Scommesse sul snooker: dove si gioca, come nasce la quota e cosa resta in tasca

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Il pallone da calcio non c’entra nulla, e la prima cosa da dire è che il tavolo verde entra nel palinsesto come qualunque altro evento: il concessionario prepara il programma, ADM lo approva, e solo allora una quota può esistere.

Lo snooker si gioca con 22 palle: una bianca, 15 rosse e sei colorate dal valore di giallo 2, verde 3, marrone 4, blu 5, rosa 6 e nera 7.

Ultimo aggiornamento: Ottobre 30, 2026. Le concessioni dei dieci bookmaker esaminati sono state riscontrate sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS).

Il tavolo verde in mezzo agli sport: che cosa sono le scommesse sul snooker

Chi cerca scommesse sul snooker di solito arriva da un altro sport. Ha visto una partita in tv, ha aperto il sito del bookmaker che già usa per il calcio e ha scoperto due cose insieme: che lo snooker c’è, e che non sta dove credeva. Sta dentro la stessa famiglia delle scommesse sportive a quota fissa, con la stessa schedina, lo stesso conto di gioco e le stesse regole di ogni altra disciplina. Cambia il contenuto, non la cornice.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Il break massimo nello snooker è 147, ottenuto imbucando tutte le 15 rosse con la nera e poi tutte le sei colorate.

Vale la pena capire cosa si sta guardando, perché una quota sullo snooker è leggibile solo se si sa che cosa succede sul tavolo. Il gioco si disputa con 22 palle: una bianca, 15 rosse e sei colorate, che valgono giallo 2, verde 3, marrone 4, blu 5, rosa 6 e nera 7. Il colore non è decorazione, è punteggio, e la sequenza in cui viene imbucato sposta il numero finale. Il massimo che una serie possa valere è 147, ottenuto imbucando tutte le 15 rosse con la nera e poi tutte e sei le colorate.

Un tavolo regolamentare misura 12 piedi per 6 e porta sei buche. La maggior parte degli incontri professionistici si gioca al meglio di 7, 9 o 11 frame, il che significa che la partita finisce quando uno dei due arriva a quattro, cinque o sei frame vinti. Il Campionato del mondo si tiene al Crucible Theatre di Sheffield dal 1977 e allunga la distanza: dal meglio dei 19 frame del primo turno al meglio dei 35 della finale. Lì una partita non è mai un episodio isolato, è una settimana di lavoro.

Questa differenza di formato è la ragione per cui lo snooker è più interessante di quanto sembri a chi lo guarda per la prima volta sul tabellone delle quote. Un match al meglio di 7 si decide in un’ora e mezza, e un singolo errore pesa; una finale al meglio di 35 è un’altra cosa, e il mercato la tratta diversamente. Chi non tiene conto della distanza del match sta confrontando due prodotti che portano lo stesso nome.

Il resto è storia che serve a capire quanto il movimento sia piccolo e quanto concentrato in poche mani. Stephen Hendry e Ronnie O’Sullivan hanno vinto sette titoli mondiali ciascuno nell’era moderna, mentre Joe Davis ne vinse 15 di fila dal 1927 al 1946. Il governo dello sport è della WPBSA, che possiede il regolamento ufficiale, mentre l’IBSF amministra le competizioni dilettantistiche. La finale del Campionato del mondo 2026, disputata al Crucible dal 18 aprile al 4 maggio, è stata vinta da Wu Yize su Shaun Murphy per 18-17, con 500.000 sterline al vincitore su un montepremi di 2.395.000 sterline. Un 18-17 in finale dice più di qualunque slogan: sul tavolo verde la differenza tra vincere e perdere è spesso un singolo frame.

Che cosa cambia fra scommesse live e pre-match

La distinzione che conta per chi scommette è quella fra pre-match e live, e non è una distinzione di comodità. Prima del primo frame si scommette su un programma già fissato, con una quota costruita su quello che si sa; durante il match la quota si muove frame dopo frame e segue quello che accade davvero sul tavolo.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un tavolo da snooker a misura piena è di 12 piedi per 6 con sei buche.

Un frame può girare in due colpi. Un giocatore che imbuca una rossa e costruisce un break alto cambia il volto dell’incontro in tre minuti, e la quota live lo registra mentre il pre-match è già fermo. È esattamente il motivo per cui le scommesse live esistono, ed è anche il motivo per cui costano: se il mercato si aggiorna in fretta, il margine non sparisce, si sposta.

Il live non è però il posto giusto per chi vuole ragionare. La finestra fra una giocata e l’altra è breve, la tentazione di inseguire un frame perso è forte, e la quota che sembrava enorme dopo un errore del favorito è spesso il prezzo di un rischio che il mercato ha già valutato. Un conto è guardare una partita di snooker con una schedina aperta; un altro è costruire la schedina mentre la partita scorre.

Su un punto conviene essere onesti: ADM non pubblica un elenco dei mercati live ammessi, né un elenco degli eventi che il palinsesto contiene, quindi quello che il singolo operatore offre in diretta lo si legge nel suo programma al momento della giocata. Non esiste una lista ufficiale da consultare in anticipo.

