Scommesse con licenza in Italia: chi può davvero accettare la tua giocata
Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026, verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e sulle condizioni contrattuali dei singoli operatori.
Un bookmaker che accetta giocate in Italia non ha bisogno di dire che è legale: ha bisogno di dire quale numero di concessione gli è stato assegnato. La differenza tra le due cose è tutta la questione. Un titolo si legge, si controlla, si confronta riga per riga su un elenco pubblico; uno slogan no. E la prima scoperta, per chi apre la pagina dell’elenco cercando il proprio conto, è che il titolo non accompagna il marchio — accompagna l’indirizzo .it su cui si scommette.
Il quadro normativo non è un dettaglio burocratico da saltare. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riordinato il settore dei giochi pubblici a distanza e ha riscritto le regole della concessione: le licenze sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non permessi aperti che chiunque può comprare. Le 52 concessioni della gara di settembre 2025 sono andate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Quel prezzo spiega molte cose. Un operatore che ha pagato per entrare nel mercato italiano sta comprando anche la vigilanza che ne deriva: i controlli dell’Agenzia, l’obbligo di collegarsi al registro degli autoesclusi, gli strumenti di limitazione che deve mettere a disposizione del conto di gioco, un foro competente in Italia. Chi non ha pagato nulla non ha comprato nemmeno quelli. Nessuno regala la tutela.
La strada che porta a un bookmaker con titolo, però, non è una sola. C’è chi arriva dalla registrazione tradizionale con la copia del documento, chi preferisce l’identificazione con SPID, chi sceglie un operatore perché gli interessa il prodotto — mercati, streaming, una funzione per chiudere la giocata prima della fine — e chi parte dalla protezione, cioè dai limiti che vuole imporre a se stesso prima ancora di guardare una quota. Il percorso giusto dipende da cosa si sta cercando, e le prossime sezioni li separano.
Elenco ADM, concessione e registri: la normativa che decide chi può accettare la giocata
La domanda pratica non è «questo bookmaker è affidabile?», ma «questo bookmaker è sulla lista?». Sono due domande diverse, e la seconda ha una risposta pubblica.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta ADM (ex AAMS) la prima volta e ADM dopo, pubblica l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza». Il decreto 41/2024, all’art. 22, comma 1, stabilisce che l’Agenzia — d’intesa con la Guardia di Finanza e con Sogei — redige sia la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari, sia quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Chi ha bisogno di una prova non deve fidarsi di una pagina di comparazione: gli basta aprire l’elenco e cercare.
Letto il 25 ottobre 2026, quell’elenco ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce i marchi Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda. Questa è la riga che quasi tutti leggono male: il marchio famoso non è il titolare. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), Betsson e Starcasino ad Azzurri Limited. Se il confronto si fa sui nomi dei marchi, si sta confrontando la parte sbagliata del contratto.
Cosa cambia tra una concessione per sito e il dominio .it che si apre nel browser
Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell’Agenzia. La conseguenza strutturale è che l’offerta autorizzata vive su un dominio .it: è il sito legato al titolo quello che compare nell’elenco, ed è quello che l’operatore cita nei propri termini. Admiralbet, per esempio, si dichiara concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e indica di fornire il servizio tramite il proprio sito italiano.
Il dominio non è una decorazione. È il punto in cui l’operatore dichiara su quale dei suoi titoli sta accettando la giocata dell’italiano, e quindi anche il punto in cui si verifica se quel titolo esiste. Un marchio presente in mezzo mondo con una pagina .com raggiungibile dall’Italia non ha, per quel fatto, alcun diritto di raccogliere scommesse da un residente italiano.
L’elenco, però, non dice tutto. Non ha una colonna per i giochi: un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Il nome sull’elenco non dimostra da solo che quell’operatore offra scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, e il palinsesto che l’Agenzia gli ha approvato.
Il palinsesto: la seconda verifica che quasi nessuno fa
L’art. 2, lett. s) del decreto definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. Gli eventi vengono autorizzati uno per uno: a settembre 2026 l’Agenzia ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore.
Il punto non è l’evento esotico. È che la legittimità di una giocata ha un secondo livello, oltre la concessione: quel mercato, su quell’evento, è dentro il programma approvato? Quali sport e quali tipi di giocata contenga il palinsesto non è pubblico in forma di elenco consultabile, e questa è una zona in cui il giocatore si muove sulla fiducia che l’operatore stia rispettando le proprie condizioni.
Le scommesse su eventi simulati — l’art. 2, lett. v) le definisce come gare simulate al computer, mostrate con animazioni o con un evento reale preregistrato — rientrano nella concessione per le scommesse sportive, e le sezioni «Virtuali» dei siti degli operatori le ospitano. L’ippica, invece, vale la pena di leggerla con attenzione perché sono due cose diverse: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione a parte. Se un brand porti online i totalizzatori di ippica nazionale, nessuno lo dice con chiarezza.
