra che sceglie lui, che diventa operativa subito se è la prima, e che non scende mai sotto la soglia che l’operatore stesso ha fissato.
Sull’articolo 15, comma 1, lett. e) c’è un’ultima cosa da notare: gli strumenti di autoesclusione devono esistere anche per singola categoria di prodotto. Non è un dettaglio tecnico. Un giocatore che vuole uscire dalle scommesse e tenere altro fuori dal conto ha, sulla carta, una strada costruita per lui.
Autoesclusione: il RUA, i 270 giorni e il conto che resta congelato
Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, nato nel 2018, e copre ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia oltre alle sale sul territorio. Non è una lista di operatori disponibili a collaborare: è un registro che li vincola tutti.
Le forme sono tre, e vale la pena scegliere con la testa prima di cliccare. L’autoesclusione può essere trasversale, cioè valida per tutti i concessionari e con blocco dell’apertura di nuovi conti; oppure limitata a un singolo concessionario; oppure circoscritta a una singola categoria di gioco, per esempio le scommesse a quota fissa.
La durata è la parte che frega. L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Nessuna telefonata al servizio clienti, nessun cambio di idea. Chi sceglie novanta giorni li ha scelti tutti novanta.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Per chi ha bisogno di parlare con qualcuno invece di compilare un modulo, il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco — una linea vera, non un centralino commerciale.
Fondamenti di un conto che regge: identità, SPID e accesso
Un conto di gioco richiede l’identificazione piena. Le strade sono due. La registrazione classica chiede i dati e una copia di un documento valido; l’identificazione con SPID e CIE è l’alternativa che il regolatore spinge e che gli operatori affiancano alla procedura tradizionale. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. AdmiralBet accetta il caricamento di fronte e retro di un documento in formato .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente.

Se il conto si apre senza SPID, la validazione deve arrivare entro 30 giorni, altrimenti l’account viene sospeso e i prelievi bloccati. Trenta giorni sono tanti, e per questo si dimenticano. La prima cosa che salta, quando si dimenticano, è il prelievo.
C’è anche una soglia anagrafica, e non ha eccezioni: il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’articolo 3, comma 1, lett. a) del d.lgs. 41/2024 nomina la tutela dei minori di età tra i principi del settore, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18. Un dato che nessuno strumento di verifica deve rendere più severo di così, e nessuna registrazione può aggirare.
La classifica: i criteri di valutazione e la meccanica della concessione
Dieci operatori, la stessa passata di controlli per tutti. Come sono scelti e su cosa vengono confrontati è la parte che di solito resta scritta in piccolo; qui sta in chiaro.
Il primo criterio non è negoziabile ed è anche quello che richiede meno giudizio: la presenza nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con un numero di concessione dichiarato nei termini. Chi non ha il numero non entra, punto. Il secondo criterio è il sito in dominio italiano, che è la conseguenza amministrativa del primo: la concessione è per sito, e un marchio con titolo italiano opera su un dominio italiano.
Poi cominciano i criteri che parlano davvero al lettore, e sono gli stessi su cui si gioca la scelta pratica. Quanto sport e quanti mercati mostra il palinsesto: qui gli operatori si dividono in due famiglie molto distinte. Quanto è vincolante il trattamento di un deposito o di un bonus, cioè che tipo di credito è e a quali condizioni si trasforma in saldo prelevabile. E quanto è liquido il conto contestato: una richiesta di prelievo trova procedure chiare o genera attesa.
L’ultimo criterio è l’unico che non si misura dal listino: quante funzioni del conto un giocatore deve configurare da sé prima di poter prelevare senza sorprese.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore sul titolo e sugli strumenti |
|---|---|---|
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | L’app propone scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | L’app Betfair Sport elenca mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | L’app copre calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | I termini dichiarano la concessione n. 16048; alla registrazione si impostano limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Il Benvenuto Sport accredita un Bonus Sport da 10 € con SPID, o un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | L’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; palinsesto su Premier League, Champions, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | L’app copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, più coppe europee e oltre 20 sport con risultati in diretta |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato e deposito minimo di 20 € |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
La colonna che salta all’occhio è quella centrale, e vale la pena leggerla come una lezione. Cinque di questi dieci marchi non portano il nome della società che ne risponde: dietro Betsson e StarCasinò c’è Azzurri Limited, dietro Bwin c’è Eurobet Italia. È il motivo per cui la riga della concessione va letta per intero e non fino alla prima virgola. Chi cerca il marchio nell’elenco lo trova solo se sa quale società sta cercando.