Quanto vale un break e quanto vale un frame

Sul tavolo verde il punteggio non è mai solo un numero. Un giocatore può vincere un frame senza imbucare una sola colorata dopo l’ultima rossa, e può perdere un incontro dopo aver costruito il break più alto della serata. È la ragione per cui i mercati sullo snooker si concentrano su chi vince il frame e su chi vince il match, più che sul punteggio esatto.

Per chi guarda il tabellone, la conseguenza pratica è che «forma» significa cose diverse a seconda del formato. Un giocatore che ha perso tre match al meglio di 7 può essere lo stesso giocatore che vince un torneo lungo, perché la distanza premia la tenuta e non solo l’ispirazione del momento. Chi legge le quote deve sapere quale delle due cose sta comprando.

La concessione non si improvvisa: chi può accettare una scommessa e a quali condizioni

La domanda vera, quando si parla di scommesse in Italia, non è dove si trova un tavolo da snooker nel palinsesto ma chi ha il diritto di accettare la giocata. Il mercato italiano funziona con le concessioni, non con le licenze aperte: si diventa concessionari vincendo una gara pubblica, e il diritto vale per il singolo sito, non per l’azienda.

Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. All’articolo 6, comma 1 si legge che cosa si può offrire a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale.

Il comma 3 dello stesso articolo fissa la durata: chi vince la gara può gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti richiesti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara, come precisa il comma 5. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata del rapporto, come prevedono l’articolo 4, comma 3 e l’articolo 5, comma 3.

Il risultato concreto è un numero. La gara indetta a settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, le righe sono 52, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo dominio .it.

Una società può tenere più concessioni: Eurobet Italia S.r.l. gestisce i marchi Eurobet, Bwin e Giocodigitale. Un lettore che contasse i marchi contando le righe dell’elenco sbaglierebbe, e chi crede che un concessionario abbia automaticamente tutte le partite del gioco sbaglia di più. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto sulle scommesse sportive, sul poker e sui giochi di abilità, sui giochi di tipo casinò, sull’exchange e sul bingo. Il nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito prenda scommesse sportive: quello si legge sul sito e sull’app dell’operatore, non su un registro.

Vale anche l’altra direzione, ed è la parte che un confronto serio non può saltare. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe alla data del 25 ottobre 2026. ADM non pubblica le modifiche successive al decreto del 2024, e le eventuali novità non sono note.

Il palinsesto approvato e il problema del «c’è ma non si sa»

Qui si incontra il punto che rende la domanda iniziale meno banale di quanto sembri. L’articolo 2, lettera s) del decreto definisce il palinsesto come il programma degli eventi, sportivi e non, comprese le corse dei cavalli, e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. La regola che ne segue è secca: una scommessa si accetta solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. Nessuno può aggiungere un torneo di testa propria.

ADM approva gli eventi uno per uno, e il ritmo lo dicono i fatti: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. È la prova più diretta che il palinsesto è una lista in movimento, non una fotografia.

Quello che non è noto è che cosa contenga quella lista per lo snooker. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto di ciascun operatore non risulta, e ADM non pubblica il dettaglio per singolo concessionario. Il lettore che cerca una risposta definitiva su quali tornei di snooker siano scommettibili non la troverà in un registro: la troverà nel programma dell’operatore, che per quel giorno mostra gli eventi aperti. Se il Crucible o un torneo minore siano già dentro, si vede lì.

C’è poi un capitolo separato, che è l’ippica, e vale la pena non confonderlo. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nella lettera a) dell’articolo 6, comma 1, insieme alle scommesse sportive; i giochi di ippica nazionale, quelli del tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, stanno nella lettera c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale non è noto. Chi scommette sull’ippica dentro un sito ADM sta usando due prodotti diversi con due basi giuridiche diverse, anche quando li vede nella stessa schermata.

Eventi simulati e Virtuali

L’articolo 2, lettera v) del decreto definisce le scommesse su eventi simulati: competizioni sportive, ippiche e di altro genere generate al computer, mostrate con un’animazione o con un evento reale registrato in precedenza. Sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali».

Chi arriva dallo snooker reale e trova un tavolo simulato con partenze ogni pochi minuti sta giocando un prodotto con una base normativa diversa, anche se il nome gli suona uguale. Il tavolo simulato non ha un avversario che sbaglia, ha un generatore di numeri, e il mercato intorno è costruito di conseguenza. Non è un dettaglio da legulei: è la differenza fra un evento il cui esito qualcuno lo ha prodotto giocando e un evento il cui esito è stato calcolato.

Che cosa impedisce a un sito straniero di prendere giocate

Offrire gioco a distanza a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga due elenchi pubblici: quello dei siti legali, legati ai concessionari, e quello dei siti di cui viene inibito l’accesso. Internet service provider e prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e i domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso.

