Siti di scommesse con concessione ADM in Italia — dove finisce il prezzo e comincia il conto vero
Ogni sito di scommesse con concessione ADM in Italia versa il 24,5 % della differenza tra incassi e vincite. Quel numero non compare su nessuna schedina, ma vive dentro ogni quota che il giocatore legge, ed è il punto da cui conviene partire se si vuole capire cosa si paga davvero quando si apre un conto di gioco italiano.
Dati e condizioni verificati al Ottobre 30, 2026, con confronto sui termini pubblicati dai concessionari e sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza tenuto da ADM (ex AAMS).
Perché nel 2026 conviene guardare prima quanto costa un conto nuovo
Il catalogo delle piattaforme con concessione si muove. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, dopo che il bando di settembre 2025 aveva assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Chi cerca un sito nuovo cerca in realtà un prezzo nuovo: una quota d’ingresso diversa dal solito, un limite che funziona come deve funzionare, un’app che non costi tempo.

Qui il criterio è il costo. Non quanto promette la home page, ma quanto resta al giocatore dopo che l’operatore ha incassato la sua parte, dopo che il requisito di puntata ha fatto il suo giro, dopo che il prelievo è arrivato.
Che cos’è cambiato davvero nell’offerta degli ultimi mesi
Cambiare concessionario non vuol dire cambiare regime. La concessione è per sito, non per azienda, e dura al massimo nove anni senza rinnovo (art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi durante il periodo (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). Un marchio nuovo su un dominio .it non porta quindi regole nuove, e non può portarle nemmeno volendo.

Per il giocatore questo taglia corto su due voci di costo che di solito non si considerano costi. La prima è fiscale: l’imposta unica è in capo al concessionario, non al conto di gioco. La seconda è comportamentale: gli strumenti di autolimitazione sono obbligatori per tutti, quindi un marchio «più libero» non esiste dentro il perimetro ADM.
Chi apre un conto perché il bonus è nuovo, e chi paga quel bonus
Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e non è vietato dal Decreto Dignità: il divieto colpisce la pubblicità (art. 9, D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito in L. 96/2018), non l’esistenza dell’offerta. Non esiste nemmeno un tetto statutario all’importo, né un tetto al rigioco, quindi i requisiti li scrive ciascun operatore nei propri termini.
Il punto è che un bonus non è uno sconto sul prezzo: è uno sconto sulla quantità di giocate richieste in anticipo. Un’offerta «100 %» non dimezza il costo unitario della scommessa, lo sposta. Chi apre un conto per il bonus più generoso firma per il rigioco più lungo.
Un conto registrato e verificato in mezz’ora: dove si inciampa
La registrazione al conto di gioco richiede identificazione piena. Accanto al modulo classico con copia del documento gli operatori offrono SPID, e CIE tramite provider SPID: BetFlag rimanda alle procedure con SPID e CIE e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi non passa da SPID deve completare la validazione entro 30 giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
Mezz’ora è realistica solo con SPID o CIE. Con il documento caricato a mano si entra nella coda dei controlli, e fino a quel momento il conto è aperto ma non operativo. Un ritardo che non costa nulla in denaro, ma costa il primo evento del palinsesto approvato.
Prima di versare: tre cose da leggere nei termini
Tre voci decidono quasi tutto, e nessuna delle tre sta in home page. Il limite di deposito scelto in registrazione — che in Admiralbet è richiesto su base giornaliera, settimanale e mensile insieme ai limiti personalizzati su ricariche, spese e tempi di gioco. Il minimo di deposito dell’eventuale bonus, che per la Sport-50 di NetWin è di 20 €. E il trattamento del prelievo, che dipende dai metodi che il singolo operatore accetta per i pagamenti.
La classifica dei siti di scommesse in Italia, giudicata sul costo
Nessuna classifica di siti di scommesse in Italia è una graduatoria di quanto si vince: nessuno può saperlo. Quello che si può mettere in fila è il costo, e il costo ha una parte misurabile e una parte che dipende da come il giocatore usa il conto.
Sulla parte misurabile la regola è semplice e cattiva. ADM autorizza gli eventi uno per uno dentro il palinsesto, che è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’autorità (art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024): in settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Più eventi approvati significa più occasioni di scommettere, non più occasioni di vincere.
Sulla parte che dipende dall’uso, invece, il giocatore ha in mano il controllo vero. Limiti, pause e autoesclusione non sono arredi: sono l’unica leva che sposta il risultato atteso nel tempo.
I criteri della valutazione, tradotti in soldi
I criteri che contano, letti con il metro del costo, si riducono a quattro. La regolarità della concessione, che è un costo di rischio: un conto che resta bloccato vale zero anche se la quota era alta. La larghezza dichiarata del palinsesto, che è un costo di opportunità. La generosità delle condizioni del bonus, che è un costo differito. La qualità degli strumenti di autolimitazione, che è l’unico criterio che riduce il costo invece di spostarlo.