Il betting exchange è un gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritto come il primo operatore ad averlo portato in Italia, con la concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, invece, è materia aperta.
Nessun tetto di legge in euro sulle puntate nelle scommesse sportive risulta fissato. Gli strumenti che limitano davvero sono i self-limits scelti dal giocatore e il limite di deposito impostato in registrazione. Chi cerca un numero che lo protegga dall’esterno non lo troverà: la protezione è una decisione, non una soglia.
Quali marchi l’elenco non contiene, e perché la differenza conta
Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026. Sono quattro nomi che compaiono spesso nelle ricerche di chi cerca scommesse in italiano, e la loro assenza dall’elenco è un fatto, non un’opinione.
Il titolo estero non li salva: una licenza rilasciata da un’altra giurisdizione non ha alcun valore in Italia. Nessuna autorità italiana l’ha rilasciata, nessun obbligo di collegamento al registro degli autoesclusi ne deriva, nessun foro italiano si apre per una controversia. L’operatore resta libero di accettare la giocata, di pagarla o di non pagarla, secondo le proprie regole interne.
Per completezza: non essere tra i dieci operatori confrontati in questa pagina non significa essere privi di concessione. L’elenco contiene 52 righe e questa pagina ne guarda dieci. Il mercato è più grande del confronto, e un marchio assente da qui non è per questo fuori legge.
Gli emendamenti successivi al decreto del 2024 non sono noti. Su questo, come su ogni regola che cambia, l’elenco aggiornato dell’Agenzia resta la fonte da controllare, non un articolo scritto mesi prima.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che un concessionario deve mettere sul conto di gioco
La differenza tra un sito con concessione e uno senza non si vede nelle quote. Si vede nei pulsanti che l’operatore è tenuto a mostrare e che l’altro non ha nessun motivo di replicare.

L’art. 15, comma 1, del decreto 41/2024 elenca gli strumenti che il concessionario deve garantire: autolimitazioni di tempo, di spesa e di perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’Agenzia; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sono obblighi, non gentilezze.
Il giocatore non è spettatore di questo sistema. In registrazione sceglie una soglia di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già al momento dell’iscrizione. L’asimmetria tra abbassare e alzare una soglia è la parte da capire: un limite ridotto ha effetto immediato, un limite aumentato entra in vigore dopo sette giorni. Se aggiungere denaro deve essere un gesto rapido e toglierlo un gesto lento, la regola è già scritta — solo nel verso opposto a quello che il conto di gioco suggerisce.
L’età minima è 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) indica la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18. È una delle poche regole che non dipende dall’operatore.
Il conto di gioco, comunque lo si apra, richiede l’identificazione piena. Due strade convivono: la registrazione con il modulo e la copia di un documento, oppure l’identificazione con SPID, e alcune procedure ammettono anche la CIE. Chi non usa SPID deve sapere che l’account va convalidato entro 30 giorni, come dichiarano le pagine degli operatori: passata la scadenza il conto viene sospeso e i prelievi restano bloccati. È il tipo di dettaglio che nessuno legge finché non è tardi.
Bet365 mette insieme pause di gioco, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione tra i propri strumenti di gioco responsabile, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un numero che vale la pena salvare prima di averne bisogno.
Il Registro Unico degli Autoesclusi, e cosa resta scoperto fuori da lì
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è nato nel 2018 e copre tutti i concessionari del gioco a distanza. È il vero moltiplicatore di ogni misura presa su un singolo conto: quello che il giocatore chiude, lo chiude ovunque.
La richiesta si presenta dal portale dell’Agenzia con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco. Due porte, nessuna delle quali obbliga a spiegare a un operatore perché si sta uscendo. L’art. 15, comma 1, lett. e) del decreto richiede gli strumenti di autoesclusione per un periodo che fissa il giocatore.
L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco della possibilità di aprire nuovi conti — oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Questa granularità è più utile di quanto sembri: chi vuole solo togliere di mezzo una quota fissa che lo sta consumando non deve rinunciare a tutto.
Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi né giocate e non si possono aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. La parte rassicurante è quella finale, e vale la pena di dirla chiaramente: uscire non significa perdere quello che è sul conto.
I siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Qui sta il punto che rende l’autoesclusione diversa da ogni altro strumento: chi si esclude da un operatore senza titolo resta raggiungibile da quell’operatore, e da tutti gli altri della stessa specie.
