Scommesse sulla Premier League 2026: dieci concessionari ADM, e quello che ogni quota si porta via

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Sui venti club della Premier League si può giocare in Italia soltanto da un sito che sta nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e quell’elenco ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo indirizzo .it. Il resto della questione è aritmetica, e sta nelle quote.

La Premier League ha 20 club, ognuno dei quali gioca 38 partite a stagione (con ogni altro club in casa e in trasferta), con stagioni che di solito vanno da agosto a maggio.

Dati verificati al Ottobre 30, 2026 contro l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS), letto su ADM e incrociato con le condizioni d’uso e le schede dei singoli operatori.

Chi cerca informazioni sulle scommesse sulla Premier League finisce quasi sempre nella stessa trappola: legge una classifica, sceglie il nome che sta in cima, apre il conto. Nessuno di quei nomi gli dice quanto costa, in euro, tenere aperto quel conto e giocare quella partita. L’ADM non è un dettaglio burocratico da mettere in fondo alla pagina. È il confine tra un betting shop dove un problema ha un regolamento, un registro e un numero verde, e un sito .com che risponde a una licenza che in Italia non vale niente.

Il calcio inglese, poi, ha una struttura che rende la vita facile a chi vuole ragionare: venti squadre, trentotto partite a testa, andata e ritorno, campionato da agosto a maggio. Un formato chiuso, prevedibile nella forma, imprevedibile nel merito. È il tipo di torneo su cui i bookmaker costruiscono i mercati più profondi dell’anno, e quindi quello dove il margine nascosto nella quota si sente di più.

Dieci bookmaker con concessione ADM a confronto: i criteri della valutazione

Prima di guardare le card, una precisazione che vale come criterio: nessuno di questi è «il migliore», perché il migliore non è una proprietà della piattaforma ma una relazione tra quello che la piattaforma chiede e quello che chi gioca vuole fare. Chi punta cinquanta euro su un 1X2 il sabato pomeriggio non ha gli stessi bisogni di chi gioca una multipla da cinque eventi ogni settimana per tutto l’anno.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
La Premier League è stata fondata il 20 febbraio 1992 con il nome di FA Premier League.

I parametri che contano, in ordine di quanto pesano sul conto di chi gioca:

Perché «dieci» e non «tutti»: l’elenco ADM conta 52 righe, e questa pagina ne guarda dieci per nome. Un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione, e Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — che nelle 52 righe del registro non ci sono al giorno della verifica — restano fuori da qualsiasi confronto serio per un motivo più semplice: in Italia non hanno un titolo per raccogliere quella giocata.

La tabella che segue mette in fila quello che ho potuto verificare per ciascun operatore. La terza colonna è quella che pesa davvero sul portafoglio: non quello che il marchio promette, ma quello che le sue stesse condizioni mettono per iscritto.

Brand Concessione ADM e concessionaria Quanto le condizioni d’uso dicono sul punto chiave
Sisal n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. Bonus di benvenuto spendibile su tutti gli eventi in palinsesto, dopo registrazione e prima ricarica
bet365 n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc Strumenti di gioco responsabile: pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco, autoesclusione
Planetwin365 n. 16007 — Pwo S.p.a. Palinsesto su Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga e coppe europee
Betfair n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo a quote maggiorate
William Hill n. 16044 — William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet settimanale per la stagione di Serie A, legata a una multipla minima
Lottomatica n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Quote e risultati in tempo reale con streaming per giocare live seguendo la partita
StarCasinò n. 16026 — Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò
Eurobet n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi, fino a spettacolo e politica
BetFlag n. 16008 — Betflag S.p.a. Benvenuto pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €
AdmiralBet n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. In registrazione chiede di impostare limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile

Una colonna letta di traverso dice già parecchio: degli otto operatori con una promozione documentata, uno solo mette per iscritto un tetto di freebet, e un altro trasforma il benvenuto in un importo a quattro cifre legato a un deposito. Sono due filosofie opposte di acquisire un cliente, e la seconda richiede che quel cliente depositi davvero.

Concessione ADM: cos’è successo con il bando del settembre 2025

La riga della concessione non è un timbro apposto una volta e mai più toccato. Il sistema è stato rifatto con il bando del settembre 2025, che ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Nove anni, senza rinnovo automatico: chi ha vinto il bando ha comprato una finestra, non una rendita perpetua.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Il Manchester United ha vinto più titoli di Premier League di tutti, con 13.