Il margine dentro la quota, spiegato con una quota da manuale
Prendiamo un mercato a due esiti — testa o croce, virtualmente — con entrambe le squadre offerte a 1,90. L’1,90 non dice che l’esito ha il 50 % di probabilità: dice che il bookmaker ha comprato quel risultato a un prezzo inferiore a quello che il cartellino suggerisce. Sommando 1/1,90 + 1/1,90 si ottiene 1,0526: il mercato restituisce a chi punta il 95 % circa di tutto il giocato, e il resto — poco più del 5 % — è il margine, che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata. Con quota 1,85 il margine sale oltre l’8 %; con 2,05 su entrambi gli esiti scende quasi a zero. Esistono mercati a due esiti davvero vicini alla parità, e sono quelli in cui il margine del bookmaker si assottiglia fino a diventare quasi invisibile: non perché l’operatore sia generoso, ma perché la concorrenza su un mercato è più forte che sull’altro. Il margine non è una commissione: è un prezzo imposto sulla quota. La banda va dal 2,5 % su un mercato a due esiti offerto a 2,05, al 5 % a 1,90, all’8,1 % a 1,85.
Che cosa resta al giocatore dopo la quota
Il margine ha una conseguenza che vale la pena guardare in faccia. Se il payout di una partita a due esiti è del 95 %, dieci puntate da 10 € su quel mercato costano in media 5 € al giocatore — non perché abbia perso, ma perché ha pagato il prezzo di accesso a dieci volte. Su un mercato a due esiti offerto a 1,85 il conto sale: dieci puntate da 10 € su un payout di circa il 92 % costano in media quasi 8 €. La quota è il prezzo che il bookmaker paga, e il margine è il prezzo che il giocatore paga per giocare. Un ordine di grandezza, non un conto esatto: dipende da quanti mercati si frequentano.
Come leggere le quote su un mercato a tre esiti
Sul calcio la forma più diffusa è l’1X2, tre esiti invece di due, e il calcolo del margine va fatto su tutti e tre. Con tre esiti il payout scende ancora, perché lo stesso metodo applicato a tre denominazioni aumenta la quota trattenuta: è il prezzo della popolarità. Su un mercato molto seguito il margine può restare basso per la pressione concorrenziale, mentre su un mercato di nicchia — una partita di un campionato minore, un’esibizione, un torneo in cui pochi operatori si fanno concorrenza — la banda si allarga. Il lettore che vuole controllare il numero lo fa con la calcolatrice del telefono: somma 1 diviso ogni quota, guarda quanto manca a uno, e ha il margine.
Il confronto tra i dieci concessionari
Nella tabella che segue i marchi stanno in fila con il loro codice. Nessuna colonna misura la convenienza delle quote, perché le quote cambiano ogni ora e nessun elenco le conserva; quello che resta fermo è la concessione e la società che la detiene, ed è il primo dato da verificare prima di versare.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Che cosa stabiliscono i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Scommesse singole, multiple e sistemi, con Cash Out |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live, mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco scelti in registrazione |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Depositi e prelievi anche con Poste Pay e PayPal |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Pause, limiti di versamento, avvisi di attività e autoesclusione |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € |
Due righe della tabella raccontano una cosa che il codice da solo non dice. Goldbet e Lottomatica portano lo stesso concessionario, Goldbet Better Organization Italy: due marchi, una società, due esperienze diverse sullo stesso conto di gioco alle spalle. Betsson e StarCasinò condividono Azzurri Limited e nemmeno si somigliano, perché uno nasce come sportsbook e l’altro come casinò con un bookmaker dentro. Il numero di concessione non identifica un’offerta, identifica un’autorizzazione.
Un’altra cosa che il codice non dice: l’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi. Una riga sull’elenco non dimostra da sola che quel sito offra scommesse sportive, perché il concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Che il sito offra scommesse lo dimostra il sito stesso, con il suo palinsesto. La presenza in questa tabella non è una raccomandazione, e l’elenco non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di licenza.
Le basi delle scommesse sportive italiane: quota, puntata, palinsesto
Una scommessa sportiva a quota fissa è un contratto a prezzo noto: il giocatore paga la puntata, l’operatore promette la quota. Il resto — quanto si vince, quando si incassa, che cosa si può giocare — sta nelle regole del prodotto, ed è lì che si annidano le voci di costo meno visibili.
La forma più semplice è la singola: una puntata, un esito. La multipla incastra più esiti in un biglietto e moltiplica le quote, così la vincita potenziale cresce e la probabilità di incassarla scende. Il sistema è una via di mezzo: più giocate combinate che permettono di sbagliare qualche pezzo e incassare comunque, al prezzo di puntate multiple. Nessuna delle tre è più conveniente delle altre: cambiano la varianza, non il margine.
L’ordinamento giuridico italiano colloca le scommesse sportive a quota fissa al primo posto dell’elenco dei giochi offeribili a distanza (art. 6, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024), insieme alle scommesse a totalizzatore e a quelle su eventi simulati. La legge prevede anche il totalizzatore, ma se un marchio online lo offra davvero oggi è una domanda senza risposta pubblica.