Il blocco lavora a livello DNS, e non tutti i fornitori di connettività sono aggiornati con la stessa rapidità. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo il resoconto della stampa di settore; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da qualche decina a qualche centinaio di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati», e descrive un lavoro che non finisce mai.

C’è poi il lato del giocatore, ed è la parte che il marketing offshore non racconta. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’articolo 4, come ADM stessa riporta il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettati all’estero, e soggiunge: «Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero. Quanto valga in euro l’ammenda, e se esistano procedimenti contro singoli giocatori, non è dato sapere.

Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore.

Come si verifica una concessione in tre minuti

La verifica è più semplice di quanto la si racconti, e non richiede di fidarsi di nessuno. ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: si cerca il nome del marchio, o il dominio .it su cui si sta per giocare, e si controlla che compaia con un codice di concessione. Il codice è anche nell’informativa dell’operatore, insieme alla società che lo detiene, e i due dati devono coincidere.

L’elenco dice una cosa e non dice l’altra: dice che quel sito è autorizzato a operare in Italia, non dice quali giochi quel concessionario abbia scelto di offrire. Chi vuole sapere se quel sito prenda scommesse sportive deve aprire il programma dell’operatore e guardare. La verifica in due passaggi, registro più programma, è l’unica che risponde a entrambe le domande.

Giocare restando padroni del conto: limiti, autoesclusione e strumenti che esistono davvero

Un conto di gioco non è un conto corrente, e la differenza non è solo di interessi. Dentro ci stanno soldi veri, e le regole italiane trattano il modo in cui ci entrano e ne escono come parte integrante dell’offerta, non come un allegato di buone maniere.

L’articolo 15, comma 1 del decreto elenca gli strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione. Ci sono gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; ci sono i limiti sulle somme depositate in un periodo definito, che il concessionario fissa in base all’età e al comportamento del giocatore seguendo protocolli approvati da ADM; ci sono i messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; ci sono gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e c’è un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Il punto pratico è il momento in cui quei limiti si impostano. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione. La regola che sorprende molti è asimmetrica: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede sette giorni di attesa. Non è una svista del sistema, è un disegno preciso, e vale la pena leggerlo per quello che è. Abbassare la barriera è un gesto di tutela e si esegue subito; alzarla è un gesto che va raffreddato, perché è esattamente il gesto che un giocatore in difficoltà compie in fretta.

RUA: l’autoesclusione che vale su tutti i concessionari

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale sul territorio. È la differenza fra un «mi fermo io» e un blocco che nessun operatore può aggirare: la richiesta vale su ogni concessionario, e non dipende dalla buona volontà di chi la riceve.

L’articolo 15, comma 1, lettera e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Una fonte di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono il 1° febbraio 2026, e che durate e modalità sono quelle che i termini degli operatori e la pagina ADM indicano. Le condizioni di AdmiralBet, per esempio, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono due modi di scrivere lo stesso istituto, e il secondo è quello che conta oggi.

Il limite dello strumento è dove lo strumento non arriva. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso che apra un .com offshore non è protetto da nulla. Il registro è potente perché è nazionale e obbligatorio; fuori da quel perimetro non esiste.

Identificazione del conto: SPID, CIE e il termine dei 30 giorni

Un conto di gioco richiede l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione classica con un documento, e accanto a questa le procedure con SPID e con CIE. BetFlag, per esempio, rimanda alle identificazioni con SPID e CIE accanto alla registrazione classica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e il principio della tutela dei minori di età sta già nell’articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto, oltre che nelle condizioni di concessione.

Il dettaglio che morde è il termine. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come indicano le pagine degli operatori. È una scadenza che colpisce esattamente chi apre il conto con calma e poi lo lascia lì. Chi ha intenzione di prelevare subito dopo una vincita farà bene a chiudere l’identificazione il giorno stesso dell’iscrizione; chi rimanda rischia di scoprire il blocco nel momento peggiore, cioè quando i soldi sono già dentro.

Depositi, ricariche e il tetto dei 100 € alla settimana

I soldi entrano nel conto per vie diverse, e una di queste ha regole proprie. I punti vendita ricariche, previsti dall’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024, sono tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro ADM: alimentano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né restituire il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.

È un canale pensato per chi vuole separare il conto di gioco dalle carte, e ha un effetto collaterale che vale la pena notare: il tetto settimanale dei 100 € in contanti funziona da limite di fatto, e per chi gioca somme piccole è già una rete di protezione involontaria. Fra i binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney. L’elenco del singolo operatore sta nei suoi termini. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta, e non si conosce alcuna norma che nomini binari approvati.

Un’ultima cosa che riguarda il prelievo e non il deposito: l’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata.

Dove si chiede aiuto

Il canale di contatto previsto dalla legge è il minimo. Accanto c’è il Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’azzardo, 800 55 88 22, che bet365 indica espressamente per i residenti in Italia fra i propri strumenti di gioco responsabile, insieme a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.

C’è anche un obbligo che riguarda il concessionario e non il giocatore: l’articolo 15, comma 2 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È la ragione per cui i messaggi sul gioco responsabile stanno sui siti degli operatori anche quando la pubblicità del gioco è vietata.