La terza colonna non misura la generosità di nessuno. Dice che tipo di rapporto ha quel marchio con il proprio titolo e con i propri strumenti: c’è chi scrive il numero di concessione nei termini e chi lo lascia dedurre, chi mette i limiti davanti al giocatore al momento dell’iscrizione e chi li nasconde in un menu. Un lettore attento a cosa un operatore scrive di sé impara più cose di quante ne impari da un elenco di quote.
Meccanismo: quali percorsi esistono e a chi conviene ciascuno
Le strade verso un conto sportivo sono tre, e non sono equivalenti per tutti. Un casinò con bookmaker annesso conviene a chi cerca varietà di prodotto e un’unica sessione; StarCasinò è costruito esattamente così, e chi arriva dalle slot trova il calcio senza cambiare casa. Il polo opposto è l’operatore che ha costruito l’identità attorno allo sport e all’intrattenimento degli eventi, tipo il palinsesto di Eurobet, che dal calcio arriva a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e da lì a musica, cinema, tv e reality show, fino alla politica con le elezioni. Per chi scommette su altro rispetto al calcio, quella larghezza è il prodotto.
In mezzo ci sono gli operatori di profondità. Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket. Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — oltre a Champions, Europa e Conference League, con più di 20 tipologie di sport e risultati in diretta. Sono due modelli diversi dello stesso mestiere: uno punta sul volume, l’altro sulla copertura delle competizioni che il pubblico italiano segue davvero.
Poi c’è una strada che esiste solo per una parte dei lettori, ed è giusto dirlo senza girarci intorno: il betting exchange. È un gioco previsto a parte dall’articolo 6, comma 1, lett. e) e definito dall’articolo 2, lett. u) del d.lgs. 41/2024: il giocatore può fare la parte del puntatore o del bookmaker, e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. Non è un bookmaker con una funzione in più: è una meccanica diversa, e chi non ha mai visto un mercato a due lati farebbe meglio a leggere le regole prima di cliccare. La documentazione di Betfair è segnalata per regole aggiuntive sui conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è un’informazione che non si ricava dall’elenco dei concessionari: va chiesta all’operatore.
Una nota di onestà sul resto del quadro. Sulle regole ADM relative ai mercati live, ai ritardi e agli eventi non c’è una lista consultabile, e la composizione del palinsesto è approvata volta per volta: nel settembre 2026 è arrivata l’autorizzazione della Setka Cup, con bet365 primo partner. Quali sport e quali tipologie di scommessa contenga il palinsesto di un operatore, in un momento preciso, si vede solo sul suo sito. E se le scommesse a totalizzatore siano offerte online da qualche marchio italiano, non risulta.
Prima di tutto: cosa vuol dire «legale» quando si sceglie un bookmaker
Concessione, strumenti, soldi: tre cose da guardare in quest’ordine, perché la prima le altre non le sostituisce. Avere il numero giusto nei termini non rende buoni i limiti, e avere limiti comodi non rende un conto legale.
La logica della scelta parte da qui, e conviene dire subito cosa significa nel concreto. Un operatore con concessione ADM ti dà un conto in cui depositi, giochi e prelievi passano da un sistema vigilato, con l’identificazione piena, il RUA alle spalle e un foro italiano se qualcosa non torna. Un operatore offshore ti dà un’interfaccia, un bonus grande e nessuna delle tre. La differenza non si vede il giorno del deposito. Si vede il giorno in cui chiedi indietro i soldi, o il giorno in cui vorresti smettere e scopri che l’unico pulsante che conta è la trasversalità del RUA.
I soldi: deposito, ricariche, prelievo
Le ricariche meritano una riga in più di quanto di solito ricevono. L’articolo 13 del d.lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — iscritti in un registro ADM che costa 100 € l’anno. Il punto vendita ricarica il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non può pagare vincite né erogare saldo. Chi pensa di risolvere il prelievo passando dal tabaccaio ha sbagliato sportello.
Le rotaie che le pagine di comparazione mostrano sui concessionari ADM sono le solite: carte, PostePay e altre prepaid, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney. Ogni operatore ha la propria lista nei propri termini, e quella è la lista che conta. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione non è definita, e non è nota alcuna norma che nomini le rotaie approvate. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.
Sui prelievi c’è poco da raccontare con i numeri, e non è un difetto della pagina: ogni operatore pubblica i propri tempi nei termini, e quei tempi cambiano con il metodo scelto. Chi legge un confronto in cerca di una classifica dei prelievi veloci sta cercando una cosa che nessuna tabella può dare in modo stabile.