Le concessioni non sono «licenze» in senso anglosassone, e la differenza non è terminologica. Si chiamano concessioni perché sono assegnate con gara pubblica, e il quadro è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange. Sono giochi diversi, con permessi diversi.

Perché questo conta per chi punta sulla Premier League: la concessione è per sito, non per società. Una stessa azienda può gestire più indirizzi .it — Eurobet Italia S.r.l. ne amministra tre — e il registro non ha una colonna che dica quali giochi quel sito offre. Un nome nell’elenco non dimostra di per sé che quel bookmaker prenda scommesse sportive: lo dimostra il suo sito, la sua app, il suo palinsesto.

La Premier League in breve: formato, stagioni e chi comanda il palmarès

Vale la pena fissare il perimetro della competizione, perché il formato è la ragione per cui i mercati sono così fitti. Ventidue anni di Premier League hanno insegnato ai bookmaker a quotare tutto, e il «tutto» parte da una struttura semplice: venti club, ognuno dei quali affronta ogni altro in casa e in trasferta, trentotto partite a stagione, con il campionato che di solito comincia ad agosto e finisce a maggio.

Tre punti per una vittoria, uno per il pareggio, zero per la sconfitta. Le tre squadre peggio classificate retrocedono in EFL Championship — un meccanismo che dal punto di vista di chi scommette vale quanto una promozione, perché nelle ultime giornate produce partite in cui la posta reale non è il risultato ma la sopravvivenza, e le quote si comportano di conseguenza.

La Premier League è nata il 20 febbraio 1992 con il nome di FA Premier League. Nel palmarès comanda il Manchester United, con 13 titoli. Il Liverpool ha vinto la Premier League 2024-25 e l’Arsenal ha vinto il titolo 2025-26, il suo quarto. La stagione 2026-27 comincia il 21 agosto 2026 e si chiude il 30 maggio 2027: nove mesi in cui il palinsesto sportivo italiano ruota, per una buona parte, intorno a quello che succede in Inghilterra.

Il ricambio di quest’anno è già scritto: Coventry City, Ipswich Town e Hull City sono promosse nella Premier League 2026-27, mentre West Ham United, Burnley e Wolverhampton Wanderers sono retrocesse dopo il 2025-26. Tre neopromosse significano, per chi quota i mercati, tre squadre senza storico nella massima serie recente — e per chi scommette, un periodo in cui i prezzi su quelle partite sono i meno assestati della stagione.

Margine del bookmaker: l’1X2 come appare e come è davvero

Il mercato che quasi tutti aprono per primo è l’1X2, e quasi nessuno lo guarda per quello che è. Prendiamo un esempio illustrativo: un 1X2 quotato 2,10 sulla vittoria di casa, 3,40 sul pareggio, 3,60 sulla trasferta. Tre numeri plausibili, non presi da nessun operatore reale.

Se le tre quote descrivessero esattamente le probabilità, la somma dei loro inversi farebbe 1. Con questi numeri fa 1/2,10 + 1/3,40 + 1/3,60, cioè 0,476 + 0,294 + 0,278, che dà circa 1,048. Quella quota di troppo è il margine: da circa 4,3 % a circa 4,9 %, a seconda di come si arrotondano i passaggi, cioè intorno al 4,5 %. Il payout, la parte che il mercato restituisce, sta intorno al 95,5 %. Il calcolo è un esempio su un mercato fittizio, non un prezzo offerto.

Il margine si sente in modo diverso a seconda di cosa si gioca. Su un singolo 1X2 di Premier League con tre esiti, un bookmaker che trattiene intorno al 4,5 % restituisce la quasi totalità delle puntate; su un mercato più sottile, come il risultato esatto o il capocannoniere, il numero degli esiti esplode e la parte che resta al banco cresce, anche di parecchio. Su una schedina a più eventi i margini non si sommano, si moltiplicano: mettere insieme tre mercati da un 4,5 % ciascuno lascia al payout finale circa l’83 %, perché ogni passaggio trattiene la sua fetta prima di passare la palla al successivo.

