Siti di scommesse con licenza ADM 2026: quali sono autorizzati e come riconoscere un concessionario

Updated Ottobre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna

Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026; verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM e sui documenti di registrazione, come dichiarati negli annunci.

Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

Aprire un sito di scommesse è la parte facile: bastano un pulsante e una carta. Sapere se quel sito ha il diritto di stare lì, in Italia, è la parte che conviene risolvere prima di depositare il primo euro. E la risposta non arriva da un logo, da una scritta «sito sicuro» in fondo alla home o da una recensione letta di sfuggita. Arriva da un numero: la concessione, con il codice che accompagna il concessionario che la detiene.

Per il gioco a distanza con vincite in denaro l’Italia richiede una concessione dell’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS. Non è un timbro che un operatore decide di apporre da sé: le concessioni si assegnano con gara pubblica, e la concessione vale per un singolo sito, non per un marchio e nemmeno per una società. Dietro Goldbet e Lottomatica c’è la stessa società, GBO Italy, con due codici distinti. Dietro Bwin, Eurobet e Gioco Digitale c’è ancora quella stessa natura societaria che compare sotto nomi diversi. Chi si ferma al marchio non ha ancora verificato niente.

Il telecomando della verifica è nelle mani di chi legge, ed è un elenco pubblico. L’ADM, insieme alla Guardia di Finanza, tiene aggiornati l’elenco dei concessionari autorizzati e quello dei siti la cui offerta è inibita, entrambi consultabili sui siti istituzionali delle due amministrazioni. Da un lato chi può esserci, dall’altro chi è stato oscurato. Basta leggere il secondo per capire che la questione non è teorica.

Ma qui arriva il punto che frega: stare su quell’elenco non significa offrire scommesse sportive. L’elenco dei concessionari autorizzati non ha una colonna che dica quali giochi un concessionario può proporre, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione i diritti su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di casinò, scommesse con interazione diretta tra giocatori e bingo. Il nome è sulla lista, il calcio non è detto. L’unica prova che un palinsesto sportivo esista sta nel sito e nell’app dell’operatore stesso, dove le voci «Sport», «Live», «Virtuali» o «Ippica» compaiono o non compaiono.

E poi c’è la comodità della ricerca: digitare «scommesse» su un motore di ricerca non produce un elenco ADM. Produce un elenco di chi ha speso per comparire. Un nome verde in una classifica costruita da qualcun altro non è una concessione italiana: è una concessione.

La normativa che sta dietro alla parola «licenza»

Verificare un titolo è lavoro di due minuti. Conoscere che cosa quel titolo autorizza, invece, è la parte che quasi nessuno fa, e fa la differenza tra una verifica solida e una sensazione di sicurezza.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Che cosa si intende per «concessione» e chi la rilascia

La concessione non è una patente europea esportabile, non è una licenza di Malta o di Curaçao che vale quanto vale in Italia. Il quadro di riferimento è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo.

Lo stesso articolo, al comma 3, fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Chi si candida deve essere una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, presentare un piano di investimenti e impegnarsi sui limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5). E durante la concessione le condizioni contrattuali e il regime fiscale restano fissi (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. I 52 numeri corrono dal 16000 al 16051 e ognuno è legato a un solo dominio .it. Le concessioni non si scontano: nessun articolo che abbassi il prezzo per un operatore che ne compra due.

L’elenco ADM dei concessionari e quello dei siti inibiti

Il decreto non si limita a rilasciare titoli, ne pubblica l’esito. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza e con Sogei, rediga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti con accesso inibito, rendendole pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Finanza. Fornitori di accesso a internet e intermediari di pagamento che disattendono un ordine di inibizione vengono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione.

Nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza letto il 25 ottobre 2026 ci sono 52 righe, codici da 16000 a 16051. Un dato che vale la pena avere in mente quando si legge una recensione: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non stavano tra quelle 52 righe. Sono nomi che il lettore italiano incontra di continuo in ricerche e classifiche, e non è un caso: non hanno il titolo per offrire scommesse a un giocatore in Italia.