Dove si gioca davvero: tornei, format e mercati dello snooker

Il calendario dello snooker è la variabile che nessun confronto di quote può sostituire. Due scommesse con la stessa quota su due tornei diversi non valgono la stessa cosa, perché il formato cambia quanta parte della partita si gioca davvero.

Al vertice c’è il Campionato del mondo al Crucible Theatre di Sheffield, che si tiene lì dal 1977 e distende il programma dal meglio dei 19 frame del primo turno al meglio dei 35 della finale. Sotto, la gran parte del movimento professionistico vive di incontri al meglio di 7, 9 o 11 frame. Una finale mondiale può durare due giorni di gioco; un primo turno di un torneo minore si chiude in una sera. Chi scommette sul vincitore di un match deve sapere in quale dei due mondi si trova, perché la distanza premia la solidità e punisce l’improvvisazione in modo diverso.

Il montepremi racconta la stessa gerarchia. La finale del 2026, dal 18 aprile al 4 maggio, ha portato 500.000 sterline al vincitore su un totale di 2.395.000 sterline, ed è finita 18-17 per Wu Yize su Shaun Murphy. Un torneo che distribuisce quelle cifre attira i migliori, e un torneo che attira i migliori ha quote più strette: il mercato non regala nulla dove l’informazione è abbondante.

La storia dello sport, poi, è un avvertimento contro le letture semplicistiche della forma. Joe Davis vinse 15 titoli mondiali di fila dal 1927 al 1946, mentre nell’era moderna Stephen Hendry e Ronnie O’Sullivan si sono fermati a sette ciascuno. Chi cerca nel passato un modello per prevedere il futuro trova una serie di dominatori e una serie di interruzioni, che è un modo elegante di dire che il tavolo verde non ha una formula.

La governance conta per un motivo pratico: il regolamento ufficiale appartiene alla WPBSA, che governa lo snooker professionistico, mentre l’IBSF amministra le competizioni dilettantistiche. Chi guarda un torneo amatoriale e chi guarda un ranking event stanno guardando due circuiti con due regolamenti e due livelli di affidabilità dei dati.

Le competizioni che finiscono nel palinsesto

Un evento entra nel palinsesto quando ADM lo approva, e ADM approva gli eventi uno per uno. La Setka Cup, autorizzata a settembre 2026 con bet365 primo partner secondo la stampa di settore, è l’esempio più chiaro di come funziona il meccanismo: non basta che una competizione esista nel mondo, deve essere inserita nella lista approvata.

Per il lettore che cerca snooker, la conseguenza è una sola e vale la pena dirla senza girarci intorno: non esiste un elenco pubblico che dica quali tornei di snooker siano scommettibili oggi. L’articolo 2, lettera s) definisce il palinsesto come il programma predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e la regola operativa è che si scommette solo sugli eventi che stanno lì dentro. Quali sport e quali tipi di giocata ci stiano è, per ciascun operatore, una cosa che si legge aprendo il suo programma.

Il metodo pratico è quello che userebbe un lettore attento del calendario. Si individua il torneo, si controlla se l’operatore lo ha aperto, e solo allora si guarda la quota. Il contrario, cioè partire dalla quota e cercare di capire a che cosa si riferisca, è il modo più rapido per scommettere su un evento che non si è capito.

I mercati che il tavolo verde produce

Lo snooker è uno sport a punteggio, e il punteggio apre una famiglia di mercati che non esiste nel calcio. Chi vince il match, chi vince il frame, il punteggio esatto dei frame, il giocatore che realizza il break più alto: sono mercati che derivano dalla struttura del gioco e non da un regolamento esterno.

Il motivo per cui questi mercati sono interessanti è anche il motivo per cui sono pericolosi. In un incontro al meglio di 7, quattro frame vinti chiudono la partita, e un giocatore può arrivare a tre frame di vantaggio con tre break da cinquanta punti e perdere comunque. Chi compra il punteggio esatto sta comprando una previsione sulla sequenza, non solo sull’esito, e la differenza di difficoltà fra le due cose è enorme.

Sui mercati il quadro informativo è più stretto di quanto ci si aspetti. Non esiste un elenco ufficiale dei mercati live ammessi, né una lista di mercati disponibili, e ADM non pubblica regole su ritardi e aggiornamenti delle quote in diretta. Le tipologie che ogni operatore mette a disposizione si leggono nel suo programma.

Che cosa guardare prima di aprire la schedina

La sequenza che evita gli errori più comuni è breve. Si parte dalla competizione e dal formato, perché cambiano il peso di ogni frame. Si controlla che l’evento sia aperto dal proprio operatore, perché fuori dal palinsesto approvato non esiste giocata. Si guarda se il mercato è pre-match o live, perché nel secondo caso la quota si muoverà mentre si decide. E solo alla fine si legge il numero.

