Draw no bet, ovvero la scommessa che si annulla da sola sul pareggio
Quando il 90′ finisce in parità e la schedina non muore, il merito è di un mercato che esiste da decenni e che l’Italia ha imparato a chiamare con il suo nome inglese. Il draw no bet, il «rimborso in caso di pareggio» delle regole italiane, fa una cosa sola e la fa bene: elimina il terzo esito e lascia al giocatore una partita a due. Chi scommette sul calcio lo incontra continuamente, spesso senza sapere che sta pagando quel comodo con una quota più bassa, e che la differenza fra quella quota e la quota del segno secco è, in pratica, il prezzo dell’assicurazione sul pari.
Ottobre 30, 2026 — condizioni delle concessioni ADM e regolamenti degli operatori verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e sulle pagine contrattuali dei singoli concessionari.
Che cos’è il draw no bet e perché conviene a certe schedine
Il meccanismo è disarmante: si sceglie una squadra, non si sceglie il pareggio, e il pareggio restituisce la posta. Niente vincita, niente perdita. In sostanza è la stessa idea che sta dietro all’handicap asiatico con handicap 0, dove la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale. Due nomi, un’unica logica di mercato, e una differenza pratica che conta: il DNB si legge con due sole colonne, senza le mezze linee che l’handicap porta con sé.

Per un italiano che gioca sui principali campionati, la domanda non è mai «esiste il draw no bet», ma «quanto mi costa e a chi conviene». William Hill lo mette nero su bianco nel proprio regolamento: si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2), e in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Il regolamento aggiunge una precisazione che molte schedine frettolose dimenticano: se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. Chi punta sul DNB di una partita che finisce 0-0 al 90′ e 1-0 ai supplementari non ha vinto: ha recuperato i suoi soldi.
Il limite di questo mercato è la sua rigidità. Il DNB copre un solo esito su tre e lo copre per intero, con una quota costruita perché quella copertura non regali niente. Vale la pena dirlo subito, perché spiega tutto quello che segue: il valore del DNB non sta nel prezzo, sta nell’eliminare un rischio che il giocatore ritiene già improbabile. Chi sceglierebbe comunque una X su quel campo non ha nessun motivo di giocare DNB.
Come si costruisce il prezzo e cosa costa davvero
Un bookmaker non regala mai il pareggio. Quando si impegna a rimborsare una delle tre caselle, la sposta dentro le altre due, e la quota scende di conseguenza. Il modo più onesto di mostrarne il costo è il confronto con il segno secco, e qui la matematica è spietata: la quota DNB non è la quota 1X2 depurata gratuitamente dalla X, è la quota 1X2 ricostruita attorno a un rischio che l’operatore ha trasferito a se stesso.

Nell’esempio economico standard utilizzato per spiegare il mercato, un confronto a due esiti quotato 1,90 / 1,90 illustra il meccanismo senza riferirsi a nessuna partita reale. La quota di payout di quel mercato si ottiene con 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90; il risultato è un payout di circa il 95 %, cioè un margine del 5 % per il bookmaker su ogni unità giocata su quel mercato. Lo stesso calcolo, applicato a un due esiti stretto come quelli che il DNB produce quando le due squadre sono vicine, può spingere il margine fino a circa il 5,3 %. È una banda, non un numero secco: il margine dipende dall’equilibrio della partita, dalla competizione e dall’operatore, e su un derby fra due squadre di pari livello sarà più alto che su una sfida sbilanciata. Non sono i 3 o 4 punti percentuali che un mercato 1X2 a tre esiti molto liquido può mostrare.
Quel margine è l’unica cosa che il DNB non riesce a nascondere. Il rimborso sul pareggio è reale, ma il prezzo pagato per averlo è distribuito in ogni quota, partita dopo partita, anche in quelle che il pareggio non lo fanno mai. Su venti giocate, l’assicurazione costa come se il pari fosse arrivato in una buona parte di esse — e questo è il punto che nessuna pagina promozionale scrive.