Il margine non è una tassa che qualcuno ha deciso di applicare. È la conseguenza di costruire prezzi che chiudono in pareggio e non espongono il banco. Un payout intorno al 95 % su un mercato principale significa che per sei o sette giocate su cento il prezzo è costruito a favore della casa. Su un mercato secondario quella cifra peggiora, e la Premier League è piena di mercati secondari allettanti.

C’è un modo di usarlo a proprio favore, ed è il confronto. Chi prende tre righe identiche su tre operatori e le mette una accanto all’altra vede la stessa partita con tre margini diversi, e la differenza è denaro reale. Un margine dell’1 % in più su cento euro giocati è un euro, e su una stagione di giocate è la quota di una vacanza. Il modo per vederlo, come nel calcolo qui sopra, è sommare gli inversi delle quote del mercato.

Concessione ADM e vincite: quanto sono tassate le scommesse in Italia

Il gettito si incassa alla fonte, non sul conto di chi vince. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025): 20,5 % se la giocata è raccolta in rete fisica e 24,5 % se è raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite.

Per chi gioca, la conseguenza pratica è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è già in capo al concessionario. Chi incassa una multipla su una partita di Premier League riceve l’importo netto, e non ha nulla da annotare. La ricostruzione è quella che circola sulla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non una pagina dell’amministrazione finanziaria; prima di considerarla una posizione fiscale personale conviene consultare un commercialista.

Il quadro si ribalta fuori dal perimetro dei concessionari. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online non soggette al prelievo italiano come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR sull’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta operata dal sito e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata è un punto che riguarda il singolo caso, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate»; non è consulenza fiscale.

Verifica della concessione e palinsesto: come si controlla un operatore ADM

Il controllo che smonta più leggende è anche il più rapido. ADM tiene un «Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», con 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un indirizzo .it: leggere il registro è l’intero esame di chi ha titolo per raccogliere una giocata in Italia. Il registro, con l’elenco dei siti la cui accessibilità è inibita, è pubblico sui siti di ADM e della Guardia di Finanza.

Tre verifiche che un lettore può fare da solo in pochi minuti:

Qui il confine si fa sottile, e conviene dirlo senza girarci intorno. Un marchio come Unibet, Betway, 1xBet o 22bet nelle 52 righe del registro non c’è al giorno della verifica. Le licenze estere di cui quei siti si fregiano non hanno alcun valore in Italia, e il costo di quella scelta non è astratto: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la cita, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettate all’Estero, e sanziona allo stesso modo il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda e i casi concreti che abbiano riguardato un giocatore sono un altro discorso, ma la norma è quella, ed è scritta nella legge, non nelle condizioni di un bookmaker.

Il palinsesto è la seconda metà della verifica, ed è la parte che nessuno legge. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e delle tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può accettare solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie di giocata stiano dentro il palinsesto di ciascun operatore è cosa che si vede dal suo sito.

Un ultimo frammento utile: l’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — eventi sportivi, di ippica e altri, generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, ed è la voce «Virtuali» che compare sui siti degli operatori. Le scommesse sugli eventi sportivi simulati sono quindi permesse, ma restano un gioco con un profilo di rischio proprio, e la loro aliquota d’imposta è quella del 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite.

Limiti di deposito e autoesclusione: cosa cambia con la concessione ADM

La parte in cui un operatore con concessione vale qualcosa si vede qui. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede, tra gli altri: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione.

Un limite abbassato è immediato. Alzarlo richiede sette giorni di attesa, e quella settimana è la protezione più concreta del sistema: nessuna decisione presa a caldo dopo una serata storta produce effetto prima che passi del tempo. È anche la condizione che più spesso il giocatore scopre tardi, nel momento preciso in cui vorrebbe ignorarla.

AdmiralBet è l’operatore il cui testo va più a fondo nella materia. Le sue condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il registro che dà mordente a tutto questo è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018: l’iscrizione blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale fisiche. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, e un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla.

Identificazione del conto: SPID, CIE e i 30 giorni di validazione

Un conto di gioco richiede identificazione piena. La registrazione classica con copia di un documento resta la via più battuta, ma accanto c’è l’identificazione con SPID e CIE: BetFlag rimanda esplicitamente alle procedure con SPID e con CIE, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori.