L’ordine conta. Chi comincia dall’ultimo passaggio, cioè dalla quota, finisce per scegliere l’evento in base al prezzo invece che in base a quello che sa. E il prezzo, da solo, non dice mai quanto sia probabile ciò su cui si sta scommettendo.

I dieci concessionari a confronto: criteri, tabella e margine

Dieci marchi, dieci concessioni, dieci modi diversi di stare sul mercato. Nessuno di loro è un’agenzia di scommesse specializzata in snooker, e nessuno lo diventerà: le concessioni sono una sessantina in tutto, i grandi marchi italiani fanno volume sul calcio, e lo snooker è una disciplina che vive dentro un catalogo molto più largo. Chi cerca un bookmaker per il tavolo verde deve quindi scegliere il posto che tratta meglio il resto, sapendo che il tavolo verde arriva di conseguenza.

Ecco il criterio che governa questa classifica. Al primo posto sta la concessione: numero, società titolare e sito .it su cui è spesa, perché senza quello non c’è né RUA né tutele italiane. Al secondo posto sta che cosa l’operatore scrive nei propri termini sul tema di questa pagina, cioè sull’offerta sportiva, sul palinsesto e sugli strumenti di conto. Al terzo posto viene la larghezza del catalogo, che è quello che determina se una disciplina di nicchia compare o no. Il quarto criterio è il tipo di bonus, perché un bonus di benvenuto e una freebet settimanale condizionata a una multipla non sono la stessa cosa, e chi legge merita di sapere quale dei due sta guardando.

La tabella che segue mette in fila questi elementi. Il margine di una quota non è una colonna, perché nessuno di questi operatori pubblica il margine dei propri mercati di snooker, e un numero inventato in quella casella sarebbe peggio di una casella vuota.

Brand Concessione ADM e concessionario Che cosa dicono i termini dell’operatore sul tema
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l., operatore AdmiralBet autoesclusione da 30 a 90 giorni o a tempo indeterminato, dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi; limiti di ricarica, spesa e tempo impostati in registrazione
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited, operatore StarCasinò l’app dichiara scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, operatore bet365 Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività e autoesclusione, con il Telefono Verde 800 55 88 22 per i residenti in Italia
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc, su William Hill Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a., operatore NetWin catalogo su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con eventi virtuali ogni 2 minuti
Betsson n. 16027, Azzurri Limited, operatore Betsson scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI n. 16032, Snaitech Spa, operatore SNAI singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l., operatore Betfair Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, operatore Eurobet palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a., operatore Planetwin365 principali campionati nazionali ed europei, coppe UEFA, e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta

Tre cose la tabella non dice, e le dice il testo. La prima è che due marchi della lista appartengono alla stessa società: StarCasinò e Betsson fanno capo ad Azzurri Limited, e chi li considera due alternative indipendenti sta contando due volte lo stesso titolare. La seconda è che i numeri di concessione sono vicini ma non consecutivi, e questo è normale: le 52 concessioni sono state assegnate in blocco, e l’ordine dei codici non dice nulla sulla qualità dell’operatore. La terza è che l’elenco qui sopra non esaurisce il mercato: altre società detengono una concessione, e un marchio che non compare in questa lista non è per questo privo di autorizzazione.

Un’ultima avvertenza, che riguarda il modo in cui una tabella di questo tipo viene letta. La colonna centrale dice che cosa l’operatore scrive nei propri termini: alcuni si descrivono molto, altri pochissimo, e il silenzio non è una colpa né una virtù. Chi confronta due righe e trova una descrizione lunga e una corta non ha trovato l’operatore migliore, ha trovato quello che scrive di più.

Il margine che sta dentro ogni quota, con un esempio fatto a mano

Ogni quota porta dentro di sé una trattenuta, e non c’è modo di vederla guardando un solo numero. Serve il confronto fra tutte le quote dello stesso mercato, perché il margine non è una proprietà della singola quota ma dell’insieme.

Prendiamo un mercato a due esiti con quote illustrative di 1,90 e 1,90. Non è una quota di nessun operatore, è un esempio con numeri tondi per far vedere il meccanismo. La parte che il mercato restituisce si calcola sommando gli inversi delle quote e prendendo il reciproco di quella somma: 1 diviso 1,90 fa 0,5263, e così per il secondo esito, quindi la somma è 1,0526 e il reciproco è 0,95. Il mercato restituisce quindi il 95 % di quanto viene puntato, e il margine è la parte che manca, cioè 1 meno 0,95, ovvero il 5 %.

Scritto in una riga: con due esiti a 1,90 e 1,90 la quota incorpora un margine del 5 %, cioè il giocatore riceve in media il 95 % di quello che punta, e questo vale solo se le due quote sono davvero entrambe a 1,90.

Il numero va letto come una banda e non come una cifra fissa, perché dipende da che cosa si confronta. Il 5 % è il margine di quel mercato esemplificativo. Un mercato a tre esiti con quote più lunghe può stare intorno al 6-8 %, e le tipologie costruite su più selezioni come le combo aggiungono un margine per ogni passaggio, quindi salgono ancora. Una multipla di cinque eventi non è cinque volte più interessante di una singola: è cinque volte moltiplicata per il margine.