Come si legge il draw no bet negli altri sport e nelle partite spezzate
Il DNB non è solo calcio. William Hill lo offre anche su singole parti della partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Nel basket, d’altra parte, il meccanismo ha una regola di risoluzione obbligata: il Draw No Bet di William Hill si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata. Chi segue la pallacanestro europea sa che il 40′ in parità non è una rarità statistica — non è la stessa cosa del pari calcistico, ed è il motivo per cui il prezzo DNB su una partita di basket può risultare più carico.
Sul calcio, il DNB convive con qualsiasi altro mercato nella stessa schedina, e le combinazioni aprono una questione tecnica. Il regolamento delle scommesse a quota fissa prevede che, se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante abbia diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato; nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. In parole povere: una DNB finita in pareggio dentro una multipla non fa crollare il biglietto, ma abbassa la quota complessiva, perché la selezione neutra sparisce dal calcolo. Chi costruisce multiple da cinque o sei eventi e ci infila due o tre DNB sta costruendo, senza accorgersene, una multipla più corta e meno remunerativa di quella che crede di aver giocato.
Vale la pena distinguere il DNB da ciò che gli somiglia. Il mercato Goal/No Goal, l’Under/Over, il doppia chance 1X non hanno niente a che vedere: quelli pagano su scenari diversi, il DNB paga sul vincitore con una polizza sul pari. La doppia chance 1X copre anche la sconfitta? No, copre il pareggio e la vittoria, ma perde sulla sconfitta — e costa meno di un DNB solo perché rinuncia a metà del campo. Chi vuole protezione sul pari e fiducia nella vittoria deve pagare il prezzo pieno del DNB.
Dove sta il draw no bet nel palinsesto e con quale copertura
Ogni quota che un italiano vede su uno schermo nasce dentro un palinsesto, e il palinsesto non è una vetrina commerciale: è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno lì dentro. Il draw no bet è una delle tipologie di scommessa a quota fissa, il prodotto centrale delle scommesse sportive, e come tale entra nel palinsesto insieme al resto. Quello che ADM approva evento per evento, però, non è l’elenco dei mercati: l’autorità aggiunge gli eventi uno per uno — a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore — e quali tipologie ogni singolo palinsesto contenga lo decide il concessionario nei limiti della sua concessione.
C’è una conseguenza pratica che sfugge a molti: il DNB non è una voce di listino, è una modalità di lettura che l’operatore attiva o meno su un evento. Su una partita di cartello di Serie A sarà quasi sempre presente; su un campionato estero minore, o su un mercato di nicchia come i tiri in porta, può semplicemente non esserci. Non c’è nessun obbligo regolamentare che lo imponga, e nessun elenco pubblico dei mercati DNB disponibili.
Accanto alle scommesse su eventi reali convivono gli eventi simulati — la definizione di legge parla di scommesse su eventi simulati, cioè competizioni sportive, ippiche e altre generate al computer e mostrate in animazione o come replica di un evento reale — e gli operatori tengono una sezione «Virtuali» nei loro siti. La Goldbet League, campionato virtuale di calcio in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing, corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti, sono l’esempio più chiaro di come questo mondo si presenti. Il DNB su un virtuale esiste come logica, ma le regole di risoluzione sono quelle della simulazione, non quelle del campo di calcio.
Chi può offrire il draw no bet: la concessione, non la classifica
Qui il discorso si fa serio, e conviene affrontarlo prima di qualsiasi confronto fra brand. In Italia un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata da ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS — e rilasciata per singolo sito, non per azienda. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Non sono licenze aperte: sono concessioni aggiudicate con gara pubblica, e l’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione — dalle scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli, fino al bingo e al betting exchange. Lo stesso articolo, al comma 3, fissa a nove anni il tetto della durata, senza rinnovo, e il comma 5 mette fra i requisiti l’impegno ai limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza consultato il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it: Eurobet Italia S.r.l. ne gestisce tre — Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Un dettaglio che vale più di una classifica: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, all’exchange e al bingo. Stare nell’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive; a dimostrarlo è il sito stesso, il suo palinsesto e la sua app. La concessione non è una medaglia di qualità: è un permesso. E non è nemmeno l’intero mercato — altri concessionari esistono, e un brand che non compare in un confronto non è per questo privo di concessione.