La partita in pari: margine del bookmaker e costo atteso di un’offerta
Il margine del bookmaker non è un costo che l’operatore addebita: è incorporato nella quota, ed è per questo che nessun giocatore lo vede. Si calcola su tutti gli esiti di uno stesso mercato, e su un mercato a due esiti con quota 1,90 da entrambi i lati il conto viene da sé. Il payout — la quota di tutte le puntate che il mercato restituisce — è pari a 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, cioè 0,95 circa; il margine è la differenza, intorno al 5 %.
Attenzione: 1,90/1,90 è una coppia di quote di esempio, non un prezzo quotato da qualcuno, e serve a mostrare il meccanismo, non a descrivere un mercato reale.
Su questo mercato si può innestare la simulazione che il lettore incontra più spesso nei confronti tra offerte: 100 € di giocata settimanale, la cifra scelta a registrazione come limite di deposito, puntata una volta sola. Con il margine sopra, il costo atteso di quella settimana è 100 € per circa il 5 %, quindi tra i 4 € e i 6 € — una stima statistica su molte settimane e molti giocatori, non un esito garantito per una singola puntata, che finisce in vincita o in perdita e basta.
Se invece dei 100 € se ne giocassero 500 al mese, il costo atteso salirebbe a circa 25 €. La cifra cambia, la proporzione no. Trenta puntate da 10 € sullo stesso mercato costano, in media, la stessa quota di una puntata da 300 €: il margine è una percentuale del giro d’affari, non del numero di scontrini.
Il motivo per cui questo numero interessa un lettore che valuta un bonus è che i requisiti di puntata moltiplicano il giro d’affari. Un bonus che chiede di giocare più volte la cifra ricevuta non costa nulla al momento della richiesta: costa quando quella cifra viene effettivamente fatta girare sul mercato, e allora il conto si fa sulla somma giocata, non sul bonus. Un «bonus di benvenuto» senza requisiti di puntata non esiste in nessuna forma che conosciamo.
Bonus: pubblicità vietata, giocate permesse
Una nota che sorprende sempre. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, il cosiddetto Decreto Dignità, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, trasmissioni televisive e radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni, affissioni e internet. L’ADM lo ha richiamato in un comunicato del 28 febbraio 2024, aggiungendo che pubblicizzare siti di gioco illegale è reato.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un «bonus di benvenuto» resta perfettamente lecito: è una condizione contrattuale tra il concessionario e il suo cliente. Non risulta alcun tetto statutario al bonus né alcun tetto ai requisiti di puntata, per cui importi, giocate richieste e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Ecco perché due bonus con lo stesso numero sulla facciata possono valere uno la metà dell’altro.
L’applicazione del divieto ha una storia recente che vale la pena seguire, perché spiega l’aria che tira. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 € di sanzione. Due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. A tutto questo si aggiunge una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per eliminare il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. Il suo esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Chi legge queste righe pensando che il divieto sia una formalità ha un’altra cosa da considerare: la differenza tra pubblicità e contratto. La prima è vietata, il secondo è vincolante. Il bonus che un concessionario scrive nei propri termini resta esigibile come scritto, e le condizioni che ci sono dentro contano più di quanto la facciata lasci intendere.
Le tasse: cosa paga l’operatore, cosa deve fare il giocatore
La tassazione delle scommesse sportive a quota fissa è un’imposta unica a carico dell’operatore, disciplinata dall’articolo 4 del d.lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: l’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le giocate e le vincite pagate. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %), e le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Per il giocatore la conseguenza è diretta: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa, perché il prelievo cade sul concessionario. Le somme arrivano al netto e non si dichiarano — una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 con la formula «tassate alla fonte», non confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria. Su questo punto la chiusura corretta è una sola: consultare un commercialista.
Discorso completamente diverso per le vincite maturate su siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR sull’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va letta per quello che è — andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
C’è un’ironia amministrativa da segnalare. Un giocatore che cerca un sito senza concessione per non pagare nulla sulle vincite finisce per dover dichiarare tutto. Non è un paradosso costruito: è il risultato di due regimi che non si parlano.