Limiti di deposito, ricariche e punti vendita: quando il conto non si alimenta dalla carta
Un canale di ricarica merita una descrizione a sé, perché in pochi lo conoscono e in molti lo confondono con lo sportello. L’art. 13 del decreto 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: gli esercizi — tabaccai, ricevitorie — iscritti in un registro tenuto dall’Agenzia. Il punto vendita ricarica il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non può pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno all’esercente.
Le limitazioni non sono casuali. Un conto che si ricarica in contanti ha un argine settimanale basso e un registro che lo traccia; è il contrario del conto a cui si attinge senza pensieri. Tra gli strumenti che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM figurano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco esatto di ciascun operatore sta nelle sue condizioni.
Sul cripto presso i concessionari ADM la situazione è indefinita, e nessuna norma che nomini strumenti approvati è nota. Vale la pena notarlo perché il tema ricorre nelle ricerche insieme alle scommesse: qui non c’è una risposta definitiva da dare. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la data di entrata in vigore non è confermata.
L’obbligo informativo completa il quadro. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che non cambia la vita di nessun giocatore preso singolarmente, ma dice quale sia il patto: una parte del margine torna indietro sotto forma di avvertenze.
Classifica e criteri: dieci concessionari ADM a confronto, marchio per marchio
Prima di guardare i numeri, il criterio con cui sono ordinati. Non è una graduatoria di convenienza e non è una raccomandazione: è un confronto tra dieci brand che compaiono nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, ciascuno con un codice di concessione e un sito .it, e sui quali esistono elementi verificabili sul prodotto sportivo.
Il numero di concessione è il primo dato da cercare in ogni riga, perché è l’unico che l’operatore non può cambiare a piacere. La seconda colonna è la più utile e la meno ovvia: il concessionario spesso non porta il nome del marchio. Basta questo per capire quanto poco significhi leggere un confronto per marche.
Il resto lo fa il prodotto: quali mercati, quale profondità sul live, quali funzioni come il cash out, quali strumenti di protezione. Su alcune caselle non ci sono valori da mettere, e la casella resta vuota senza che una frase spieghi perché.
| Marchio | Titolare della concessione e numero ADM | Cosa dicono le condizioni del conto di gioco |
|---|---|---|
| BetFlag | Betflag S.p.a. — concessione n. 16008 | apertura del conto anche con identificazione SPID o CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
| Sisal | Sisal Italia S.p.a. — concessione n. 16020 | — |
| SNAI | Snaitech Spa — concessione n. 16032 | — |
| William Hill | William Hill Malta Plc — concessione n. 16044 | limiti di utilizzo dei bonus sportivi e requisito di giocata fissato dalle normative ADM |
| bet365 | Hillside (New Media Malta) Plc — concessione n. 16030 | pause di gioco, limiti di versamento, avvisi sull’attività e autoesclusione tra gli strumenti di gioco responsabile |
| Planetwin365 | Pwo S.p.a. — concessione n. 16007 | — |
| Betfair | Betfair Italia S.r.l. — concessione n. 16028 | — |
| Lottomatica | Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) — concessione n. 16010 | — |
| AdmiralBet | Admiral Bet S.r.l. — concessione n. 16048 | limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; riduzione immediata, aumento dopo 7 giorni; autoesclusione da 30, 60, 90 giorni o a tempo indeterminato |
| Betsson | Azzurri Limited — concessione n. 16027 | — |
La colonna più interessante è quella dei marchi che scrivono qualcosa. Le altre sette righe restano vuote perché i dati che ho verificato non offrono una precisazione ulteriore, e una casella vuota è più onesta di una frase generica riempita per simmetria. Chi vuole quel dettaglio lo trova nelle condizioni del conto di gioco dell’operatore, che è il documento che conta davvero.
Il secondo punto che il confronto mette in chiaro riguarda il nome sotto cui si scommette. Quando Lottomatica fa capo a GBO Italy e Betsson ad Azzurri Limited, il rapporto contrattuale del giocatore non è con il marchio che ha in mente, ma con una società che in Italia detiene il titolo. Non cambia l’esperienza sul sito. Cambia, per esempio, l’interlocutore in una contestazione.
Cosa pesa davvero nella scelta tra i dieci
La prima variabile è la registrazione. Chi ha SPID si trova davanti a un percorso breve, con identificazione che importa i dati e richiede un codice temporaneo (OTP), come nel caso di Admiralbet; chi non ce l’ha sceglie il modulo e la copia del documento in .pdf, .jpg o .png e si tiene stretta la finestra dei 30 giorni per la convalida. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica. Non è una differenza di qualità, è una differenza di attrito, e vale mezz’ora di vita.