Che cosa si può davvero mettere in schedina
Un evento, per essere giocabile, deve stare nel palinsesto approvato da ADM. Il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario: sportivi, ippica compresa, e non sportivi. ADM interviene evento per evento, e le tipologie di mercato ammesse non sono pubbliche in un unico elenco.
Il palinsesto è insomma una lista chiusa, non un catalogo aperto. La differenza conta perché gli eventi simulati non sono eventi: le «scommesse su eventi simulati» (art. 2, lett. v)) sono gare, corse e partite generate al computer o riprese e ricostruite, e ogni grande operatore le raccoglie in una sezione «Virtuali». Il margine su un evento simulato è una cosa che nessun confronto pubblico ha misurato, ma la struttura di costo è la stessa di una partita vera.
Quanto vale una quota: la vincita si calcola così
La vincita di una scommessa si ricava da due numeri. Con una puntata di 10 € a quota 1,85 il ritorno in caso di esito favorevole è di 18,50 €, e il profitto netto è di 8,50 €. Su una multipla le quote si moltiplicano prima di essere applicate, quindi 1,85 e 2,10 diventano circa 3,89: dieci euro giocati valgono sui 38,90 € in caso di esito favorevole su entrambe le partite. Il profitto netto, nello stesso scenario, è di 28,90 €.
Il dettaglio che sfugge sempre è che la seconda quota non è «la stessa cosa» della prima: moltiplicare le quote moltiplica il margine composto dentro il biglietto. Un biglietto a tre gambe accumula tre volte il costo di accesso ai mercati, e la vincita potenziale cresce nella stessa proporzione in cui cresce il prezzo che si paga per giocarla.
Se la partita finisce pari: il DNB e l’handicap
Due mercati servono a togliere di mezzo il pareggio. Il draw no bet — rimborso in caso di pareggio — restituisce la puntata quando finisce pari, e costa: la quota è più bassa di quella dell’1X2 sulla stessa idea di partita. L’handicap sposta invece il risultato di partenza di una o più reti, e su un mercato a due esiti, handicap compreso, il margine torna nella banda dei mercati a due possibilità. Il costo del rimborso in caso di pareggio è la quota rinunciata; il costo dell’handicap è la probabilità spostata. Il primo è più leggibile, il secondo nasconde meglio il prezzo.
Non solo il pallone: ippica, virtuali e altro
Accanto al calcio e agli sport di squadra il prodotto più antico è l’ippica. Nel diritto italiano la materia è doppia: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la lettera a) dell’art. 6, comma 1, mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris e le formule a totalizzatore — stanno alla lettera c) e richiedono una concessione propria. Non è una distinzione con effetto immediato sul prezzo di una giocata, ma spiega perché l’ippica sopravvive in schedina in un mercato che il calcio ha conquistato.
Poi ci sono gli eventi non sportivi, che il palinsesto può contenere: musica, cinema, televisione, spettacolo, e persino elezioni politiche. Puntare su un risultato elettorale non è diverso, dal lato del prezzo, dal puntare su una partita: un mercato con pochi partecipanti e informazione disordinata, che nella pratica significa margini larghi.
Concessione ADM, elenco dei siti legali e cosa cambia senza licenza
Per usare le scommesse su un sito in Italia serve che quel sito abbia la concessione ADM per il gioco a distanza: l’autorizzazione è per sito e va letta nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che si controlla in due minuti. Una riga su quell’elenco è la prova della licenza; un buon posizionamento in una classifica non prova nulla.
ADM è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare «AAMS». Le concessioni non sono licenze aperte: si assegnano con gara pubblica. Chi le vince può gestire uno o più dei giochi elencati per al massimo nove anni, senza rinnovo, e tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimento e l’impegno sui limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5).
Concessione per sito, non per azienda
Un’azienda può detenere più concessioni. Eurobet Italia S.r.l. gestisce eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it: tre domini, tre righe, un solo concessionario. Due marchi con lo stesso codice di licenza non diventano per questo lo stesso prodotto.
L’ultimo bando lo mostra in cifre. A settembre 2025 sono state assegnate 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime attivo dal 13 novembre 2025. Le 52 concessioni sono diventate 52 righe nell’elenco, con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it. Un bando da 93 domande ridotte a 46 vincitrici è un filtro economico severo, ed è quello che tiene fuori chi non può permetterselo.
Che cosa significa un nome fuori elenco
Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Non significa che siano irregolari come aziende nel paese in cui sono registrate; significa che non hanno la concessione per offrire gioco a distanza in Italia.
C’è un secondo elenco, e non serve a scegliere: è l’insieme dei siti il cui accesso è inibito, tenuto da ADM con la Guardia di Finanza e Sogei e pubblicato sui loro siti (art. 22, D.Lgs. 41/2024). Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il blocco funziona a livello DNS, e alcuni fornitori di connettività restano indietro. Il risultato è una lista sempre in ritardo su ciò che vuole fermare, e un giocatore che si affida al blocco per orientarsi arriva secondo.
Che cosa rischia chi gioca su un sito senza concessione
Il gioco a distanza offerto a chi si trova in Italia senza concessione è illegale. Non è una questione di etichetta: ADM cita la Legge 401/1989, art. 4, e ricorda che «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Il testo è dell’autorità, e riguarda il giocatore, non solo l’operatore. L’importo dell’ammenda non è noto, e non esistono qui procedimenti contro un giocatore.