È la ragione per cui una quota «maggiorata» va guardata con attenzione. Se il margine di una combo è tutto quello che serve a pagare la promozione, la maggiorazione non è un regalo ma una restituzione parziale di qualcosa che è stato prelevato prima. Non è un sospetto, è aritmetica.

Il paradosso della disciplina di nicchia sta qui. Più stretto è il mercato, più è probabile che il margine sia largo, perché l’operatore deve coprire un rischio su un evento che segue poca gente. Sullo snooker, dove il volume è una frazione di quello del calcio, il margine tende a stare nella parte alta della forchetta. Chi scommette su un tavolo verde paga per il privilegio di avere quel mercato aperto.

AdmiralBet: gli strumenti di conto più strutturati del gruppo

AdmiralBet è il marchio con concessione n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., sul proprio sito .it. Quello che lo distingue dagli altri della lista non è l’ampiezza del catalogo — su quel terreno lo battono in diversi — ma il modo in cui ha scritto le regole del conto.

I suoi termini prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e qui c’è il dettaglio che vale la pena leggere due volte: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Sono nove combinazioni di limite richieste prima ancora che il conto sia operativo. Per un giocatore che non ha mai pensato a quanto spende, è una domanda scomoda fatta nel momento giusto, e per chi ha già un budget in testa è una formalità. La scala delle autoesclusioni, dal giorno singolo ai nove mesi, è più fine di quella che la maggior parte dei marchi italiano mostra.

Il verdetto è che AdmiralBet è il posto di questa lista per chi vuole che i paletti siano fissati per iscritto prima di iniziare, e che accetta di perdere qualche minuto in registrazione per averli. Chi cerca il catalogo più largo o il bonus più generoso troverà di meglio altrove.

StarCasinò: un casinò che tiene aperto il banco sportivo

StarCasinò è il marchio con concessione n. 16026 di Azzurri Limited, sul proprio sito .it. È il primo caso della lista in cui la parola «casinò» non è un caso: la casa è nata come piattaforma di gioco e il comparto sportivo vive accanto alle slot e al Live Casinò.

La sua app dichiara la possibilità di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva. È una descrizione breve, e chi legge una descrizione breve non deve concludere che il prodotto sia piccolo: significa solo che è così che l’operatore lo racconta. Quello che si sa è che il tavolo verde non è presentato come una specialità della casa.

Il verdetto è che StarCasinò si addice a chi tiene un unico conto per il gioco e vuole usarlo anche per il calcio o per un torneo, accettando un comparto sportivo che non è la ragione per cui la piattaforma esiste. Chi cerca una casa specializzata nello sport andrà alla riga successiva.

bet365: il partner globale con il catalogo più internazionale

bet365 ha la concessione n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc sul proprio sito .it, ed è il caso in cui la dimensione internazionale si vede dalla descrizione. L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Quell’elenco contiene una cosa che gli altri non hanno: le freccette. Sono uno sport a bersaglio singolo, con un formato a partite brevi e un pubblico internazionale, ed è la disciplina più vicina allo snooker che si trovi in un catalogo italiano. Non è lo snooker, e nessuno deve leggerci un impegno sul tavolo verde; è però il segnale che questo operatore costruisce il palinsesto sul pubblico internazionale, non solo su quello nazionale.

Sul gioco responsabile i suoi strumenti comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È uno degli elementi che la casa espone con più chiarezza, e vale come indicatore di come tratta il conto.

Il verdetto è che bet365 è la scelta di chi cerca un catalogo costruito su molti sport e non solo sui grandi campionati, e accetta in cambio un’offerta italiana che parla soprattutto di calcio europeo. Chi vuole una pagina dedicata al tavolo verde non la troverà qui più che altrove.

William Hill: la freebet stagionale con le condizioni più dure

William Hill ha la concessione n. 16044 di William Hill Malta Plc sul proprio sito .it, e ha il meccanismo promozionale più articolato dei dieci. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 € complessivi, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Vale la pena tradurre quella condizione in soldi. Per incassare 5 € settimanali bisogna giocare una multipla da almeno 20 € con cinque eventi dentro e una quota complessiva non inferiore a 10.0. Una multipla a quota 10.0 è un prodotto che si vince raramente, e cinque eventi non sono cinque scommesse ma cinque punti di rottura. La freebet da 5 €, inoltre, è una freebet: la sua puntata non torna indietro con una vincita, e questo è il comportamento normale dello strumento, non una clausola nascosta.

Il conto finale è presto fatto: quattro volte la freebet per settimana di giocate, ripetute per una stagione, e il tetto di 100 € arriva dopo venti settimane. Non è una promozione da caccia grossa, è un premio di fedeltà per chi gioca già multiple di quel tipo. Chi non gioca cinque eventi alla volta non ne trarrà nulla.

Il verdetto è che William Hill va bene a chi ha già nel proprio modo di giocare le multiple a cinque selezioni, e per tutti gli altri l’Extra Bet Club è una riga da leggere e lasciare dov’è.