La seconda è il prodotto. Le app degli operatori ADM raccontano il tipo di scommettitore a cui parlano, e le differenze non sono piccole.
| Marchio | Copertura e mercati che le app dichiarano | Funzioni da segnalare |
|---|---|---|
| Sisal | oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live | streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket; accesso al conto con Touch ID; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal/No Goal, Multigoal |
| SNAI | schedine singole, multiple e sistemi; risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori | Cash Out per chiudere la schedina prima della fine dell’evento |
| bet365 | Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf, tennis; pre evento e live | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League |
| Planetwin365 | Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, Champions League, Europa League, Conference League; più di 20 tipologie di sport | risultati in diretta |
| Betfair | Esito Finale, Under/Over, Multigol, mercati combo | sezione Supercombo con combo e mercati «unici» a quota maggiorata |
| Lottomatica | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi | quote e risultati in tempo reale, streaming per il live |
| Betsson | migliaia di eventi pre-match e live | 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori, combo |
| William Hill | — | Bonus Sport da 10 € con registrazione SPID; bonus di verifica da 5 € con registrazione manuale dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| AdmiralBet | — | registrazione con documento o con SPID di livello 2, che richiede codice temporaneo (OTP) |
| BetFlag | — | apertura del conto con SPID o CIE |
Anche qui le righe vuote dicono qualcosa: il prodotto sportivo di William Hill, AdmiralBet e BetFlag non è descritto da un catalogo di mercati in questa sede, e non serve inventarne uno. Un confronto serio sopporta l’asimmetria dei dati senza fabbricare simmetria.
La terza variabile è quella che non si vede in nessuna delle due tabelle: quanto costa in media quel prodotto. Le quote di calcio, in particolare, hanno un margine incorporato che non si legge mai accanto al prezzo. Un mercato a due esiti entrambi quotati 1,90 restituisce una quota di payout del 95,2 %. Detto in modo più diretto: su ogni 100 € puntati su un mercato così, circa 95 € tornano indietro ai giocatori nel lungo periodo e circa 5 € restano al bookmaker.
Sono numeri di mercato, non di questo o quell’operatore, e servono esattamente per questo: mostrare l’ordine di grandezza del costo che sta dentro ogni quota. Chi punta per diletto non deve farci nulla. Chi punta spesso su mercati a margine alto — combo, marcatori, mercati secondari — sta pagando più di quei cinque euro, ogni volta.
Il conto diventa utile quando si applica a un’offerta. Se un requisito di giocata obbliga a puntare molto oltre la somma ricevuta, e ogni puntata attraversa un margine del 5 % circa, il costo atteso di quella giocata obbligata è proporzionale al volume, non al bonus. Un giocatore che fa girare dieci volte una somma piccola paga più di quanto abbia ricevuto, e lo scopre alla fine.
Fondamenti delle scommesse con licenza: come funziona la concessione, il conto e il costo di una giocata
Qui vale la pena di separare due cose che le pagine di confronto tengono insieme per comodità: la legalità e la struttura della scommessa. Sono piani diversi che producono errori diversi.

La forma di una scommessa sportiva su un sito autorizzato
Il prodotto centrale della concessione è la scommessa sportiva a quota fissa, «scommesse sportive a quota fissa» nella lingua del decreto; la legge prevede anche il totalizzatore, ma se un marchio online offra oggi scommesse a totalizzatore non risulta. La quota fissa è quella che il giocatore conosce: il prezzo è fissato al momento della giocata e non cambia più, qualunque cosa accada dopo.
Il resto del vocabolario conta quando si firmano i termini di un’offerta: la singola è una giocata sola su un evento, la multipla lega più esiti in una schedina il cui prezzo è il prodotto delle singole quote, il sistema è un insieme di multiple combinate. Il cash out, che gli operatori italiani tengono in inglese, permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca incassando il valore corrente della schedina. Il DNB, «rimborso in caso di pareggio», restituisce la puntata se l’esito è il pareggio. Il GG/NG è goal/no goal, Under/Over è la linea sui gol, l’handicap sposta il risultato di partenza.
Il pre-match e il live non sono due modi di dire la stessa cosa. Nel primo il tempo di lettura è tuo e il prezzo è già lì; nel secondo il mercato si muove mentre l’evento si gioca, e con l’evento si muovono anche le occasioni di sbagliare. IL giocatore che scommette live paga spesso la comodità con un margine più alto e con qualche secondo di ritardo tra quello che vede e quello che il mercato ha già prezzato. Bet365 dichiara copertura su tennis, freccette, boxe e freccette in programma insieme al calcio e all’ippica; Planetwin365 elenca più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta; Sisal parla di oltre 15.000 eventi live con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket.
Il live è la novità più grande degli ultimi anni e anche la più sopravvalutata. La comodità di seguire la partita mentre si punta non è un vantaggio sul bookmaker: è un vantaggio sulle proprie intenzioni di giocare una sola schedina.