Sul lato del pagamento esiste una regola simmetrica. L’art. 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione: la data di entrata in vigore non è confermata, quindi la regola non è ancora un muro operativo. Il giocatore che versa su un conto estero sta comunque affidando i propri soldi a un intermediario che in Italia non risponde a nessuno.
Le regole ADM valgono solo per i concessionari
Il punto che sfugge a chi legge una qualunque comparazione è questo: gli obblighi di protezione — il limite di deposito scelto in registrazione, gli strumenti di autolimitazione, il registro RUA — sono obblighi dei concessionari. Un marchio offshore che accetta giocatori italiani gira su regole proprie, che nessuna autorità italiana ha approvato. Non c’è un modo di far valere un limite di deposito, una pausa o un’autoesclusione su un sito che non è collegato al registro: il giocatore resta senza gli strumenti che in Italia sarebbero automatici.
Limiti, autoesclusione e gioco responsabile: il costo del controllo
Gli strumenti di autolimitazione sono l’unica parte di questa offerta che riduce il costo invece di spostarlo. Sono obbligatori per legge, non regalati, e vale la pena sapere esattamente come funzionano prima di averne bisogno.
L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 mette in fila quello che il concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Il limite scelto in registrazione, e i sette giorni per alzarlo
Chi registra un conto gioco sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale nella fase di registrazione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per aumentarlo. In Admiralbet la richiesta è più larga: in registrazione vanno impostati i limiti su ricariche, spese e tempi di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto che ha effetto immediato e uno aumentato dopo 7 giorni.
Chiedere un aumento è facile in teoria e lento in pratica, ed è esattamente il punto. Il ritardo di una settimana è il prezzo di una decisione presa di sera. Il limite che si sceglie a mente fredda è l’unico vero sconto sul costo totale: meno margine pagato, meno imposta unica generata.
Il RUA: un’autoesclusione che ferma tutte le piattaforme italiane
Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e non è una lista di buoni propositi. Chi vi entra vede bloccato l’accesso a ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e alle sale fisiche. Le condizioni di Admiralbet prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure un tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La stampa di settore colloca in quella data l’avvio delle forme parziali di esclusione, per categoria di prodotto, che la legge già prevede.
Il RUA è il costo più alto che un sistema impone a se stesso: una piattaforma che chiude la porta a un cliente che vuole tornare ha rinunciato al suo margine. Sul piano pratico il registro è anche l’unico strumento che funziona davvero contro la ricaduta, perché un blocco su un singolo conto non serve a nulla quando le piattaforme sono tante.
Pause, avvisi e il Telefono Verde 800 55 88 22
Gli operatori aggiungono strumenti propri sopra l’obbligo di legge. bet365 indica periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia rimanda al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Una pausa breve è uno strumento di controllo economico prima ancora che di salute: chi smette per due settimane ha pagato zero margine per due settimane, e il conto finale di un anno cambia. Gli avvisi automatici fanno invece la cosa che nessuno fa da solo: dicono quanto tempo e quanto denaro sono passati, con numeri, non con impressioni.
Il 0,2 % che il concessionario spende in informazione
C’è una voce che raramente si trova nei confronti. Per l’art. 15, comma 2, ogni concessionario destina lo 0,2 % del proprio ricavo netto a campagne di informazione o comunicazione responsabile, con un tetto di 1.000.000 € l’anno, su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che nessun giocatore vede, ma è il segno che l’operatore non è un soggetto neutrale rispetto al tema: ci mette denaro per contratto.
Bonus di benvenuto e bonus senza deposito: quanto costa il rigioco
Un bonus di benvenuto è denaro con un allegato. L’allegato si chiama requisito di puntata, o rigioco, e dice quante volte quella somma va giocata prima che diventi prelevabile. Le cifre del rigioco non stanno in una legge: non esiste un tetto statutario all’importo del bonus né al rigioco, quindi ogni voce va letta nei termini del singolo operatore.
Il Decreto Dignità non tocca questa parte. Il divieto dell’art. 9, D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito in L. 96/2018, riguarda la pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso; AGCOM lo applica con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto, però, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l)) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m); art. 15, comma 3).
Sul fronte sanzionatorio c’è movimento. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso della sanzione da 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. La modifica proposta da un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026, per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non ha un esito noto, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Quanto vale davvero un bonus «100 %»
Vale la pena tradurre un’offerta in conto. Prendiamo la Sport-50 di NetWin: un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato e con deposito minimo di 20 €, con il codice promo da inserire al primo versamento. Un giocatore che deposita il massimo utile riceve 50 € di bonus, che non sono 50 € di valore: sono un credito da giocare, e il suo valore medio dipende da quanto e a che prezzo lo si gioca.