Il registro che conta più della classifica
Il test pratico per il giocatore è uno solo, ed è pubblico: il nome del sito deve stare nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati, con il suo codice di concessione, e il sito deve essere un dominio .it. Gli operatori dichiarano numero di concessione e società nelle proprie condizioni d’uso, e la concessione è legata a quel dominio specifico: un marchio che gira su più paesi ha bisogno di una concessione italiana per ciascun sito .it con cui raccoglie giocate.
C’è poi la lista che nessuno pubblicizza: ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore di accesso è più lento di altri; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il risultato si chiama, nel gergo del settore, «oscurati». Non è una barriera perfetta, e nessuno dovrebbe trattarla come tale.
La concessione per sito, il concessionario che non è il marchio
Un’altra confusione frequente riguarda i nomi. Il concessionario raramente porta il nome del marchio: Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited, Goldbet a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., Eurobet.it a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. È la società, non il marchio, che risponde della concessione, e nelle condizioni contrattuali quei dati sono indicati.
Limiti, identità e tutele: cosa accompagna una concessione italiana
Una concessione ADM non porta solo il diritto di raccogliere giocate: porta un pacchetto di obblighi di tutela che l’operatore deve rispettare. La norma di riferimento è l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, che prevede autolimiti di tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito — fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM — messaggi automatici sulla durata e sulla spesa, strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana e otto ore al giorno. Sono obblighi, non buone intenzioni. Su un sito senza concessione non esistono.
Il tema dell’età resta il primo: l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Anche l’apertura del conto segue un percorso tracciato: un conto di gioco richiede piena identificazione, con registrazione classica tramite documento oppure con SPID e CIE, strumenti che diversi operatori mettono a disposizione accanto al modulo tradizionale. Senza SPID il conto va comunque validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori.
Limiti di deposito e di ricarica, in pratica
I limiti di deposito non sono una cifra unica imposta a tutti: si scelgono alla registrazione, su base settimanale o mensile, e ogni operatore gestisce le variazioni con una regola precisa. Prendiamo un caso concreto fra i concessionari con palinsesto ampio: nell’apertura del conto Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quei sette giorni sono il cuore del meccanismo: servono a impedire che una serata storta si risolva alzando il tetto mentre si è ancora davanti allo schermo. Chi abbassa il limite lo vede applicato subito, chi lo alza aspetta. Vale la pena ricordarlo prima di aprire il conto, perché il limite scelto in quel momento è quello che verrà applicato davvero.
Autoesclusione: il RUA e i periodi dichiarati dagli operatori
L’autoesclusione è l’unico strumento che un giocatore può attivare sapendo che vale su tutto il mercato legale. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e anche le sale fisiche. Un giocatore autoescluso non può giocare né online né allo sportello, e questo è il punto di forza del sistema: non c’è un secondo bookmaker dove ricominciare.
Le durate, però, non sono identiche dappertutto, e le condizioni degli operatori vanno lette. Nelle condizioni contrattuali di Admiralbet l’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; sempre nelle stesse condizioni è indicato che dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono due discipline che convivono nello stesso documento, e la differenza non è un dettaglio burocratico: cambia quanto a lungo una persona resta fuori dal gioco e quando può rientrare. Chi legge il RUA come una formalità sbaglia di grosso, e chi pensa che l’autoesclusione si revochi con una mail si sbaglia ancora di più.
Il canale di aiuto, infine, resta lo stesso per tutti. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero che vale più di qualunque bilancio di schedina.