Cosa costa la legalità: i flagelli della pubblicità e il conto del giocatore
C’è un capitolo che su un sito con concessione si legge raramente e che chi cerca «scommesse con licenza» dovrebbe conoscere: la pubblicità è vietata.
Il Decreto Dignità, art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. L’Agenzia lo cita nel comunicato del 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. L’Agenzia aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione può attirare provvedimenti dell’Autorità anche sui mezzi che ospitano quella pubblicità.
Il quadro non è fermo. La stampa di settore riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti — C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento proposto da Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non è legge. Alla data di verifica il divieto è in vigore.
Curiosamente, il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Detto in altro modo: il legislatore ha deciso che si può pubblicizzare il gioco sicuro, ma non il gioco che invita a giocare.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e un tetto di legge né sui bonus né sui requisiti di giocata risulta fissato: importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. William Hill, per esempio, accreditano il Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e l’operatore precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM.
Leggere la frase «non sono subito prelevabili» cambia il valore dell’offerta più di qualunque cifra che la precede. Un bonus sportivo è credito che diventa denaro solo dopo un percorso, e quel percorso ha una scadenza, un importo massimo per giocata e una quota minima. Il nome sull’app non è il conto.
Quanto costa far girare un’offerta: la stima del costo atteso
L’aritmetica qui non è complicata, e vale la pena di farla una volta per tutte, perché è il calcolo che nessuna comunicazione promozionale mette accanto al premio.
Prendiamo una situazione illustrativa, non la proposta di un operatore: un giocatore che ha scelto in registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e punta quella somma una volta sola su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90. A quelle quote il margine del mercato è del 4,8 % circa, cioè la quota di payout è del 95,2 %.
Se il percorso per liberare un bonus sportivo imponesse cinque volte quella somma — e il vincolo dipende interamente dalle condizioni dell’operatore, non da questo esempio — il volume obbligato sarebbe di 500 €. Con un margine intorno al 5 % su ogni puntata, il costo atteso di far girare l’offerta sta intorno ai 25 € nel caso della quota minima, un po’ meno se le puntate obbligate includono anche il deposito e un po’ più se il requisito di rigioco sale o se il mercato su cui si è obbligati a giocare ha un margine più alto del 5 %. La fascia dentro cui ragionevolmente ci si muove è larga, e comprenderla è più utile che fissare una cifra: da un minimo intorno ai 10-15 € per requisiti leggeri su mercati principali, fino a superare i 30-40 € quando il rigioco è alto e la quota minima bassa.
La lettura da portare via è una sola: il costo si conta sul volume delle giocate obbligate, non sull’importo del bonus, perché è il volume a essere tassato dal margine. Un bonus che vale meno del costo atteso della sua movimentazione non è un regalo. È un costo con un premio in mezzo.
L’assunzione chiave è che venga giocata solo la somma del bonus o la somma del deposito, a seconda di cosa il requisito prende a base; ogni puntata aggiuntiva oltre il volume obbligato è costo in più. Il numero di puntate è il volume diviso la puntata singola: con un requisito di 500 € e puntate da 100 €, sono cinque scommesse, e tutte devono rispettare la quota minima indicata nelle condizioni, altrimenti non contano.
Un giocatore che punta tutti i giorni non ha bisogno di questo conto. Un giocatore che apre un conto per il bonus e poi lo abbandona ha appena pagato una tassa volontaria al bookmaker. E il margine del mercato resta lì in entrambi i casi.
La stima applicata alle condizioni di un concessionario
Il caso in cui il conto diventa concreto è William Hill, unico marchio tra i dieci di cui questa pagina tratti un’offerta di benvenuto con numeri verificabili. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € per chi si registra con SPID, e prevede un bonus di verifica da 5 € con la registrazione manuale, dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Prendiamo il percorso da 10 €. Se il requisito di giocata previsto dalle normative ADM imponesse di far girare quella somma un certo numero di volte su mercati a quota minima, e il margine medio incontrato lungo il percorso fosse intorno al 5 %, il costo atteso di liberare il bonus resterebbe quasi certamente sotto il valore del bonus stesso: su un volume obbligato nell’ordine delle decine di euro, il costo atteso sta nell’ordine di pochi euro. Il vincolo vero, in questo caso, non è economico ma strutturale: l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 € per le scommesse sportive, e il bonus non è subito prelevabile, ma va giocato secondo il requisito previsto dalle normative ADM.
La conclusione utile è asimmetrica e vale la pena di scriverla come sta: su un’offerta di importo piccolo il costo atteso della movimentazione è modesto, quindi il rischio non è bruciare denaro, è restare con credito non prelevabile perché il requisito non è stato completato entro i termini. Le condizioni che pesano sono la scadenza e la quota minima, non il margine.