NetWin: quanti sport stanno in un catalogo, e la nicchia che non c’è

NetWin ha la concessione n. 16035 di Netwin Italia S.p.a. sul proprio sito .it, e la sua app mostra un elenco di discipline che vale la pena contare: calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports. Undici voci, più centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, e mercati come 1X2, combo bet e marcatori, con live score.

È l’elenco più ampio della lista. E non contiene lo snooker, il che è la prima cosa che un lettore di questa pagina dovrebbe notare. Un catalogo largo non è un catalogo che contiene tutto: dice dove l’operatore ha scelto di investire, e undici discipline più gli esports dicono che la scelta è stata il volume e non la profondità per singolo sport.

Gli eventi virtuali con partenze ogni due minuti meritano una riga a parte. Sono un prodotto continuo, sempre aperto, e nella logica di un operatore che punta sul volume hanno perfettamente senso: non c’è un calendario da attendere, c’è un evento che parte comunque.

Il verdetto è che NetWin è il ripiego migliore per chi vuole una copertura ampia e non trova il proprio sport altrove, ma su una disciplina di nicchia come lo snooker non offre più garanzie di un operatore con un catalogo più corto.

Betsson: migliaia di eventi e un catalogo che somiglia a una lista di mercati

Betsson ha la concessione n. 16027 di Azzurri Limited sul proprio sito .it, ed è il secondo marchio della lista riconducibile alla stessa società di StarCasinò. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La descrizione del prodotto è un elenco di tipologie di giocata, non di sport. È una differenza di comunicazione che dice qualcosa: la casa vende il modo di scommettere più della disciplina su cui si scommette. Per un lettore alla ricerca di uno sport specifico è una indicazione ambigua, perché «migliaia di eventi» non dice quali.

Chi ha già un conto su StarCasinò e guarda Betsson sta guardando lo stesso titolare. Il confronto fra i due non è un confronto fra due case indipendenti, ed è bene saperlo prima di aprire un secondo conto per sfruttare due volte la stessa offerta di benvenuto, cosa che non funzionerebbe come si immagina.

Il verdetto è che Betsson è un bookmaker generalista ben attrezzato sul calcio e sui mercati a punteggio, e su uno sport a tavolo il suo catalogo è quello di una casa generalista: c’è se conviene, non c’è per vocazione.

SNAI: il marchio storico che vende il cash out

SNAI ha la concessione n. 16032 di Snaitech Spa sul proprio sito .it, ed è il marchio con la storia più lunga fra i dieci. La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il cash out merita una spiegazione, perché è lo strumento che più spesso viene frainteso. Chiuderla prima non significa incassare quello che si sarebbe vinto: significa accettare la valutazione che l’operatore fa in quel momento della schedina ancora aperta, che tiene conto di quanto è già passato e di quanto manca. In cambio si rinuncia alla possibilità che la giocata arrivi a destinazione. Un cash out proposto a metà puntata su una schedina che sta vincendo è denaro che l’operatore mette sul tavolo sapendo qualcosa che il giocatore non ha calcolato.

Il catalogo dei mercati di SNAI è tutto orientato al calcio: risultato esatto, tiri in porta, cartellini, rigori. È una scheda di prodotto coerente con il marchio che l’ha costruita, e non lascia molto spazio a una disciplina a punteggio come lo snooker.

Il verdetto è che SNAI è la scelta di chi vuole gestire le giocate mentre si svolgono, sapendo che il cash out è un prezzo e non un favore, e che il resto del catalogo parla quasi solo italiano e quasi solo di pallone.

Betfair: l’eredità dell’exchange e la Supercombo

Betfair ha la concessione n. 16028 di Betfair Italia S.r.l. sul proprio sito .it, e porta con sé una storia particolare: il betting exchange è una fattispecie di gioco autonoma nel decreto, all’articolo 6, comma 1, lettera e), e l’articolo 2, lettera u) la definisce come la forma in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo.

Quella definizione è la cosa più interessante che si possa scrivere su questo marchio, perché rovescia il modello normale. In un bookmaker il prezzo lo fa la casa; in un exchange il prezzo lo fanno gli altri giocatori, e la casa prende una commissione per il servizio di incontro. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sui vincoli nulla è dovuto dal giocatore, perché il prelievo ricade sul concessionario.

Sull’offerta sportiva, l’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è noto, e Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Il verdetto è che Betfair vale per chi vuole capire un modello di prezzo diverso da quello degli altri nove, e per chi cerca le combo a quote maggiorate sapendo che il margine cresce con il numero di selezioni. Chi cerca un exchange attivo oggi dovrà verificare nel programma quello che il registro non dice.

Eurobet: dal calcio alla politica, il palinsesto più eterodosso

Eurobet ha la concessione n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale sul proprio sito .it, ed è la società che gestisce più di un dominio: oltre al marchio Eurobet, anche Bwin e Giocodigitale. È l’esempio che rende concreto il principio per cui la concessione vale per sito e non per azienda.