Il draw no bet nei regolamenti degli operatori
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Criteri con cui sono letti i dieci concessionari
Un confronto fra siti di scommesse ha senso solo se si dice che cosa si guarda, e su questa materia ci sono cinque lenti che contano più delle altre: la concessione con il suo numero e la società che la detiene, la copertura del palinsesto sulle tipologie di scommessa, gli strumenti di tutela previsti nel conto, i requisiti delle promozioni di benvenuto, e la presenza di mercati accessori come il cash out e le scommesse live. Sono criteri verificabili, non impressioni. Un bonus generoso su un sito con concessione verificata vale un discorso; lo stesso bonus su un dominio che non compare nell’elenco ADM vale un altro, e molto più breve.
La tabella sotto mette a confronto i dieci concessionari secondo due lenti: la concessione, con numero e società, è il dato oggettivo che si legge dall’elenco ADM e dalle condizioni degli operatori; la seconda colonna raccoglie ciò che le condizioni e le descrizioni ufficiali dei singoli operatori dichiarano sul tema di questa pagina, cioè il rimborso in caso di pareggio e i mercati che vi si avvicinano. Non è un voto e non è una graduatoria: è ciò che sta scritto, con l’indicazione di ciò che non lo è.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dichiarano le condizioni dell’operatore sul tema della pagina |
|---|---|---|
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, e dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni; limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco già in registrazione, con aumento del limite dopo 7 giorni |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal/No Goal e Multigoal, giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con Cash Out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Scommesse singole, multiple e sistemi con l’app, e schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live; fra gli strumenti di gioco responsabile, pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; fra i mercati 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura del conto anche con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; bonus senza deposito di 10 € più 200 Fun Flag, con i 10 € da giocare in un’unica scommessa a quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/No Goal, marcatori e combo |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto a slot e Live Casinò |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Eventi sportivi in diretta streaming, con palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus Sport-50 con giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo |
Due righe della tabella vanno lette con attenzione, perché dicono cose diverse. La colonna dei mercati raccoglie ciò che gli operatori pubblicano di sé, e ciò che pubblicano parla raramente di DNB: gli operatori comunicano i mercati di punta, i bonus, gli strumenti. Il draw no bet sta nel regolamento sportivo, non nella vetrina, e per questo una tabella comparativa lo intercetta solo dove il regolamento è esplicito. Le caselle piene sono quelle che gli operatori hanno dichiarato; il resto non è un no, è un silenzio.
I dieci concessionari, uno per uno
Quello che segue non è una classifica di simpatia. È la lettura dei dieci operatori con concessione ADM presenti in questo confronto, ognuno con quello che lo distingue dagli altri, e con la concessione a fare da sfondo comune. L’ordine è quello della lettura, non del merito.
AdmiralBet: limiti e autoesclusione scritti in modo insolitamente esplicito
Sul tema della tutela AdmiralBet è l’operatore che dichiara di più, e lo dichiara dove conta, cioè nelle condizioni contrattuali. Il quadro completo sta nelle sezioni sopra, ma vale la pena isolare un punto: le durate di autoesclusione indicate nel documento (30, 60 o 90 giorni, oppure a tempo indeterminato) e la disciplina in vigore dal 1° febbraio 2026 (da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi) descrivono un sistema che si sta muovendo verso una granularità maggiore, con finestre corte per chi vuole solo una pausa e finestre lunghe per chi ha capito che la pausa non basta. La concessione è ADM n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., e il sito è un dominio .it.
Il giudizio, in una riga: è l’operatore del gruppo con la carta della protezione più leggibile, e la leggibilità è essa stessa un valore — un giocatore che vuole capire prima di firmare trova qui il testo, non lo slogan.
Sisal: un catalogo di giocate costruite, non solo un listino
Sisal non punta tutto sulla singola classica. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È una logica da schedina componibile, che sposta il divertimento dal singolo pronostico alla costruzione della giocata. La concessione è ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a.
Il draw no bet non compare fra le voci dichiarate, e questo è coerente con il pubblico a cui Sisal parla: chi cerca combinazioni e mercati Goal/No Goal raramente cerca anche l’assicurazione sul pari. Il catalogo è la sua forza e, per chi cerca solo copertura, il suo limite.