E un’ultima nota su come leggere quella cifra. Dieci euro accreditati dopo l’identificazione con SPID sono il tipo di bonus che non invita a costruirci una strategia sopra. Non è una critica all’operatore: è la misura reale del prodotto.
I dieci bookmaker con concessione ADM: cosa scrivono le condizioni, cosa dichiarano le app
BetFlag: il conto che si apre con SPID o CIE
BetFlag è un concessionario con titolo n. 16008, intestato a Betflag S.p.a. Sul fronte dell’apertura del conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il catalogo dei mercati è la parte che questa pagina non è in grado di descrivere: le condizioni del conto di gioco e i materiali che ho potuto verificare non offrono un elenco di mercati, di competizioni o di funzioni sul prodotto sportivo. Non c’è nulla di sospetto in questa assenza, e non serve riempirla con una frase di circostanza. Chi vuole sapere cosa offre BetFlag troverà la risposta nell’app e nel palinsesto dell’operatore, che è il posto in cui quella risposta vive.
Nella scelta, il titolo 16008 è il vero dato: un operatore con sede italiana che spinge sull’identificazione forte, cioè su un conto verificato prima che si cominci. È la strada giusta per chi non vuole avere a che fare con una sospensione del conto a trenta giorni per un documento mai inviato. Il rovescio è banale: SPID o CIE non le ha tutti, e chi non le ha deve passare dal modulo.
Sisal: il marchio che spinge sullo streaming, con l’accesso biometrico
Sisal è un concessionario con titolo n. 16020, intestato a Sisal Italia S.p.a.
Il prodotto è descritto in modo esplicito: l’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con la diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Il cash out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app per le scommesse sportive consente anche l’accesso al conto con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
Quindicimila eventi live meritano un commento, perché il numero suona come un catalogo e funziona come un invito. La profondità del live è un vantaggio reale per chi punta a evento in corso, ma è anche il posto in cui si concentrano le giocate impulsive: più il menù è lungo, più è facile trovare qualcosa da fare. Lo streaming gratuito accanto alla quota rende la tentazione più comoda, non più redditizia.
Il punto forte è l’accesso biometrico, che toglie l’attrito del login per chi punta dal telefono. Il punto debole è la campana di vetro: chi ha bisogno di orari e limiti rigidi trova qui un ambiente costruito per restare dentro.
SNAI: il catalogo delle schedine e il Cash Out
SNAI è un concessionario con titolo n. 16032, intestato a Snaitech Spa.
L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
La presenza dei sistemi nello stesso elenco delle singole basta a definire il pubblico: chi lavora con i sistemi accetta più varianti e più rigioco in cambio di una copertura parziale, e chi non ha mai usato un sistema probabilmente resterà sulla singola e sulla multipla. Anche i mercati scelti — tiri, cartellini, rigori — sono quelli che assorbono chi guarda la partita più che chi consulta le quote la sera prima.
Il Cash Out è la funzione che merita attenzione in una discussione sulla legalità: non cambia nulla del rapporto con il concessionario, ma cambia il modo di giocare. Chiudere prima significa accettare il prezzo che l’operatore propone in quel momento, che è un altro margine dentro la stessa schedina. Comodo, non gratuito.
William Hill: la soglia dei bonus e la registrazione a due velocità
William Hill è un concessionario con titolo n. 16044, intestato a William Hill Malta Plc. La soglia sui bonus.
Il Benvenuto Sport firma una promessa precisa: un Bonus Sport da 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID, e un bonus di verifica da 5 € per la registrazione manuale, dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Il quadro d’uso è completato dal tetto: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e la casa precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM.
La registrazione a due velocità è la parte più interessante dell’offerta. Chi arriva con SPID prende dieci euro immediati; chi non ce l’ha prende cinque euro e solo dopo aver mandato i documenti, con una finestra di 96 ore per farlo. La differenza di cinque euro tra i due percorsi è il prezzo che l’operatore attribuisce alla verifica immediata: un prezzo dichiarato, il che è raro in questo mercato.
Il tetto dei 100 € per scommessa è l’unico numero di limite che questa pagina ha potuto verificare presso un operatore, e non è un limite di deposito: è il massimo di bonus utilizzabile su una singola giocata. Chi immagina di scaricare tutto il credito su un’unica puntata trova qui il muro, e chi scommette in piccolo non lo incontrerà mai.
bet365: il partner UEFA con il catalogo più ampio, e i suoi limiti di versamento
bet365 è un concessionario con titolo n. 16030, intestato a Hillside (New Media Malta) Plc.
La presentazione è quella di un bookmaker che compra visibilità mondiale: l’app si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e dichiara scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. L’ampiezza è reale e mescola sport di squadra e sport di nicchia, dall’ippica alle freccette.