Quel blocco è il costo nascosto che nessuno mette in evidenza. Un conto sospeso con un saldo sopra non è un conto chiuso: è un conto da cui non si preleva, e la scadenza dei 30 giorni è una data che il giocatore si trova addosso senza che nessuno gliel’abbia scritta in grande. Il controllo vero, se il premio di benvenuto pesa nella scelta, è questo: finire l’identificazione prima di depositare, non dopo.

Sull’autoesclusione vale una nota di realismo. La durata lunga è pensata per chi ha già un problema e non per chi vuole solo prendersi una pausa, e chi cerca una pausa breve trova più spesso la voce «pausa» che l’autoesclusione vera. Anche qui l’elenco dei registri e dei canali di aiuto non è decorazione: bet365, tra i suoi strumenti di gioco responsabile — periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco, autoesclusione — indica per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Depositi e ricariche: quanto costa mettere denaro su un conto

I punti vendita ricariche sono una particolarità italiana che vale la pena conoscere. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche» — tabaccai, ricevitorie — tenuti in un registro ADM: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

La regola dei 100 € settimanali in contanti è un tetto che pesa su un profilo preciso: chi vuole giocare senza far passare soldi da una carta o da un conto lo scopre al banco, non prima. Per tutti gli altri, le piste che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM sono le carte, le PostePay e le altre prepagate, i portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in contanti in tabaccheria con i servizi di SisalPay o Mooney; l’elenco di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta, e non c’è nessuna norma che elenchi i canali approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione, e la data di entrata in vigore non è confermata.

C’è una ragione per cui il tema ricariche merita più spazio di quello che di solito gli si dà: è l’unico punto in cui il costo dell’offerta si tocca con le mani. Un conto alimentato in tabaccheria in contanti, con il tetto settimanale, non si svuota in una sera. Un limite di deposito basso sommato a una ricarica in contanti è una protezione a doppio strato, e non è un caso che chi vuole controllarsi se la trovi davanti.

Metodo e giocate: che cosa si può fare con la Premier League

La Premier League produce quello che i bookmaker chiamano un palinsesto profondo, e la profondità è un bene per chi cerca un mercato specifico e un costo per chi non sa dove guardare. Alcuni operatori dichiarano cosa mettono a disposizione: Sisal indica nella sua app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

Le tipologie di giocata che ricorrono sono quelle classiche. Sisal propone la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. SNAI offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e il Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Betfair elenca Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il Cash Out è la funzione che merita più diffidenza di tutte. Chiuderla prima della fine può sembrare una rete di sicurezza, ma il prezzo di chiusura lo fa l’operatore, e nessuno regala quella via d’uscita: è un mercato in più, con il suo margine. Sulle schedine multiple la voce diventa più salata, perché la chiusura anticipata di una multipla in corso ripaga meno di quello che la stessa combinazione renderebbe a fine partita.

Sul lato della strategia — ed è il punto dove questa pagina è più netta — non esiste modo di sapere chi vince una partita. Chi promette un «pronostico sicuro» o un sistema che batte il banco vende qualcosa che nessuno possiede. Quello che si può fare è misurare il prezzo, e le leve sono tre.

La prima è il margine, già visto: mettere una riga accanto all’altra su due operatori e giocare quella con il payout più alto è l’unica rendita certa disponibile in questo mercato, perché è l’unica differenza che si conosce prima del fischio d’inizio. La seconda è la quota minima richiesta da ogni promozione: una freebet legata a una multipla con cinque eventi e quota totale minima 10.0 — è il caso dell’Extra Bet Club di William Hill, che assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € — seleziona per costruzione le giocate peggiori, non le migliori. La terza è la specializzazione: chi segue solo la Premier League arriva al sabato con le informazioni che contano su venti squadre e trentotto partite, e su quel perimetro ristretto il vantaggio informativo è più facile da avere che spalmato su dieci campionati.

Nessuna delle tre trasforma una scommessa in un investimento. Le prime due sono modi per pagare meno, la terza è un modo per essere meno impreparati. Chi cerca la quarta — la certezza sull’esito — la trova solo nelle righe di chi ha qualcosa da vendere.

Contributo di concessione, Decreto Dignità e siti non ADM

Aggiungere righe a un confronto non è un’operazione neutra, e vale la pena dirlo anche della pubblicità. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e una soglia minima di 50.000 € per violazione.

Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). In altre parole: la pagina dell’operatore che spiega i limiti di deposito ha una copertura normativa, e quella che urla un bonus no.