Supponiamo che quei 50 € vengano puntati una sola volta su un mercato a due esiti e a quota 1,90. Il valore medio con quel payout è di circa 50 × (1,90 − 1) ÷ 1,90 × 0,95, cioè circa 22,50 €. Un’offerta da 50 € che mette in tasca, in media, ventidue euro e mezzo: è questo che significa «100 %», quando il payout del mercato è del 95 %. Con un payout migliore, o con una quota più alta, il valore sale; con un payout peggiore scende. Quello che non cambia è che il bonus paga il gioco, non la vincita.
Il requisito di puntata, o rigioco: quando costa il bonus
Il rigioco è la variabile che trasforma un’offerta generosa in un’offerta costosa. Solo le puntate a quota pari o superiore al minimo richiesto contano ai fini del conteggio, quindi la quota minima funziona da filtro: le giocate a quota bassa, che sono quelle con il margine relativamente più pesante, non si contano.
Immaginiamo un bonus di 100 € con un fattore di rigioco di 5 volte, quindi 500 € di puntate complessive. Chi punta 10 € per volta ha davanti 50 giocate, e 50 giocate su un mercato con margine del 5 % costano in media 25 €: il bonus da 100 €, in questo scenario, si riduce a un vantaggio medio di circa 75 €. Se i 10 € per volta diventano 5 €, le giocate necessarie salgono a 100 e il costo medio resta 25 €, perché il costo dipende dal volume, non dal numero di scommesse. Se il rigioco sale a 10 volte, il volume diventa 1.000 € e il costo medio raddoppia a circa 50 €: metà del bonus è già andata in margine. A parità di bonus, un fattore più alto dimezza il vantaggio medio. Il calcolo è una stima media su molte giocate, non un risultato garantito per una singola sessione.
Il bonus senza deposito non esiste gratis
Nella ricerca di un bonus senza deposito la parola importante è «senza»: senza deposito iniziale. Non significa senza condizioni. Un bonus senza deposito è di norma più piccolo di un bonus sul primo versamento e porta con sé un requisito di puntata, un tetto alla vincita prelevabile e spesso una scadenza; il credito non è denaro, è un gettone con una data. Anche il tetto alla vincita è un costo, e va cercato nei termini con la stessa attenzione del rigioco.
Il prelievo è la voce finale del costo
Il costo di un’offerta si chiude solo quando i soldi escono dal conto. Tra la vincita contabilizzata e l’accredito c’è il trattamento del prelievo, che dipende dagli strumenti accettati per i pagamenti. Lottomatica indica Poste Pay e PayPal tra i metodi accettati per depositi e prelievi, oltre ad altri. Chi usa un metodo che l’operatore accetta solo in entrata scopre il vincolo nel momento peggiore, cioè quando la vincita è sul conto e deve uscire.
Un anno di sport: dove si paga il margine più alto e dove meno
Il calendario è un fatto commerciale, non un fatto tecnico. Un evento molto seguito richiama operatori, e gli operatori in concorrenza comprimono il margine; un evento di nicchia li tiene lontani, e il prezzo dell’accesso sale. È un criterio per scegliere quando giocare che vale più di qualunque classifica dei siti.
App eurobet: nessuna nota qui.
Il calcio: Serie A, Serie B e le coppe
Le competizioni nazionali sono il prodotto di punta, e per l’operatore sono anche il terreno più concorrenziale. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League e Premier League, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si gioca. Chi scommette sul campionato ha la scelta più larga e, di conseguenza, il margine tra i più bassi che l’offerta italiana proponga.
L’ADM interviene anche qui, evento per evento: gli incontri finiscono nel palinsesto approvato uno alla volta. Non è una formalità, è il motivo per cui un campionato straniero può non essere disponibile su un marchio e non su un altro.
L’1X2 e i mercati derivati: dove il margine si comporta diversamente
Sul calcio il mercato principale è l’1X2, tre esiti, e i mercati derivati — Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori, tiri in porta, cartellini, rigori — sono più numerosi di quanto serva. L’offerta lo dimostra: SNAI mette insieme singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori; SNAI ha anche la Scommessa DUO, la Supercombo e la Supercoppia, oltre a Goal, No Goal e Multigoal. Betsson offre 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.
Più mercati vogliono dire più modi di pagare il margine, non migliori: su un mercato derivato di nicchia il costo per unità puntata è tipicamente più alto che sull’1X2, perché non esiste la stessa pressione concorrenziale. Il giocatore che ama i mercati esotici paga la curiosità a un prezzo superiore a quello del vicino che guarda solo il risultato finale.
La Coppa Italia e la Supercoppa
Coppa Italia e Supercoppa italiana sono due occasioni con la stessa struttura di costo delle partite di campionato, ma con meno alternative in casa. Non intaccano il meccanismo del margine: intaccano la probabilità che il giocatore trovi, sullo stesso mercato, un prezzo davvero diverso tra un marchio e l’altro.
Lo strumento che compensa questa povertà di alternative è la combinazione. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis, basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Una quota unica è un prodotto composto: il margine delle tre parti si somma dentro il prezzo finale, ed è comodo quanto costoso.
Sport americani, tennis, basket e motori
Fuori dal calcio l’offerta si allarga su sport con un pubblico solido. bet365 copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre-evento sia live, e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. Lottomatica aggiunge Formula 1 e MotoGP. Eurobet spinge oltre, con un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi.