L’altra faccia della lista funziona a livello di sistema dei nomi di dominio e qualche fornitore di accesso arriva in ritardo. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini inibiti secondo quanto riportato dalla stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e le copie speculari riappaiono nel giro di ore. Il verbo esatto è «oscurati»: un sito bloccato non sparisce dall’universo, sparisce dalla risoluzione del nome. Chi cerca un motivo per fidarsi di un dominio .com qualsiasi ha appena trovato il motivo contrario.

Il registro delle concessioni serve anche a capire chi risponde di cosa. In caso di controversia, il titolo identifica la società davanti alla quale si agisce, e quella società ha sede nello spazio economico europeo per requisito di gara. Un marchio senza titolo italiano non ha nessuno di questi vincoli, e la sua sede è un indirizzo a cui una raccomandata non si può spedire.

Perché l’autorizzazione vale per un sito e non per un marchio

Questa è la sottigliezza che manda all’aria la maggior parte delle verifiche fatte a metà. Il titolo è concesso per singolo sito, non per società: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale compare come concessionaria di Eurobet.it ma anche di Bwin.it e di giocodigitale.it, con numeri diversi. Goldbet Better Organization Italy S.p.a. tiene Goldbet e Lottomatica. Azzurri Limited tiene Betsson e Starcasino. Il nome sul contratto non è quasi mai quello che si legge sul portale.

Questo significa che «conosco il marchio, quindi mi fido» è un ragionamento che non verifica nulla. E significa anche che un concessionario può tenere contemporaneamente il diritto sulle scommesse sportive, sul poker, sui giochi di abilità, sul casinò, sull’exchange e sul bingo in qualsiasi combinazione. Diversi marchi di questo settore sono casinò con un bookmaker attaccato: il titolo c’è, il palinsesto sportivo è la parte che si è aggiunta dopo.

Da qui una regola pratica. Se il tuo interesse è il calcio, la verifica del numero non basta: serve la seconda verifica, quella che si fa sulla home del sito, cercando la sezione sportiva, il palinsesto, la quota live. Un elenco di eventi vuoto o una sezione che rimanda solo ai giochi da casinò è la risposta, e non ha bisogno di commenti.

Il numero di concessione nei termini del conto di gioco

I concessionari italiani dichiarano il proprio titolo nei termini del conto di gioco, ed è lì che il numero diventa leggibile. Admiral Bet S.r.l. scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito italiano. Non è una dichiarazione di marketing: è una clausola contrattuale, e il codice in essa riportato va confrontato con l’elenco pubblico.

Se il numero nei termini e il numero nell’elenco non coincidono, la partita è chiusa. Se coincidono, hai in mano la prova che il contratto che stai accettando è quello di un operatore che l’ADM ha ammesso a raccogliere giocate in Italia. È un controllo che richiede trenta secondi, e vale quanto tutte le schermate di presentazione che l’operatore ha fatto disegnare.

Che cosa cambia davvero per il giocatore

La differenza tra un conto aperto su un concessionario e uno aperto altrove non si misura in euro di bonus. Si misura in tre cose che funzionano o non funzionano a seconda della risposta alla domanda iniziale.

La prima è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018: blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e anche le sale fisiche. Un conteggio che vada su un solo operatore abilitato non offre alcuna copertura di questo tipo, e chi si è già escluso non è protetto lì.

La seconda è la vigilanza: un concessionario raccoglie le giocate con un palinsesto che l’ADM approva, e su quel palinsesto e su quelle condizioni contrattuali c’è un’autorità che può intervenire. La terza è la sede del contenzioso, che resta italiana ed europea.

Prevenzione e gioco responsabile: gli strumenti, e chi li usa

Un conto di gioco regolato porta con sé una serie di strumenti che il giocatore non ha scelto ma che gli vengono messi a disposizione: l’autolimitazione, i limiti di deposito, i messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa, l’autoesclusione anche per singola categoria di gioco e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno, come prevede l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. Sono strumenti previsti dalla legge, non gentilezze del singolo operatore.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Il limite di deposito scelto alla registrazione

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. I concessionari mostrano il limite settimanale già nella fase di iscrizione, e in genere funziona così: un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo serve un’attesa di sette giorni. È il dettaglio meno discusso e più utile di tutta la registrazione. Abbassare il tetto funziona all’istante; alzarlo richiede una settimana di ripensamenti, e quella settimana è esattamente il tempo in cui una decisione presa dopo tre sconfitte consecutive perde il suo fascino.