La cronaca recente è convulsa e vale conoscerla per quello che è. Nel corso del 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 € di sanzione. Pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea: il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. È stata proposta, non approvata, una modifica al bilancio 2026 di Forza Italia per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; l’esito non risulta, e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Il tema tocca anche l’assetto economico della concessione. L’art. 6, comma 3 del D.Lgs. 41/2024 prevede che i vincitori del bando possano gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ad applicare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5); condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). Il bando del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni.

Il divieto di pubblicità ha un effetto collaterale che vale la pena notare, e lavora contro chi vuole confrontare. Se nessuno può farsi pubblicità, la gara si sposta sulla visibilità organica, e chi finanzia un confronto lo fa per una ragione commerciale. Il lettore che arriva qui da una ricerca su Google ha quindi un motivo in più per guardare la colonna della concessione prima di quella del bonus: è l’unica colonna che ADM verifica al posto suo.

Sui siti privi di concessione il conto finale è presto fatto. Fuori dall’elenco non arrivano il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; arrivano un blocco DNS probabile, un marchio che ricompare su un mirror nel giro di ore e, come dichiara ADM stessa, un possibile risvolto penale in capo al giocatore secondo la Legge 401/1989. Le condizioni d’uso di un sito offshore sono scritte per essere applicate in un altro ordinamento, e in caso di contestazione su una vincita non c’è nessun regolatore italiano a cui rivolgersi.

I dieci operatori ADM in dettaglio

Sisal — il palinsesto più largo e il bonus più semplice

Sisal è il primo nome dell’elenco per una ragione che non ha niente a che vedere con la generosità: è il profilo in cui la meccanica dell’offerta è meno nascosta. L’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. La concessione è la n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a.

Le tipologie di giocata coprono la fascia ampia: Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, più le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Affianco ci sono il Virtual, che dichiara oltre 3.000 eventi virtuali al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte, l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.

Sul bonus di benvenuto le condizioni sono le più leggibili del gruppo: per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Nessuna quota minima, nessun numero di eventi obbligatorio, nessuna scadenza aggressiva documentata. È l’opposto del modello che lega il premio a una multipla di cinque partite.

Un palinsesto di quelle dimensioni ha un costo nascosto, ed è il tempo. Quindicimila eventi live sono una ragione per stare davanti allo schermo che nessun limite di deposito compensa, e chi non ha un’idea chiara di cosa giocare ci trova tutte le occasioni per giocare qualcosa.

bet365 — la Premier League come vetrina globale

bet365, concessione n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc, si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live. Il calcio inglese è dichiaratamente parte dell’offerta, e il rapporto con una competizione europea è il tipo di segnale che in questa lista non ha eguali.

Sul gioco responsabile elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È l’unico operatore della lista che, tra i materiali consultabili, porta il numero verde dentro il proprio perimetro di strumenti.

Sul versante dell’offerta economica il profilo è prudente: tra le condizioni consultate il benvenuto non ha un importo documentato, e questo rende bet365 l’esempio di una scelta opposta a quella di BetFlag. Il peso cade sull’ampiezza del palinsesto e sulla profondità dei mercati, non sul premio d’ingresso.

La partnership con la Champions League dice qualcosa anche sul pubblico a cui l’operatore punta: chi arriva da lì è un cliente che guarda la partita, e la Premier League in quel pubblico ci sta comoda.

Planetwin365 — l’offerta costruita intorno al calcio italiano ed europeo

Planetwin365 è il profilo del palinsesto calcistico ordinato. L’app copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è la n. 16007, di Pwo S.p.a.

La Premier League compare in una lista in cui il calcio nazionale fa da padrone, ed è una collocazione che ha un senso pratico: chi gioca abitualmente il campionato italiano trova qui lo stesso ambiente anche per la partita inglese, senza cambiare abitudini. Oltre venti discipline con risultati in diretta dicono che l’offerta non si esaurisce nel pallone.

Sul premio di benvenuto le condizioni consultate non documentano un importo. Un profilo così costruito sull’ampiezza del palinsesto, però, ha un costo che si vede solo a consuntivo: la tentazione di aggiungere un evento a una schedina già scritta è il modo più rapido per far salire il margine complessivo, perché ogni aggiunta moltiplica la fetta lasciata al banco.