Il tennis è il caso più interessante dal lato del costo, perché i mercati sono pochi per incontro e quasi tutti a due esiti. Un mercato a due esiti è quello che si presta al margine più basso, eppure il tennis resta un mercato di operatori: la quota su un match minore è spesso la stessa da tutti, e la scelta si riduce a quale conto tenere aperto.
Le MMA e gli eventi italiani degli sport da combattimento
Sugli sport da combattimento l’offerta italiana è meno fitta che sul calcio. bet365 elenca la boxe tra le discipline coperte, pre-evento e live; Eurobet aggiunge rugby, golf e scacchi, che dicono quanto largo possa essere il palinsesto di un concessionario quando decide di allargarlo.
Per chi cerca mercati specifici su un incontro di MMA, la cosa da verificare è l’esistenza dell’evento nel palinsesto del singolo marchio, non la presenza di un reparto dedicato nella home page. La disponibilità la dichiara il sito stesso con il suo palinsesto; un elenco di concessionari non contiene quella informazione.
La formula lunga: multipla e sistema, con il conto in chiaro
Chi gioca una multipla paga il margine una volta per ogni gamba. Prendiamo tre partite giocate a 1,90 ciascuna: la quota complessiva è 1,90 × 1,90 × 1,90, cioè 6,859. Una puntata da 5 € restituisce in caso di esito favorevole su tutte e tre 34,29 € circa, con un profitto netto di circa 29,29 €. Le stesse tre partite giocate singolarmente a 5 € l’una costerebbero 15 € e, con tre esiti favorevoli, restituirebbero 28,50 €.
La differenza non è un premio: è il prezzo del prodotto composto. Ogni gamba porta con sé il proprio margine — poco più del 5 % in questo esempio, con entrambi gli esiti a 1,90 — e su tre gambe il costo si moltiplica insieme alle quote. La vincita potenziale cresce, la parte che resta all’operatore cresce nella stessa proporzione, e la probabilità di incassare diminuisce. Un sistema con quattro gare e tre esiti indovinati su quattro è una via di mezzo: la varianza scende, il volume di puntate sale, e il conto in margine resta lo stesso per unità giocata.
Che cosa si gioca in mezzo alla settimana
Il palinsesto del lunedì è più povero di quello del sabato, ma non è vuoto: gli eventi simulati riempiono le ore morte e li trovano tutti. Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte; SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno tra calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo. Lottomatica schiera calcio, corse di cavalli al trotto e al galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio; Eurobet ha partite simulate, corse di cavalli, corse di cani e Palline 2.0.
Sul virtuale il giocatore non guarda una partita: guarda un prodotto che l’operatore controlla interamente. Un mercato a due esiti chiuso e replicato centinaia di volte al giorno è il posto in cui il margine si accumula più in fretta, perché il volume di giocate che permette è enorme. Il virtuale è il modo più rapido di pagare il prezzo di accesso molte volte in poche ore.
I dieci concessionari, uno per uno, e quanto costa ciascuno
Qui si legge ogni marchio con il metro del costo: che cosa offre, a quali condizioni, e a chi conviene. Tutti e dieci sono nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza con un codice di concessione; l’ordine non è una graduatoria e la presenza in questa pagina non è una raccomandazione.
SNAI: il catalogo più largo, e la quota che si chiude prima della fine
SNAI, concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa, gioca sull’ampiezza. La sua app mette insieme scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e con la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Il Cash Out è uno strumento di prezzo, non di previsione: chi chiude prima accetta la valutazione che il bookmaker gli fa in quel momento, e quella valutazione contiene il margine. Chiudere presto non è gratis, è un secondo pagamento per lo stesso evento.
Il resto del profilo è coerente con l’ampiezza. La funzione My Combo combina più pronostici sulla stessa partita e unisce più My Combo su match o sport diversi con una quota unica; l’offerta comprende la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi al giorno e la sezione affianca alle scommesse sportive ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster; i nuovi utenti dell’app hanno un bonus di benvenuto, con promozioni settimanali e offerte periodiche.
Sul lato materiale l’app fa una cosa che poche fanno: prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita SNAI più vicino, e scansionare con l’app una schedina giocata in negozio per sapere subito se è vincente, oppure verificarne un biglietto inquadrando il QR Code stampato sul ticket. Il conto si gestisce dall’app, con ricarica in più modalità e un’assistenza indicata come disponibile 7 giorni su 7.
Giudizio: è il profilo di chi gioca spesso e con biglietti complicati, perché la varietà di mercati e le funzioni di chiusura anticipata servono proprio lì. Chi cerca il prezzo più basso su una singola secca su una partita di cartello non trova in questo catalogo niente di diverso dal resto del mercato, e il Cash Out usato come riflesso diventa una seconda commissione pagata a ogni ripensamento.
Betsson: copertura piena su pre-match e live, senza fronzoli
Betsson, concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited, punta sulla copertura. La sua app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È un catalogo da sportsbook puro, senza il contorno di un casinò già nel nome.