Il palinsesto della sua app va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo come musica, cinema, tv e reality show e a eventi di politica come le elezioni.

Gli scacchi sono l’altra disciplina a tavolo della lista. Non sono snooker — c’è una scacchiera al posto del panno verde e una quantità di variabili diverse — ma dicono che questa casa è disposta ad aprire mercati su discipline ragionate, con pochi eventi e pubblico ristretto. La politica e i reality show, poi, spiegano che cosa sia davvero quel palinsesto: un catalogo costruito per chi vuole trovare sempre qualcosa da giocare, non per chi cerca profondità in una singola disciplina.

Il verdetto è che Eurobet è il posto più probabile per chi vuole che il proprio sport di nicchia esista da qualche parte nella lista, e il meno adatto a chi vuole che quel sport sia trattato con molti mercati.

Planetwin365: la copertura delle coppe e i risultati in diretta

Planetwin365 ha la concessione n. 16007 di Pwo S.p.a. sul proprio sito .it, e la sua architettura di prodotto è la più riconoscibile della lista. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei, con Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Più di 20 tipologie di sport è il numero più alto che compaia in questa lista, e vale più di una parola. Accanto c’è un’altra cosa che non è un numero ma conta: i risultati in diretta. Per una disciplina a punteggio come lo snooker, seguire il punteggio frame per frame mentre si gioca è parte dell’esperienza, e un operatore che cura quel dato rende la disciplina più praticabile di uno che si limita a mostrare la quota.

Il catalogo dei campionati, però, dice anche dove sta l’attenzione: tre serie italiane, più il campionato tedesco, spagnolo e inglese, più le tre coppe europee. È una casa costruita sul pallone, con una coda lunga sportiva che serve a non lasciare nessuno fuori.

Il verdetto è che Planetwin365 è la scelta più solida di questa lista per chi vuole il numero più alto di sport coperti senza rinunciare a una app curata sui risultati, e che sullo snooker non offre più di quello che offrono gli altri: la disciplina entra se il volume lo giustifica, non perché qualcuno la ami.

Che cosa cambia per chi ha un budget piccolo

C’è un lettore che questa classifica riguarda più degli altri, ed è quello che gioca poco e con attenzione. Per lui i criteri cambiano ordine: la concessione resta al primo posto, ma al secondo sale il limite di deposito, perché è quello che decide quanto può entrare nel conto e quindi quanto può perdere in una settimana.

I limiti si impostano alla registrazione, e la regola dell’asimmetria vale per tutti: abbassarli ha effetto subito, alzarli richiede sette giorni. Un giocatore che si dà un tetto settimanale basso ha costruito una rete che nessun reparto marketing può allentare, perché l’attesa di una settimana è scritta nella legge, non nel regolamento dell’operatore.

Sui bonus la logica è la stessa. Un bonus di benvenuto legato a una prima ricarica non è denaro regalato, è denaro vincolato al completamento di requisiti; una freebet settimanale condizionata a una multipla da cinque eventi è un premio che il giocatore piccolo non incasserà mai. Chi ha un budget limitato fa meglio a ignorare entrambe le cose e a usare lo snooker per quello che è: una disciplina leggibile, con partite brevi, dove una scommessa piccola e ragionata dura il tempo di una serata.

Su una cosa conviene chiudere il discorso: non esiste una scommessa sicura, e nessuno che ve la proponga sta facendo i vostri interessi. Chi vuole un parere competente sul tavolo verde lo trova nelle vostre conoscenze dello sport; chi vuole un sistema che vince non lo troverà qui, perché non esiste.

Domande frequenti sulle scommesse sul snooker

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato: l’articolo 2, lettera s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e ADM autorizza gli eventi uno per uno. Se un torneo non è dentro quel programma, la giocata non si può fare. Li vedete nel programma dell’operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca il marchio, o il dominio .it sul quale si sta per giocare, nell’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS), controllando che compaia con un codice di concessione. Il codice e la società titolare sono anche nei termini dell’operatore, e i due dati devono coincidere. L’elenco non indica quali giochi il concessionario offra.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 10 € a quota 1,85 la scommessa restituisce 18,50 € e il guadagno è di 8,50 €. Nelle multiple le quote si moltiplicano fra loro in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Serve l’intero mercato, non una quota sola. Si sommano gli inversi di tutte le quote e si prende il reciproco della somma: con due esiti a 1,90 e 1,90 il risultato è 0,95, quindi il mercato restituisce il 95 % e il margine è del 5 %. Più cresce il numero di selezioni, più il margine sale.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui pagamenti di un concessionario ADM l’imposta è applicata alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non deve dichiarare nulla, secondo quanto riporta la stampa di settore. Sulle vincite da siti esteri senza concessione la posizione cambia: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate. Consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’articolo 15, comma 1 prevede anche autolimiti su tempo, spesa e perdita, con messaggi automatici su durata e spesa. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Il limite che ADM fissa nella gara per le concessioni non è noto.

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