Cosa si perde su un sito di scommesse senza concessione
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e l’articolo 22 del d.lgs. 41/2024 costruisce la macchina che lo contrasta. L’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali riferiti ai concessionari e quello dei siti la cui accessibilità viene inibita, entrambi pubblici sui siti dell’Agenzia e del Corpo. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco a livello DNS funziona, ma con attriti. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo la stampa specializzata che riporta l’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono alcune decine o centinaia di domini alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il termine che descrive il risultato è «oscurati»: coperti, non eliminati. Un indirizzo che funzionava ieri e non funziona oggi è normale, e non è una garanzia per domani in nessuno dei due sensi.
Poi c’è la parte che riguarda il giocatore in prima persona, e non è la più piacevole da scrivere. L’ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, richiama l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401: la legge prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e la stessa norma sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. Questa è la regola lato giocatore così come l’Agenzia la enuncia. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
La sintesi del confronto è questa. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro italiano. Un marchio .com senza titolo non porta nessuna delle quattro cose, si espone al blocco DNS e, secondo quanto scrive l’ADM stessa, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere e quelle licenze non hanno valore in Italia. Su quella zona non c’è protezione, e non c’è motivo di aggiungere altro.
Gli operatori autorizzati a confronto: cosa cambia davvero tra un conto e l’altro
Dieci marchi, dieci configurazioni di partenza. La concessione è comune a tutti, e finisce lì la somiglianza.
StarCasinò: concessione n. 16026, un conto sportivo dentro un catalogo da casinò
StarCasinò è Azzurri Limited, concessione n. 16026 su Starcasino.it, e il nome dice già come è costruito. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Non è un bookmaker con un reparto giochi: è un catalogo con una porta calcistica.
Per chi ha già un’abitudine sulle slot e vuole una singola sullo stesso conto, la configurazione funziona e non c’è motivo di cercare altrove. Per chi passa tre ore a settimana sui mercati secondari di una partita di Serie B, il calcio qui è presente ma non è il centro del prodotto, e il centro del prodotto è dove un operatore mette il proprio meglio. Chi cerca profondità di palinsesto la trova meglio in uno dei marchi costruiti intorno allo sport.
Betfair: concessione n. 16028, il marchio che porta un mercato diverso
Betfair è Betfair Italia S.r.l., concessione n. 16028 su Betfair. L’app Betfair Sport propone una lista di mercati piuttosto riconoscibile — Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo — con la sezione Supercombo che raggruppa combo e mercati unici a quote maggiorate. «Quote maggiorate» è una delle formule su cui vale la pena fermarsi un secondo: un prezzo migliore rispetto a cosa, e misurato quando? Il confronto non è pubblicato insieme alla parola.
Il vero punto di interesse è un altro, e riguarda una minoranza di lettori. Betfair è descritta come il primo operatore con exchange in Italia, e il betting exchange — l’articolo 6, comma 1, lett. e) e l’articolo 2, lett. u) del d.lgs. 41/2024 — è un gioco a sé, dove il giocatore può essere puntatore o bookmaker e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le parti. Chi arriva sull’exchange aspettandosi un bookmaker con qualche mercato in più troverà commissioni, regole proprie e una logica di prezzo rovesciata. La documentazione dell’operatore è segnalata per regole aggiuntive sui conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi con passi da 50 centesimi; un articolo di stampa specializzata del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Chi cerca uno sportello con una quota e una conferma ha sbagliato indirizzo; per la nicchia che vuole essere la controparte, è l’unico indirizzo della lista.
Eurobet: concessione n. 16012, il palinsesto più largo della compagnia
Eurobet è Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione n. 16012 su Eurobet, ed è lo stesso soggetto che gestisce Bwin e Gioco Digitale. Un’azienda con tre titoli e tre siti racconta bene la logica della concessione per sito.
L’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni. Gli scacchi e le elezioni nella stessa lista di calcio sono una scelta di posizionamento, non una distrazione: chi scommette su eventi non sportivi trova pochi posti dove farlo. Per chi cerca il mercato più strano della giornata, questo è il catalogo che più probabilmente ce l’ha. Il rovescio è che una lista così larga non dice nulla sulla profondità di ogni singola voce, e sulla profondità di un mercato secondario si giudica solo guardando le quote.
AdmiralBet: concessione n. 16048, i limiti impostati prima di giocare
AdmiralBet è Admiral Bet S.r.l., concessione n. 16048 su AdmiralBet, ed è uno dei due marchi della lista che dicono esplicitamente come gestiscono il titolo e gli strumenti. I termini dichiarano la concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e indicano il sito in dominio italiano come canale del servizio.