Un tetto di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile sta anche nei termini di AdmiralBet, che chiede di impostarli al momento dell’iscrizione. La condizione che conta è quella dei sette giorni per l’aumento, e vale la pena ripeterla perché è l’unico strumento della lista che protegge il giocatore da sé stesso invece che dal mondo esterno.

Un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive, invece, non è noto. Il legislatore non ha fissato un massimale di puntata: gli strumenti che vincolano sono l’autolimitazione del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi cerca la cifra oltre la quale non può puntare la cerca nel posto sbagliato. E la cifra del limite di deposito che l’ADM stabilisce nella gara resta un dato che i bandi prevedono ma che non è pubblico nei suoi valori.

Un punto che riguarda l’apertura del conto: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Meglio saperlo prima, non dopo il primo deposito.

Il RUA e l’autoesclusione, per intero

L’autoesclusione dal gioco a distanza ha tre forme. Può essere trasversale, cioè estesa a tutti i concessionari, con il blocco della possibilità di aprire nuovi conti; oppure limitata a un singolo concessionario; oppure riferita a una singola categoria di gioco, per esempio le scommesse a quota fissa. ADM elenca tutte e tre.

Quanto dura è una scelta del giocatore, entro i limiti. Al 25 ottobre 2026 la durata può arrivare fino a 270 giorni oppure essere indeterminata, e in quest’ultimo caso la revoca richiede almeno nove mesi. Dal 1° febbraio 2026 la forbice va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. I termini di AdmiralBet avevano in precedenza previsto 30, 60 o 90 giorni oppure la durata indeterminata, con effetto su ogni sito di gioco autorizzato in Italia. La differenza tra le due discipline non è una sfumatura: una scala che parte da 30 giorni esclude chi vorrebbe fermarsi per una settimana e non riesce a trovare un’opzione sotto il mese. La disciplina più recente quella possibilità la offre.

Un’esclusione a tempo determinato non si revoca prima della scadenza. È una regola semplice e va letta per quello che è: il giocatore che la sceglie sta firmando un impegno che non ha una via d’uscita rapida, e questo è il punto.

La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma il saldo prelevabile si può ritirare: il denaro che c’è dentro non viene sequestrato, semplicemente non si può giocare.

Un conteggio senza concessione non è collegato al RUA. Chi si è autoescluso e apre un conto su un dominio estraneo al sistema non ha violato nessuna copertura: semplicemente non ne aveva.

Dove si chiede aiuto e che cosa si può verificare

Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e vale la pena notare che gli operatori lo riportano nei loro materiali: bet365 lo indica per i residenti in Italia tra gli strumenti di gioco responsabile che comprendono periodi di pausa, limiti di versamento e avvisi sull’attività di gioco.

La licenza ADM non è una condizione sufficiente: dieci concessionari a confronto

Il primo errore di lettura di una classifica è scambiarla per una classifica di laboratorio. Le posizioni qui sotto seguono i concessionari che hanno fatti documentabili sul proprio palinsesto sportivo e sull’uso del conto, e ogni numero che compare nella tabella è quello che l’operatore stesso dichiara nei propri termini o nella propria scheda. Un posto in una comparazione non è una licenza, e una licenza non è un certificato di qualità.

I criteri che ho usato, e perché questi

Le domande che contano quando si sceglie un bookmaker con concessione sono poche, e nessuna riguarda i colori della home.