Betfair — il betting exchange e la sezione a quote maggiorate

Betfair è l’operatore che nella lista fa una cosa diversa dagli altri. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate; la concessione è la n. 16028, di Betfair Italia S.r.l.

Il betting exchange è un gioco distinto, e il quadro legale lo riconosce separatamente: l’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, dove il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. È Betfair stessa a essere descritta come la prima a portarlo in Italia, con la concessione 16028, e la sua documentazione è segnalata riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50. Un articolo di settore del 2024 riporta inoltre che sul gioco il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario.

Su un exchange il costo non si nasconde in una quota costruita dal banco: si sposta sulla commissione e sulla liquidità disponibile, che è una cosa diversa e va capita prima di aprire il conto. Per chi cerca una multipla da tre eventi da dieci euro, il vantaggio del modello non si materializza; per chi vuole coprire una posizione o giocare contro, è l’unico strumento serio del gruppo. La sezione a quote maggiorate, dal canto suo, resta un mercato come gli altri, con il suo margine dentro.

William Hill — la freebet settimanale legata a una multipla

William Hill, concessione n. 16044 di William Hill Malta Plc, è il caso da manuale di promozione che sembra un regalo e funziona come un requisito. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 € complessivi, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

I numeri si leggono meglio da vicino. Cinque eventi con quota totale minima 10.0 significano un accoppiamento di cinque selezioni che devono moltiplicare fino a quella cifra: la quota media per evento sta poco sotto 1,60. Non è una combinazione rara, ma non è nemmeno la giocata che si fa per caso. Chi punta un singolo su un 1X2 non entra mai nel club, e chi entra lo fa pagando venti euro di multipla per una freebet da cinque.

Il tetto dei 100 € complessivi è la parte più interessante: si raggiunge in venti settimane di giocate conformi, e la stagione di Serie A è lunga abbastanza perché quel tetto si tocchi solo con una costanza quasi da impiegato. Una promozione che premia la frequenza, quindi, non il volume.

Il margine di questa costruzione sta nel fatto che a legare il premio è una multipla: la tipologia di giocata con il payout più basso del palinsesto. Il club paga in freebet un comportamento che porta al banco più di quanto la freebet restituisca.

Lottomatica — quote in tempo reale e streaming per il live

Lottomatica è il profilo del live spinto. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La concessione è la n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., ed è uno dei casi in cui l’intestatario non ha nulla a che vedere con l’insegna.

Lo streaming accanto alla quota è la funzione che cambia il modo di giocare: la partita si guarda dentro il conto, e la scommessa live nasce dall’immagine, non dal tabellino. Il risvolto pratico è che le giocate live sono quelle in cui la decisione si prende in fretta e senza confronto fra operatori, cioè nel momento in cui il margine è più difficile da vedere.

Sul premio di benvenuto le condizioni consultate non documentano un importo. Chi cerca un nome che valga come bookmaker della partita in diretta, però, trova qui la combinazione più completa tra competizione inglese, dati aggiornati e diretta: la Premier League in un palinsesto live con lo streaming accanto è la versione più comoda di questa offerta.

StarCasinò — il casinò che ha aggiunto le scommesse sportive

StarCasinò è il caso più netto di brand casino-first con un sportsbook dentro. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò; la concessione è la n. 16026, di Azzurri Limited — la stessa società che nella lista compare anche dietro Betsson.

Le scommesse sportive funzionano bene come prodotto d’ingresso verso il resto dell’offerta, ed è così che vanno lette: chi arriva per una partita di Premier League trova slot e casinò live sulla stessa schermata. Non è un difetto di per sé, ma il perimetro di spesa è diverso. Il tetto che il giocatore si dà per una serata di calcio non vale per una serata di slot, e il conto da cui escono entrambe è lo stesso.

Sul versante dei limiti, la cosa da verificare in prima persona è quanta parte dei limiti di deposito scelti in registrazione il giocatore riesca a far valere sull’offerta di casinò. Le condizioni consultate non documentano un premio di benvenuto sportivo con un importo: per chi cerca la Premier League e basta, l’offerta è la parte più discreta della casa.

Eurobet — il palinsesto che esce dal perimetro sportivo

Eurobet è l’operatore il cui palinsesto va oltre lo sport in senso stretto: calcio, tennis e basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni. La concessione è la n. 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e la stessa società gestisce anche Bwin e Gioco Digitale.