La parte che vale la pena leggere per intero è la registrazione. Il conto si apre con la procedura classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. Alla registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Questa è la differenza che separa un conto da un altro più di qualunque quota di benvenuto. I limiti vengono chiesti prima che il giocatore abbia una posizione aperta, e il ritardo di sette giorni sull’aumento vale su tutte e tre le dimensioni — ricarica, spesa, tempo — non solo sul deposito. Chi apre un conto per giocare due sere al mese e vuole che l’operatore stesso metta un tetto ha qui la procedura più esplicita della compagnia. Chi invece vuole un conto senza attriti di configurazione troverà che tre parametri da decidere prima di iniziare sono tre decisioni in più.
William Hill: concessione n. 16044, il bonus che cambia con la registrazione
William Hill è William Hill Malta Plc, concessione n. 16044 su William Hill. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Dieci euro contro cinque, con quattro giorni di tempo per inviare i documenti quando si sceglie la via manuale. Il divario non è una promozione: è il prezzo che l’operatore attribuisce alla comodità della verifica. Chi ha lo SPID attivo su telefono prende il doppio in trenta secondi; chi non ce l’ha ha una scadenza in più da segnare in calendario.
Sui bonus l’operatore è più chiaro della media, e la chiarezza è scomoda. Per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili: vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Un tetto di 100 € su ogni singola giocata cambia il conto a chi pensava di usare il credito in un colpo solo su una multipla, e la parte «non subito prelevabili» è quella che vale la pena leggere prima di contare il bonus nel proprio saldo. I termini dell’operatore non coprono altri punti, e non c’è motivo di aggiungerne.
Sisal: concessione n. 16020, volumi e streaming in una sola app
Sisal è Sisal Italia S.p.a., concessione n. 16020 su Sisal. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il conto si apre e si usa da mobile anche con Touch ID.
Mille eventi al giorno e quindicimila live sono due numeri che vanno letti con attenzione: il primo dice quanta scelta esiste, il secondo quanto del palinsesto è acceso mentre si gioca. Per chi scommette quasi soltanto in-play, il rapporto tra le due cifre è più informativo di qualunque lista di campionati. Lo streaming gratuito su quattro sport è l’aggiunta che rende la sessione live autosufficiente: si guarda e si gioca nella stessa app, senza un secondo schermo.
La riserva è banale ma reale. Un palinsesto grande non dice nulla sulla qualità dei prezzi, e sui live le quote si muovono in fretta. Il volume è una condizione necessaria, non un argomento sul margine.
bet365: concessione n. 16030, il partner della Champions con lo sport come centro
bet365 è Hillside (New Media Malta) Plc, concessione n. 16030 su bet365, e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. L’app offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
La scala dell’operazione è visibile anche fuori dal prodotto: nella fase di aggiunta di nuovi eventi al palinsesto approvato, bet365 è stato il primo partner della Setka Cup autorizzata dall’ADM nel settembre 2026. Un operatore che entra per primo sugli eventi nuovi tende ad avere il listino più profondi su quelli. La partnership con la Champions, allo stesso modo, non è un premio di simpatia: è il motivo per cui i mercati sulla coppa sono trattati come un prodotto di punta e non come una voce di catalogo. Gli strumenti di responsabilità sono elencati in modo standard e per i residenti italiani rinviano alla linea nazionale — nessuna invenzione, nessuna esclusiva.
Planetwin365: concessione n. 16007, calcio italiano e oltre venti sport
Planetwin365 è Pwo S.p.a., concessione n. 16007 su Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La Serie C nella stessa riga della Premier League è il dato che identifica questo operatore. Chi segue il calcio minore italiano sa quanto poco sia servito dal resto del mercato; un palinsesto che mette la terza serie tra le voci principali, e non in fondo a una tendina, è costruito per un pubblico preciso. I risultati in diretta su più di venti sport completano un profilo da fruitore assiduo. Il difetto dell’abbondanza è lo stesso ovunque: venti sport e risultati live non dicono nulla su quanto siano stretti i prezzi su ognuno.
NetWin: concessione n. 16035, un bonus chiaro con requisiti espliciti
NetWin è Netwin Italia S.p.a., concessione n. 16035 su NetWin. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
«Al 100 % fino a 50 €» significa che per incassare il massimo servono 50 € di primo versamento, e che sotto quella cifra il bonus è proporzionale; il deposito minimo è 20 €, quindi la fascia utile parte da lì. Il conto deve essere verificato, il che riporta alla questione dei documenti: nessun accredito prima della verifica. Il tipo è dichiarato per quello che è, un bonus reale, e non c’è da tradurre la parola in qualcos’altro.