La tabella: concessione, società e che cosa dichiarano i termini

Marchio Numero di concessione Società concessionaria Che cosa dichiarano i termini sulla verifica del conto
Goldbet 16009 Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
Betfair 16028 Betfair Italia S.r.l. —
Lottomatica 16010 Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
AdmiralBet 16048 Admiral Bet S.r.l. Concessione dichiarata nei termini; registrazione classica con documento in .pdf, .jpg o .png oppure SPID di livello 2 con codice temporaneo OTP
BetFlag 16008 Betflag S.p.a. Identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica
SNAI 16032 Snaitech Spa —
Eurobet 16012 Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
Sisal 16020 Sisal Italia S.p.a. —
NetWin 16035 Netwin Italia S.p.a. —
William Hill 16044 William Hill Malta Plc Registrazione con SPID o manuale con invio dei documenti

Il codice di concessione, in questa tabella, è la colonna che non invecchia. Cambiano i bonus, cambiano i palinsesti, cambia il design: il 16048 resta il 16048 finché Admiral Bet S.r.l. tiene quel titolo, e se un giorno non lo tenesse più il sito non potrebbe più raccogliere giocate in Italia. È l’unico dato che il lettore può verificare in modo indipendente, sull’elenco pubblico, senza fidarsi di nessuno.

La colonna che ho aggiunto alle tre del piano è la società concessionaria, ed è quella che spiega la tabella. Goldbet e Lottomatica portano due codici diversi e un’unica ragione sociale. Chi pensa di aprire conti su entrambe per «diversificare» sta parlando con lo stesso ufficio legale. E chi legge «William Hill Malta Plc» vede in una riga la risposta a una domanda che in molti si fanno: la società è maltese, il titolo è italiano, e la concessione è ciò che conta per il giocatore in Italia.

Quali percorsi di scelta esistono davvero

Il lettore che arriva a questo punto ha davanti quattro strade, e nessuna è quella giusta in assoluto.

Chi vuole il mercato più ricco di eventi e di discipline sceglie un operatore il cui palinsesto è dichiaratamente la parte principale del prodotto, sapendo che lì il casinò c’è e non è un dettaglio. Chi punta su un solo sport e su mercati di nicchia guarda chi elenca tiri in porta, cartellini e rigori. Chi vuole giocare in diretta ha bisogno dello streaming e delle quote in tempo reale, non di un’app che mostra risultati con qualche secondo di ritardo.

E chi vuole il percorso più semplice per aprire un conto sceglie un operatore che accetta SPID o CIE, perché significano dati importati automaticamente e nessun documento da fotografare. BetFlag rimanda alla procedura di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; AdmiralBet accetta SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati da sé. Il conto è vietato ai minori di 18 anni, e questo vale per tutti.

Panoramica: chi sono i dieci concessionari del confronto

Le dieci schede che seguono raccontano un mercato che, sotto nomi familiari, ha una struttura molto meno familiare di quanto sembri. Ci sono marchi nati nelle ricevitorie e diventati piattaforme nazionali, marchi che sono sempre stati un casinò con un bookmaker annesso, e un exchange che in Italia ha una storia a parte. L’ordine è quello con cui li ho esaminati, non una graduatoria.

Marchi nazionali e marchi generalisti: due storie diverse

Il tratto comune di quasi tutti è la copertura del calcio, dalla Serie A alla Premier League, con quote e risultati in tempo reale. La differenza non è nel campionato, è in ciò che l’operatore ha costruito intorno: streaming, mercati particolari, strumenti per chiudere una giocata prima del novantesimo.

Due nomi di questa lista hanno qualcosa che gli altri non hanno per natura del titolo. Betfair è descritto come il primo exchange italiano, con la concessione 16028, e il betting exchange è un gioco previsto a parte dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024: il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia che sta nei termini di ciascuno.

L’altro caso a parte è l’ippica. Le scommesse sulle corse dei cavalli stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria, e stabilire quale marchio online li proponga è questione che si risolve guardando il suo palinsesto.

Anche gli eventi simulati meritano una riga, perché sono una categoria del decreto e non un espediente grafico: l’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati, cioè competizioni riprodotte al computer o mostrate con animazione o con un evento reale registrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. La sezione «Virtuali» che compare nei palinsesti ha questo fondamento.

Goldbet: due anime nello stesso conto

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. detiene la concessione n. 16009, e l’app del marchio è una di quelle costruite intorno alla schedina: scommesse live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. Chi scarica l’app e si registra può ricevere il bonus di benvenuto, e la meccanica è quella classica del mercato italiano: la promozione vive dentro il prodotto, non in un volantino.