Eurobet: il bookmaker essenziale, con le schedine ordinate
L’app Eurobet fa le tre cose classiche — scommesse singole, multiple e sistemi — e le raccoglie in una pagina My Bets dove ritrovare in corso o concluse le giocate. Niente fronzoli, niente linguaggio da casinò. La concessione è ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la stessa società che nell’elenco ADM compare su più domini .it.
Per un giocatore che costruisce multiple di calcio, l’ordine dell’archivio conta più di quanto si creda: ritrovare una selezione di cui non si ricorda la quota è metà del lavoro quando si vuole capire dove la schedina ha perso. Il punto debole è la misura del suo stesso minimalismo: chi cerca un mercato particolare nel palinsesto trova un sito che lo espone con sobrietà, senza spiegarne la logica.
bet365: il catalogo più largo e le quote maggiorate
Sul fronte del prodotto bet365 è l’operatore che dichiara di più: Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. Sul fronte della tutela, il pacchetto comprende periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. La concessione è ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc.
La larghezza del catalogo è anche la sua trappola: su centinaia di mercati al giorno, il DNB diventa una delle tante voci, e chi vuole capire quanto gli costa la copertura deve guardare la singola partita, non la comunicazione dell’operatore.
Goldbet: il virtuale dentro il sito, e i mercati calcistici più fitti
Goldbet è l’operatore che porta sul tavolo il numero maggiore di tipologie di giocata. L’app permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e tra i mercati di calcio indicati ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Accanto a questo c’è un mondo separato: la Goldbet League, campionato virtuale di calcio in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing, corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. La concessione è ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a.
Il virtuale merita una nota di realismo: è un prodotto di intrattenimento con margini propri, e chi passa dalle schedine di calcio reali alle corse virtuali ogni cinque minuti cambia sport e cambia ritmo di spesa. Sui mercati calcistici classici, invece, la densità di voci è quella di un operatore che vuole essere il libro di riferimento per chi legge le partite.
BetFlag: bonus senza deposito e identificazione moderna
BetFlag ha due cose che lo distinguono nel gruppo. La prima è il percorso di apertura del conto: il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La seconda è il bonus scommesse senza deposito, che vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. La concessione è ADM n. 16008, Betflag S.p.a.
Qui la matematica delle condizioni parla da sola: una quota totale minima di 5.00 su una singola è una richiesta che seleziona gli esiti lunghi, non i favoriti. Non è un requisito impossibile, è un requisito che indirizza. Chi accetta un bonus senza deposito accetta di giocare il tipo di scommessa che il bonus vuole, non quella che avrebbe scelto.
Betsson: pre-match e live su migliaia di eventi
L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La concessione è ADM n. 16027, Azzurri Limited, la stessa società che compare dietro StarCasinò: due marchi distinti, un unico concessionario, e questo è il modo più chiaro per capire che nell’elenco ADM la riga identifica il sito, non la vetrina.
La forza dichiarata è la copertura live su un catalogo largo, che per chi segue le partite in diretta è la voce che pesa di più. Il rovescio è l’abitudine, comune a tutti gli operatori internazionali, di comunicare il volume di mercati invece del loro prezzo: migliaia di eventi non dicono niente su quanto costa una singola giocata.
StarCasinò: il casinò con il bookmaker dentro
StarCasinò nasce come casinò e aggiunge le scommesse: l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è ADM n. 16026, Azzurri Limited. È l’esempio perfetto di una cosa che l’elenco ADM non dice: un nome nell’elenco non dimostra che il sito sia un bookmaker, e in questo caso la parte sportiva convive con un’offerta di gioco da casinò che resta la principale.
Per chi cerca il draw no bet, il punto è di prospettiva. Uno sportello scommesse aggiunto a un casinò è uno sportello scommesse aggiunto a un casinò: il palinsesto c’è, ma non è il centro dell’esperienza, e chi vuole confrontare i mercati di calcio troverà altrove un catalogo più denso.