Il live è la parte che va letta con attenzione dal lato del costo. Una quota live si muove mentre l’evento si muove, e il margine su un mercato in-play non è quello di un mercato pre-match: gli operatori lo aggiustano in continuazione, e ADM non pubblica un elenco dei mercati live ammessi né regole su ritardi ed eventi. Chi vive di live si confronta quindi con un prezzo che nessun confronto pubblico registra.
Il giudizio qui è di sostanza: un conto Betsson ha senso per chi vuole scommettere durante la partita senza cambiare piattaforma in corsa. Chi gioca solo pre-match su un mercato principale ha davanti lo stesso prezzo che troverebbe altrove, e altri marchi gli offrono in più una rete di punti vendita.
Betfair: il marchio dell’exchange, e la parte sportsbook
Betfair, concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l., porta nel confronto una storia che gli altri non hanno: l’exchange. Il betting exchange — punta e banca — è un gioco a sé nell’ordinamento italiano (art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024): il giocatore può essere chi punta o chi banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. È descritto come il primo marchio a farlo, con la concessione 16028.
Sul lato sportivo l’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti dell’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passaggi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere pubblicamente.
Il giudizio è netto: qui il costo cambia natura, perché in un exchange il prezzo lo fanno gli altri giocatori e la piattaforma incassa in altro modo. È il profilo giusto per chi sa già leggere una quota e vuole trattare il mercato come un mercato. Chi cerca la schedina semplice con bonus di benvenuto sul primo deposito sta guardando l’offerta sbagliata.
AdmiralBet: i limiti scritti in registrazione, prima di qualunque puntata
AdmiralBet, concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l., si distingue per una cosa che non si vede nelle quote. In registrazione chiede di impostare limiti personali su ricariche, spese e tempi di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono anche l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Un limite chiesto in registrazione è il contrario di una barriera: è una decisione presa prima di avere una ragione per non prenderla, ed è l’unico strumento che agisce sul risultato di un anno intero. La settimana di attesa per alzarlo è la parte che costa, e serve esattamente a chi la trova scomoda.
Il giudizio segue da qui: un conto con questi limiti vale più per chi ha una storia di giocate impulsive che per chi punta una volta ogni domenica. Chi gioca raramente e cifre piccole trova il rito della registrazione un po’ pesante e nessun vantaggio concreto sul prezzo delle quote.
Goldbet: il marchio generalista, e la rete dei punti vendita
Goldbet, concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., è il generalista del gruppo. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
La cosa che colpisce leggendo il codice è un’altra: Goldbet Better Organization Italy detiene anche la concessione di Lottomatica, n. 16010. Due marchi in questa stessa pagina appartengono alla stessa società, con due interfacce e due app. Per il giocatore la conseguenza pratica è che una comparazione fatta sulle app non è una comparazione fatta sulle aziende: due conti diversi possono poggiare sulla stessa struttura.
Giudizio: Goldbet funziona per chi vuole una schedina semplice su calcio e altri sport senza passare da un catalogo specialistico, e il bonus di benvenuto è la ragione per cui molti lo aprono. Chi cerca mercati derivati o strumenti di chiusura anticipata trova qui meno di quanto trovi altrove, e il prezzo su un mercato principale è quello di tutti.
Sisal: mille eventi al giorno e il negozio all’angolo
Sisal, concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a., ha il profilo più integrato del gruppo. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Lo streaming gratuito è la voce di costo che non compare nelle quote: vedere la partita mentre si gioca significa decidere con più informazioni, e su un mercato live l’informazione è il prodotto.
Il resto del catalogo è altrettanto fitto. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare per sapere subito se è vincente. Per il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il credito accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Giudizio: è il marchio per chi vuole la stessa esperienza in negozio e sul telefono, e per chi guarda le partite mentre gioca. Il bonus di benvenuto legato a una prima ricarica è la ragione per cui molta parte del pubblico lo sceglie, ma è anche l’offerta con il requisito più classico del mercato: chi non ha intenzione di rigiocare il credito sta pagando un prezzo per qualcosa che userà a metà.
Lottomatica: il deposito che si fa con PayPal o Poste Pay
Lottomatica, concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., gioca la carta della comodità. La sua app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita, e i Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli al trotto e al galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.
Sul lato del costo il dato più utile è un altro: il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi Poste Pay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. Un metodo che funziona in entrambe le direzioni evita il passaggio in cui il giocatore scopre un vincolo quando vuole incassare. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali.
Giudizio: conta per chi non ha una carta di credito dedicata al gioco e vuole muovere denaro con gli strumenti che usa già ogni giorno. Sugli stessi mercati, la copertura è quella della concorrenza e il prezzo non si distingue; quello che si distingue è la facilità con cui i soldi entrano ed escono, ed è una voce di costo anche questa.
StarCasinò: casinò prima, scommesse sportive dopo
StarCasinò, concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited, è il marchio che questa pagina deve guardare con più freddezza rispetto al proprio tema. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, ma il suo centro è altrove: slot e Live Casinò sono la parte intorno a cui il resto è costruito.