Il punto interessante del marchio è che la stessa società tiene anche Lottomatica. Due portali, due codici, un’unica ragione sociale sul contratto: chi apre entrambi i conti per avere due interlocutori ne ha uno solo, e nella tabella qui sopra questo si vede in una riga.

Sul piano del prodotto, la schedina di Goldbet è quella che serve a chi gioca poco e in modo discontinuo: singole, multiple, sistemi, con la copertura che conta e senza orpelli. Non è un bookmaker che si compra per i mercati esoterici.

Betfair: l’exchange travestito da bookmaker

La concessione è la 16028 di Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. A leggerla così sembra un bookmaker come gli altri, e per molti giocatori lo è.

Ma il titolo che sta dietro è particolare, perché Betfair è descritto come il primo exchange italiano. Su un exchange il giocatore può fare il puntatore o il banco, e il concessionario non prende posizione: mette in contatto. Cambia il modo in cui la quota si forma, cambia il modo in cui si può perdere, cambia il tipo di lettura che serve. Chi non ha mai usato una piattaforma di questo tipo deve aspettarsi di imparare una meccanica diversa, non una versione più sofisticata della schedina.

Questo è anche il motivo per cui una quota più alta su Betfair non va letta come un bookmaker più generoso. È un prodotto diverso. Il confronto delle quote tra exchange e bookmaker è un confronto tra due cose che non fanno lo stesso mestiere.

Lottomatica: il marchio generalista con lo streaming

Con la concessione n. 16010 e la stessa società di Goldbet, Lottomatica Better Organization Italy S.p.a. sotto l’ombrello GBO Italy, l’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si gioca. Quattro competizioni di calcio più due campionati motoristici sono una dichiarazione: questo è un palinsesto pensato per chi guarda, non solo per chi scommette.

Lo streaming cambia il calcolo di chi gioca live. Vedere l’azione significano leggere il ritmo della partita e decidere di conseguenza, e questo riduce la differenza tra il giocatore che sa cosa sta guardando e quello che insegue un mercato perché il punteggio si è mosso.

Chi cerca un singolo marchio da usare per tutto l’anno, calcio e motori compresi, trova qui una copertura larga con un conto solo. Chi cambia raramente operatore, insomma, non ha motivo di guardare oltre.

AdmiralBet: la registrazione più rapida, con le condizioni più chiare

Admiral Bet S.r.l. porta la concessione n. 16048, e i termini del conto di gioco sono tra i più leggibili del gruppo: la concessione è dichiarata con numero e società, non lasciata intendere.

Sull’apertura del conto AdmiralBet dà due strade. La registrazione classica richiede il caricamento del fronte e del retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png. La seconda strada è SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente: chi lo usa non compila un modulo, lo conferma.

In registrazione, e questa è la parte che conta, AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La condizione è quella nota: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Qui non c’è da diffidare di nulla — è uno strumento che lavora per il giocatore, e il fatto che l’operatore lo metta davanti alla prima scommessa è un argomento a suo favore più di qualunque bonus.

Sui temi dell’esclusione il marchio ha una storia documentata nei propri termini: l’autoesclusione prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la disciplina applicabile è quella più ampia, da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi, e la differenza si sente per chi vuole fermarsi per una settimana.

BetFlag: lo SPID come porta d’ingresso

La concessione n. 16008 appartiene a Betflag S.p.a., e il marchio ha fatto della procedura di apertura del conto la sua vetrina: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il valore pratico di SPID e CIE sta in una cosa sola: i dati anagrafici arrivano dal gestore dell’identità, non dal giocatore. Chi ha già SPID sul telefono apre in pochi passaggi, senza fotografare la patente e senza aspettare che un operatore controlli la foto. È il tipo di dettaglio che non finisce in nessuna pubblicità e che decide quanto tempo serve davvero per iniziare.

SNAI: la schedina con il cash out e i mercati minuti

La concessione n. 16032 è di Snaitech Spa, e l’app SNAI Sport copre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

I mercati elencati qui sono quelli che distinguono un bookmaker da un altro per un certo tipo di giocatore. Chi scommette sul risultato esatto o sui cartellini non cerca una quota sul 1X2, cerca un palinsesto che tenga aperte le scommesse che il 90 % dei giocatori non fa. SNAI le elenca nella propria app, e per quel pubblico la differenza tra un bookmaker e un altro è quasi tutta qui.