Ricordo il meccanismo del margine, perché è qui che serve. Un bonus del 100 % non è denaro che entra nel conto due volte: è credito che deve girare, e quando gira paga il margine del mercato su cui gira. La simulazione fatta sui 1,90/1,90 vale anche qui: ogni 100 € fatti girare costano in media circa 5 € al giocatore. Più sono le volte che il bonus va rigiocato, più quel costo cresce — ed è la ragione per cui i requisiti di puntata sono la cifra che conta davvero nell’offerta, più del numero sulla facciata. Ho controllato le condizioni pubblicate dell’operatore per un requisito di puntata specifico e un tetto alle vincite: non compaiono tra le informazioni disponibili. Conviene verificare quei due punti nei termini completi prima di depositare, perché cambiano il valore reale del bonus più del 100 % scritto nell’annuncio.
Betsson: concessione n. 16027, pre-match e live su un catalogo ampio
Betsson è Azzurri Limited, concessione n. 16027 su Betsson.it, la stessa società dietro StarCasinò — un marchio che condivide il titolare con un casinò ma non la concessione, che resta per sito.
L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È un profilo equilibrato più che specializzato: le tipologie elencate sono il nucleo del mercato italiano — esito, totale, gol, marcatore — e la sezione combo copre le multiple costruite. Chi vuole un bookmaker che faccia bene le cose normali senza sorprese di formato trova qui il pacchetto standard fatto bene. Chi cerca il mercato esotico o l’exchange deve guardare altrove nella lista.
Il confronto che resta, senza classifica finale
Tre domande dividono davvero questi dieci marchi, e nessuna delle tre si risolve con un numero di concessione. Quanta parte del conto è sport e quanta è casinò: su questo l’asse va da StarCasinò e Betsson, costruiti attorno al prodotto giochi, fino a bet365 ed Eurobet, dove lo sport è il centro dell’identità. Quante decisioni il giocatore deve prendere prima di poter giocare: AdmiralBet chiede tre limiti alla registrazione, William Hill regala dieci euro per non farsi consegnare un documento a mano, NetWin pretende un conto già verificato per accreditare l’offerta.
La terza domanda riguarda il momento in cui i soldi tornano indietro, e su questa le differenze stanno nei termini di ciascun operatore, che il lettore ha davanti a sé quando apre un conto. Le quote e i margini sono l’altra parte che cambia continuamente: un confronto di prezzi ha senso solo con una data accanto, e i numeri di oggi non valgono domani.
Se dovessi dire dove sta la scelta, direi qui: tra un conto che ti chiede di decidere come vuoi giocare e un conto che ti lascia decidere dopo. La prima configurazione è meno comoda e vale più soldi.
Domande frequenti sui siti di scommesse legali in Italia
Come faccio a verificare che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: l’elenco letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051. Poi si confronta con il numero di concessione che l’operatore dichiara nei propri termini del conto di gioco. Il test è quello, non la presenza in una pagina di confronto.
Perché un bookmaker con concessione ADM opera su un dominio italiano?
Perché la concessione è assegnata per sito e non per marchio: ogni riga dell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è legata a un solo sito in dominio italiano. Una società può tenere più concessioni e più siti, come Eurobet Italia S.r.l. con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Un dominio estero non rientra in quel titolo.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, e blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia oltre alle sale sul territorio. L’iscrizione impedisce depositi, giocate e nuovi conti presso i concessionari ADM, ma il saldo prelevabile resta a disposizione. Si richiede dal portale ADM con SPID o a un concessionario.
Quali limiti di deposito si impostano su un operatore con concessione ADM?
Il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile già alla registrazione, e l’articolo 15, comma 1, lett. b) del d.lgs. 41/2024 prevede limiti di periodo fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento, su protocolli approvati dall’ADM. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa.
Che rischi corro su un sito di scommesse senza concessione?
Nessuno degli strumenti di tutela vale lì: niente RUA, niente vigilanza ADM, niente limiti obbligatori, niente foro italiano. Il sito è esposto al blocco DNS, che nel 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa specializzata, e l’ADM richiama la legge 401/1989, che sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM arrivano al netto, perché l’imposta unica cade sull’operatore: 20,5 % sulla raccolta fisica e 24,5 % su quella a distanza, calcolata sulla differenza tra giocate e vincite. Il giocatore non le dichiara, ma la ricostruzione va confermata con un commercialista. Su siti esteri non autorizzati andrebbero invece dichiarate come redditi diversi.
Licenza ADM e sicurezza – scommesseconspid
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