Quella coda di palinsesto — spettacolo e politica — è la cosa che distingue davvero il profilo e insieme la più insidiosa. Le elezioni e i reality non hanno un modello di probabilità consolidato come una partita di calcio, e il margine su un mercato che nessuno sa prezzare è, per definizione, più largo. Una quota offerta su un evento che non si conosce è la situazione in cui la casa ha il vantaggio maggiore.

Per la Premier League l’offerta resta quella degli altri grandi nomi: campionati esteri compresi, senza una specializzazione dichiarata sul calcio inglese. Sul premio di benvenuto sportivo le condizioni consultate non portano un importo, e il quadro è quello di un bookmaker generalista con un listino molto ampio.

BetFlag — il benvenuto più alto della lista, e le condizioni che lo accompagnano

BetFlag è il profilo dell’offerta d’ingresso più aggressiva del gruppo. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. La concessione è la n. 16008, di Betflag S.p.a.

Cinque cifre di tetto spostano il ragionamento, perché un 100 % su un deposito alto è una cifra che nessun operatore regala senza costruirci sopra un percorso. Il primo deposito determina l’importo del bonus, quindi la dimensione dell’offerta la decide il giocatore con il suo bonifico, e il bonus accreditato su saldo va poi speso seguendo le condizioni dell’operatore: requisiti di puntata, quote minime e finestre temporali non sono documentati in questa sede, e sono esattamente le tre voci da leggere prima di versare, non dopo.

Sull’identificazione BetFlag offre la via più comoda della lista: il sito rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Completare l’identificazione per questa via prima del deposito mette al riparo dalla scadenza dei 30 giorni che vale per i conti non validati con SPID.

Un tetto a quattro cifre su un deposito ha anche un effetto meno visibile: alza l’asticella della prima ricarica. Chi punta venti euro a schedina non è il destinatario naturale di un’offerta costruita così, e il 100 % nominale gli dice poco se il bonus è legato a un versamento che non avrebbe fatto comunque.

AdmiralBet — i limiti di gioco scritti nelle condizioni

AdmiralBet è l’operatore che tratta la materia dei limiti con il testo più dettagliato del gruppo, e per questo la sua card va letta al contrario: prima le condizioni, poi il resto. La concessione è la n. 16048, di Admiral Bet S.r.l.

Le sue condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Nove fasce di durata per l’autoesclusione sono un ventaglio pensato per chi vuole modulare l’allontanamento senza cancellare il conto.

Sul premio di benvenuto sportivo le condizioni consultate non riportano un importo, e su un profilo costruito intorno al controllo del gioco la cosa non stona: l’offerta che questo operatore mette in vetrina è la possibilità di decidere quanto si gioca prima di giocare, non un importo d’ingresso.

La lettura che ne traggo è che AdmiralBet vince il confronto su un punto solo, ma pesante: la trasparenza sulle regole che limitano il giocatore. Chi ha bisogno di scriversi un tetto e di sapere che non potrà alzarlo prima di sette giorni trova qui la versione più esplicita della lista.

Domande frequenti sulle scommesse in Premier League

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi compresi nel palinsesto approvato da ADM: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi e tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’autorità, che aggiunge gli eventi uno per uno. Fuori da lì la giocata non può essere accettata.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si legge l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, pubblicato da ADM e aggiornato con 52 righe e codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un indirizzo .it, e lo si confronta con il numero e la società dichiarati nelle condizioni d’uso del sito. La concessione è per sito, non per società.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € giocati a 1,85 rendono 18,50 €, cioè 8,50 € di profitto netto. Su una multipla le quote dei singoli eventi si moltiplicano tra loro e danno un unico prezzo, che è il prezzo dell’intera giocata.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato. Su un 1X2 illustrativo a 2,10 / 3,40 / 3,60 quella somma vale circa 1,048, cioè un margine intorno al 4,3-4,9 % e un payout vicino al 95,5 %. Il margine è quello che il mercato non restituisce.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario. Vincite da siti privi di concessione andrebbero invece dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate: non è consulenza fiscale, conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, mentre uno aumentato richiede sette giorni di attesa. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede anche limiti di tempo, spesa e perdita e l’autoesclusione, che tramite il RUA blocca tutte le piattaforme autorizzate in Italia.

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