Sul fronte della tutela l’elenco è altrettanto esplicito: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia.
Il patrocinio UEFA è un argomento di marketing in un mercato dove la pubblicità del gioco è vietata: nessuno può trasmettere uno spot, ma un accordo di sponsorizzazione resta visibile in altro modo. Chi valuta la solidità del marchio può leggerla così. Chi valuta il prodotto troverà qui la copertura più ampia del gruppo, e sono due cose diverse.
Planetwin365: la copertura dei campionati e la schedina ragionata
Planetwin365 è un concessionario con titolo n. 16007, intestato a Pwo S.p.a.
L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Il dato che colpisce è la Serie C. Un bookmaker che mette la terza serie italiana accanto alla Champions League sta dicendo qualcosa sul proprio pubblico: chi cerca quote sui campionati minori sa dove guardare. È un tipo di profondità che i confronti generici non misurano, perché richiede di elencare le competizioni una per una.
Più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta completano un profilo di bookmaker generalista e ordinato. Chi punta solo sui grandi campionati troverà qui tutto quello che serve; chi cerca una nicchia estrema probabilmente no.
Betfair: l’exchange e la sezione a quota maggiorata
Betfair è un concessionario con titolo n. 16028, intestato a Betfair Italia S.r.l.
L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati «unici» a quota maggiorata.
Quella parola, «maggiorata», merita una precisazione che vale per tutto il mercato. Una quota più alta dello standard non è generosità: è il prezzo di un prodotto più difficile da prezzare, costruito combinando più esiti. Sui mercati secondari il margine del bookmaker tende a salire, e un prezzo «maggiorato» sull’app può convivere con un margine più alto sul mercato complessivo.
Betfair ha un secondo volto che questa pagina ha già incontrato: il betting exchange è riconosciuto come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) del decreto 41/2024, e Betfair Italia è descritto come il primo operatore ad averlo portato nel mercato italiano, con regole aggiuntive documentate per i conti sull’exchange italiano. Chi conosce lo strumento sa che è un altro tipo di scommessa: lì non si gioca contro il bookmaker ma contro altri giocatori, e il margine prende la forma di una commissione.
Lottomatica: quote in tempo reale e streaming dentro il conto di gioco
Lottomatica è un concessionario con titolo n. 16010, intestato a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy).
L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming live è la stessa leva di Sisal e di bet365, e vale la stessa osservazione: la possibilità di vedere l’evento dentro il conto è un vantaggio per chi sa cosa sta cercando e un amplificatore per chi non lo sa. La combinazione di calcio, Formula 1 e MotoGP dice invece di un pubblico trasversale, che non vive solo di pallone.
Il nome ci riporta a un punto già incontrato nel confronto: il titolare è GBO Italy, non la Lottomatica che il giocatore ha in mente. Il conto di gioco si apre con quella società, e conviene saperlo prima di cercare il nome del marchio in una visura.
AdmiralBet: i limiti scelti in registrazione e l’autoesclusione che parte da 30 giorni
AdmiralBet è un concessionario con titolo n. 16048, intestato a Admiral Bet S.r.l. È l’operatore che dice di più, nelle proprie condizioni, su quello che accade dentro il conto.
In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il conto di gioco si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.
Sull’autoesclusione le condizioni prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo almeno 9 mesi. Durante l’autoesclusione registrata nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il titolo dichiarato è quello già citato per il dominio: concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM, servizio fornito tramite il sito italiano dell’operatore.
Il profilo è coerente e insolito: limiti a tre dimensioni — ricarica, spesa, tempo — dichiarati nelle condizioni invece di essere nascosti in un pannello, e con l’asimmetria dei sette giorni per l’aumento. È il marchio che un giocatore dovrebbe leggere per ultima, perché è quello in cui la propria responsabilità è scritta più in chiaro: nessuna delle soglie viene imposta, sono tutte scelte, e ognuna resta dove la si è messa.
Betsson: migliaia di eventi pre-match e live tra i più ricchi
Betsson è un concessionario con titolo n. 16027, intestato ad Azzurri Limited.
L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È un catalogo ampio e ordinato, con i mercati che un giocatore italiano si aspetta di trovare in cima all’elenco.
Il nome della società, Azzurri Limited, dice più della riga di prodotto: un marchio internazionale che opera in Italia attraverso una società titolare della concessione, esattamente come Lottomatica e Betsson.it. Chi sceglie su questo marchio sceglie un catalogo generalista senza fronzoli: nessuna funzione viene messa in evidenza come esclusiva, nessun mercato viene descritto come unico.
Vale la stessa avvertenza già incontrata altrove sulle sezioni «uniche» e sulle quote «maggiorate»: la parola non è un prezzo. Il margine di un mercato si calcola sulle quote che si hanno davanti, non su come l’operatore le ha battezzate.