Planetwin365: lo streaming come strumento, non come contorno
Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. La concessione è ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Guardare la partita mentre si gioca è, per un certo tipo di scommettitore, la differenza fra seguire il mercato e indovinare; il tennis e il tennis tavolo, due sport senza pareggio possibile, dicono anche quali competizioni l’operatore considera casa propria.
Il DNB, che esiste proprio per neutralizzare il pari, su questi sport non ha niente da neutralizzare. Chi lo cerca deve guardare la parte calcio e basket del palinsesto, dove la diretta streaming aiuta a leggere il momento della partita prima di decidere.
NetWin: un bonus con requisiti che vanno letti due volte
NetWin chiude il gruppo con la promozione più articolata. Per sbloccare il bonus Sport-50 l’operatore chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. La concessione è ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a.
Su una cosa conviene essere espliciti perché il vincolo è tecnico e sfugge: le esclusioni colpiscono proprio gli strumenti di cui il giocatore medio si serve per gestire il rischio. Cash out attivo e live sono fuori, e una multipla da tre eventi a quota 2.00 ciascuno è una costruzione che richiede più selezione che intuito. Un giro di tre volte il deposito entro sette giorni non è un ostacolo insormontabile, ma il conto delle schedine da piazzare va fatto prima di accettare il bonus, non dopo.
Calcolo: quanto trattiene un mercato a due esiti
Vale la pena rifare il conto per intero, perché è il numero che spiega il costo del DNB meglio di qualunque avverbio. Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti quotato 1,90 / 1,90: la quota di payout si ottiene da 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90, che dà circa il 95 %, e il margine è ciò che resta, cioè circa il 5 %. Su un mercato stretto, come quelli che il DNB produce quando le due squadre sono vicine di valore, lo stesso calcolo arriva a circa il 5,3 %. I due esiti sono la faccia della stessa medaglia: un payout del 95 % e un margine del 5 % descrivono lo stesso mercato. Queste cifre valgono per un mercato a due esiti quotato 1,90 / 1,90, non per un 1X2 a tre esiti e non per un mercato di un’altra partita o di un altro operatore.
Cosa significa per il giocatore, in concreto. Su cinquanta giocate da 10 € su un mercato con quel margine, la stima è di un esborso medio di circa 25 € in margine trattenuto — un numero che non arriva in una voce di estratto conto, ma esce dai pagamenti uno per uno. Chi gioca dieci schedine al mese su mercati a due esiti paga, in media, il prezzo di una copertura che su quelle dieci partite il pareggio lo ha forse salvato una volta. Su un mercato a tre esiti molto liquido il margine scende e l’assicurazione pesa meno; su un mercato di nicchia con due esiti e poca liquidità sale, e il DNB diventa il più caro dei lussi.
Il calcolo è una stima statistica, una media su molte giocate nelle condizioni descritte, e non garantisce niente a nessuno su una singola scommessa. Non promette vincite, non promette rimborsi, non promette rendimenti. Serve a una cosa sola: sapere quanto si paga prima di pagarlo.