La concessione la copre anche per le scommesse, quindi sotto il profilo formale è un operatore autorizzato come gli altri, e Azzurri Limited è lo stesso concessionario di Betsson, altro marchio in questa pagina con un’anima completamente diversa. Ma un catalogo sportivo che vive accanto a slot e Live Casinò porta con sé una tentazione di gioco che ha poco a che vedere con il margine di un mercato 1X2, e chi arriva qui per il casinò paga un prezzo medio per unità giocata molto più alto di quello che pagherebbe su una schedina di calcio: nel casinò il ritorno al giocatore è strutturalmente inferiore a quello di un mercato sportivo a due esiti.
Giudizio: resta nel confronto per completezza e per la licenza, ma non è il marchio da scegliere se l’obiettivo è scommettere sullo sport a costi contenuti. Chi cerca slot e live con un reparto sportivo accessorio si trova nel posto giusto; chi vuole solo scommesse ha, nella stessa lista, marchi costruiti su misura.
bet365: la concessione con il margine da leggere, e una partnership europea
bet365, concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. L’accordo con la competizione europea è un dato di posizionamento, non un vantaggio di prezzo: un partner ufficiale non offre quote migliori, offre più visibilità in un mercato in cui la pubblicità diretta è vietata.
Sul gioco responsabile il marchio elenca strumenti concreti: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il rimando, per i residenti in Italia, al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Giudizio: il profilo è quello di chi vuole copertura internazionale e sport non italiani nella stessa piattaforma, e gli strumenti di autolimitazione sono completi. Il confronto con gli altri marchi non si fa sul nome del partner, si fa su quanto resta dopo il margine: un conto bet365 ha senso per chi usa la piattaforma per più sport, non per chi cerca un’offerta di benvenuto.
NetWin: un bonus reale, con il deposito minimo in chiaro
NetWin, concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a., chiude la lista con l’offerta più esplicita del gruppo. Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Il termine «reale» è la parte da pesare: distingue questa offerta da un credito di gioco puro, ma non la trasforma in denaro liquido prima delle condizioni.
I due numeri leggibili — tetto di 50 € e deposito minimo di 20 € — dicono già molto. Il tetto basso limita il vantaggio medio, e il deposito minimo alto rispetto al tetto significa che chi deposita 20 € non prende il massimo dell’offerta: per arrivare a 50 € di bonus bisogna versare almeno 50 €. Chi versa la cifra minima prende il 40 % di un’offerta che si presenta come «100 %».
Giudizio: l’offerta è piccola e leggibile, e va bene così. Il tetto la rende poco interessante per chi punta cifre alte, mentre il deposito minimo di 20 € la mette fuori portata per chi voleva provare senza versare nulla. Chi vuole un bonus che si esaurisce subito senza impegnare il conto per mesi trova qui esattamente quello.
Il conto del margine su una stagione
Mettiamo insieme i numeri della pagina, senza aggiungere nulla. Chi punta 100 € al mese su un mercato a quota 1,90 paga in media poco più del 5 % di margine su quel volume: circa 5 € al mese, sessanta euro in un anno. La stessa cifra giocata su un mercato a quota 1,85 ne costa circa 8 al mese, quasi cento in un anno. Con un bonus di 100 € e un rigioco di 5 volte il costo medio di chiusura è di circa 25 €, che su un anno di gioco regolare è il 40 % di un bonus.
Nessuno di questi numeri dice quanto si vince, e nessuno può dirlo. Dicono quanto costa giocare, ed è la sola parte del conto che si può prevedere. Il margine è una stima media su molte giocate: su una singola schedina non si vede, su un anno si vede benissimo.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che riporta per ogni riga un codice di concessione e il sito .it collegato. La concessione è per sito, non per azienda, e l’elenco non indica i giochi offerti: che il marchio proponga scommesse sportive lo mostra il suo palinsesto. Gli operatori pubblicano numero di concessione e società nei propri termini.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 10 € a quota 1,85 il ritorno è 18,50 € e il profitto 8,50 €. Su una multipla le quote si moltiplicano prima: 1,85 e 2,10 valgono circa 3,89, e i 10 € diventano circa 38,90 €.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si somma 1 diviso ogni quota dello stesso mercato e si guarda quanto manca a uno. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 la somma è circa 1,0526: il payout è intorno al 95 % e il margine poco più del 5 %. Con 1,85 su entrambi gli esiti il margine supera l’8 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni. AdmiralBet chiede di impostare anche limiti su ricariche, spese e tempi di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile. La riduzione è sempre immediata, l’aumento no.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
L’imposta unica è in capo al concessionario, e secondo la stampa di settore le vincite pagate da un operatore con concessione ADM non vengono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo avviene alla fonte. La conferma su una pagina dell’amministrazione finanziaria non è disponibile, quindi conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non applica gli obblighi di autolimitazione italiani ed è esposto all’oscuramento a livello DNS. ADM cita la Legge 401/1989, art. 4, e ricorda che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Licenza ADM e sicurezza – scommesseconspid
Contenuto creato dal team «scommesseconspid»