Domande frequenti su concessione, autoesclusione e tassazione
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si cerca il marchio nell’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e si controlla a quale sito .it è legata ogni riga. In alternativa si leggono i termini del conto di gioco, dove il concessionario dichiara il proprio numero, come Admiralbet con la concessione n. 16048.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
La concessione è rilasciata per sito, non per azienda, e il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi la detiene. Il dominio italiano è quindi il luogo in cui quel titolo viene esercitato: è l’indirizzo che compare nell’elenco dell’Agenzia e quello che l’operatore cita nei propri termini.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, copre tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID oppure a un concessionario presso cui si ha un conto. La durata va da 7 a 270 giorni, o è indeterminata con revoca possibile dopo almeno nove mesi.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie una soglia settimanale o mensile già in registrazione, e alcune condizioni consentono limiti su base giornaliera. La riduzione ha effetto immediato, l’aumento entra in vigore dopo sette giorni. AdmiralBet chiede in registrazione anche un limite di spesa e di tempo di gioco, sempre su base giornaliera, settimanale e mensile.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessun collegamento al RUA, nessuna vigilanza dell’Agenzia, nessuno strumento di limitazione obbligatorio e nessun foro italiano per una controversia. Il sito è soggetto a inibizione a livello DNS e, come dichiara l’Agenzia citando la legge 401/1989, art. 4, anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
I concessionari ADM pagano l’imposta unica — 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite — e la stampa di settore riferisce che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore, che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una lettura riportata dalla stampa e non confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria: conviene consultare un commercialista.
Chi scegliere, e da dove cominciare
Il percorso che questa pagina ha seguito porta a una conclusione semplice da enunciare e scomoda da accettare: la concessione non è una garanzia di convenienza, è una garanzia di esistenza giuridica. Non dice che il prezzo è buono, non dice che il bonus è generoso, non dice che i prelievi arrivano in fretta. Dice che l’operatore esiste davanti all’ordinamento italiano, che risponde all’Agenzia, che è collegato al registro degli autoesclusi e che deve offrire strumenti di limitazione. Sono quattro cose, e sono già quattro cose che un sito senza titolo non ha.
La conseguenza pratica è che la scelta tra dieci concessionari si gioca tutta oltre quella soglia, ed è lì che le differenze diventano interessanti. Chi punta tanto e cerca profondità, streaming e catalogo trova la risposta nel confronto tra be365, Sisal, Planetwin365 e Lottomatica, tenendo presente che più offerta live significa anche più occasioni di giocare d’impulso. Chi scommette poco e vuole solo che tutto funzioni sceglierà sull’attrito: registrazione, accesso, prelievo. Chi ha già un problema sceglierà sul registro, non sul bookmaker, e la prima cosa da fare non è aprire un conto ma entrarci per chiuderlo.
Tre elementi meritano di restare in mente quando si firma l’apertura di un conto. Il primo è la scadenza: la convalida del conto entro 30 giorni senza SPID, la finestra di 96 ore di William Hill per inviare i documenti, e i termini del requisito di giocata, sono tutti posti in cui al denaro viene messa una data. Il secondo è la quota minima che il rigioco pretende: una giocata sotto quella soglia non conta, e il volume obbligato resta fermo. Il terzo è l’importo massimo di bonus utilizzabile su una singola scommessa, che vale 100 € su William Hill per le scommesse sportive e che altrove può essere diverso, o semplicemente non dichiarato in modo visibile.
Il margine, alla fine, è il numero che spiega tutto il resto. Un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 restituisce il 95,2 % di payout e trattiene circa il 5 % di margine: su ogni cento euro puntati su quel mercato tornano indietro poco più di novantacinque. È il costo che non appare in nessuno spot, perché la pubblicità del gioco è vietata e resta visibile solo nei numeri. Nessuna offerta di benvenuto cancella quel numero. Una che lo renda visibile, però, è un’offerta che rispetta il giocatore.
Per chi cerca un ultimo consiglio operativo, il più utile riguarda l’ordine dei gesti. Prima si imposta il limite di deposito in registrazione, scegliendo una soglia che non obblighi a tornarci sopra la settimana dopo. Poi si controlla la concessione, leggendo il numero nelle condizioni e confrontandolo con l’elenco dell’Agenzia. Solo dopo si guarda il prodotto: mercati, quote, funzione di chiusura anticipata, streaming. Invertire l’ordine è il modo più comune per finire a inseguire una quota invece di scegliere un bookmaker. Le condizioni del conto di gioco, che nessuno legge mai, sono il documento in cui quelle tre cose sono già scritte: vale la pena di aprirle una volta, prima di caricare il primo euro.
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