Domande frequenti sul draw no bet
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca lì il nome del sito, con il suo codice di concessione e il dominio .it. Gli operatori dichiarano numero di concessione e società nelle condizioni contrattuali, quindi il confronto fra elenco e condizioni è la doppia verifica. Ricordiamo che l’elenco non indica i giochi offerti.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota, e il risultato è il totale restituito; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 10 € a quota 1,90 si incassano 19 €, cioè 9 € di guadagno. Nel draw no bet la stessa formula vale, ma solo se il pareggio non arriva.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci di tutte le quote dello stesso mercato e si divide uno per quella somma; il risultato è la quota di payout, e il margine è quello che avanza per arrivare a cento. Un mercato a due esiti quotato 1,90 / 1,90 dà un payout di circa il 95 %, quindi un margine di circa il 5 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
I limiti si scelgono alla registrazione, su base settimanale o mensile, e restano modificabili: una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede in genere qualche giorno. Nell’apertura del conto Admiralbet si impostano limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con laumento del limite che vale dopo 7 giorni.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui pagamenti di un concessionario ADM l’imposta è applicata alla fonte, quindi il giocatore riceve la somma netta e non deve dichiarare nulla nel modello dei redditi. La questione è regolata dall’imposta unica, che grava sul concessionario, non sul giocatore. Su casi personali conviene sentire un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, non applica gli obblighi di tutela dell’art. 15 del D.Lgs. 41/2024 e può finire nell’elenco dei siti inibiti, con l’accesso bloccato a livello DNS. ADM richiama poi la legge 401/1989: anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Cosa conviene scegliere, e perché il draw no bet non è la scelta giusta per tutti
Torniamo al punto di partenza con tutto il materiale sul tavolo. Il draw no bet esiste, funziona, e in Italia convive con un mercato regolato dove la concessione ADM è la linea che separa un bookmaker da un dominio che domani potrebbe essere inibito. I dieci operatori letti sopra hanno tutti una concessione con codice e una società identificabile, e questo è il denominatore comune che rende il confronto sensato. Al di sopra di quel denominatore, le differenze sono di prodotto: chi ha il catalogo di mercati più largo, chi ha il regolamento più esplicito, chi ha il bonus dalle condizioni più strette, chi ha solo un’app sobria e ben ordinata.
Sul DNB, però, il quadro è più sottile di quanto il tema suggerisca. Le regole che lo descrivono meglio sono quelle di William Hill, che il mercato lo definisce per esteso: si punta il segno 1 o il segno 2 e il pareggio rimborsa, il risultato si legge al 90′ più recupero, e il DNB si può giocare anche su singoli tempi, quarti e periodi. Fra i dieci operatori di questo confronto, le condizioni e le descrizioni ufficiali non nominano il draw no bet in modo esplicito, e questo non è una bocciatura: è il segno che il mercato vive nei regolamenti sportivi, non nella comunicazione. Chi vuole sapere se un operatore lo offre deve aprire la partita, cercare le tipologie di scommessa disponibili e leggere il regolamento. È una verifica di trenta secondi che vale più di qualunque tabella.
E poi c’è il prezzo, che resta la parte più onesta di tutta la faccenda. Un mercato a due esiti quotato 1,90 / 1,90 lascia al bookmaker circa il 5 % su ogni unità giocata, e fino a circa il 5,3 % quando il mercato è stretto. Il rimborso sul pareggio è reale, ma è pagato da una quota costruita. Chi gioca DNB per non perdere mai si sta comprando un’assicurazione con un premio che paga anche nelle partite in cui il pari non arriva; chi lo gioca su partite in cui il pari è davvero improbabile paga per una copertura che non gli serve.
La scelta, allora, si fa su tre domande e non su dieci. La prima è se quel mercato serve davvero a quella partita: se il giocatore crede nel pareggio, il DNB è la scommessa sbagliata, e nessun rimborso lo salverà. La seconda è quanto pesa la copertura nella quota che si sta accettando, perché su un mercato stretto il prezzo sale e su un mercato liquido scende. La terza è dove sta quella quota: dentro un palinsesto con concessione ADM, con limiti di deposito, RUA e un regolamento scritto, oppure su un dominio che non compare nell’elenco e che, se qualcosa va storto, non ha nessun obbligo di ascoltare.
Su questo il verdetto è senza sfumature. Se il draw no bet interessa, le tipologie di scommessa del palinsesto vanno lette prima, partita per partita, e vale la pena guardare i regolamenti sportivi degli operatori che li pubblicano per intero. Fra i dieci, chi vuole la protezione più trasparente parte dalle condizioni di AdmiralBet e dalle dichiarazioni di bet365; chi vuole il catalogo più largo e le combinazioni trova in Goldbet e Sisal le due risposte; chi preferisce un bonus senza deposito con requisiti chiari guarda BetFlag, e chi vuole capire come si costruisce un mercato a due esiti guarda le quote, non le promozioni. Il draw no bet non è una scorciatoia. È un prezzo, e conviene conoscerlo prima di pagarlo.
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