Il Cash Out merita una precisazione perché viene raccontato come un favore. Chiudere una giocata prima della fine significa vendere un’esposizione al prezzo che il bookmaker propone in quel momento, e quel prezzo tiene dentro la sua parte. Non è un rimborso, è una seconda scommessa sul fatto che la prima non si realizzi. Chi lo capisce lo usa con criterio; chi non lo capisce lo usa per limitare i danni e finisce per pagare due volte.

Eurobet: il palinsesto più largo, fino agli scacchi e alle elezioni

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale tiene la concessione n. 16012, e la società compare anche su Bwin e su Gioco Digitale. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Una lista così dice molto su come questo operatore intende il proprio prodotto. Gli scacchi e le elezioni non sono lì per il volume: sono lì per il giocatore che vuole trovare l’evento che gli interessa e non trovarlo altrove. È il marchio da guardare per chi ha un interesse sportivo che nessun altro copre, e contemporaneamente il marchio che meno assomiglia a un bookmaker da calcio puro.

Il rovescio è che un palinsesto molto largo si porta dietro una profondità diseguale: la copertura di un torneo di scacchi o di un reality non è la copertura di una giornata di Serie A. Chi gioca sul calcio resta nella parte solida del catalogo.

Sisal: mille eventi al giorno e il marchio del gruppo

La concessione n. 16020 è di Sisal Italia S.p.a. e l’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. L’operatore indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

Il dato che salta all’occhio è il rapporto tra il catalogo pre-match e quello live: più di 15.000 eventi live accanto a un migliaio al giorno significa un prodotto che vive quasi interamente dentro la partita. Per chi gioca in diretta è la cifra che conta più di qualunque quota di benvenuto.

Tra le scommesse proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È il catalogo più ricco di questo gruppo sul versante dei mercati composti, e la cosa ha un costo: chi non sa leggere una Supercombo ha più occasioni di sbagliare.

NetWin: il bonus chiaro, nella sua taglia reale

NetWin Italia S.p.a. porta la concessione n. 16035. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e inserimento al primo versamento.

Vale la pena fermarsi un istante sull’aggettivo. Un bonus del 100 % suona come il raddoppio di qualunque somma uno abbia in mente di versare, e non lo è: il tetto è 50 €, quindi chi versa 200 € trova comunque cinque decine di bonus, e chi versa 20 € riceve 20 €. Il requisito del conto verificato arriva prima di tutto il resto, e il deposito minimo fa da soglia d’ingresso.

Per un giocatore che vuole provare un operatore nuovo con una spesa contenuta, questa è una delle proposte più leggibili del gruppo: il tetto basso rende il confronto con i concorrenti immediato, perché non c’è modo di gonfiare la promessa. Chi cerca cifre più alte deve guardare altrove, e sappia che le cercherà invano nei termini di un concessionario italiano: nessun tetto statutario ai bonus è noto, e gli importi vengono dai termini di ciascun operatore. William Hill, per esempio, precisa che per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €.

William Hill: bonus piccolo e vincolo di giocata dichiarato

William Hill Malta Plc detiene la concessione n. 16044. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Le due cifre, 10 € e 5 €, hanno un’interessante proprietà: sono le più piccole di questo confronto.

Sul funzionamento dei bonus il marchio è però più esplicito di altri. William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM, e che per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, oltre alla condizione sui documenti inviati entro 96 ore per la registrazione manuale.

Questa è la lezione più utile che il marchio porta nella comparazione, e vale più del suo bonus. «Bonus» non vuol dire «soldi», vuol dire saldo vincolato al rispetto di un requisito di giocata. Il termine tecnico è requisiti di puntata o rigioco, e i concessionari italiani li applicano dentro il quadro ADM. Chi legge il proprio saldo bonus come saldo conto ha già perso la partita, e non serve un numero per dimostrarlo.

Che cosa costa un tetto di puntate: il conto di una settimana tipo

A questo punto della comparazione conviene mettere i numeri in fila, perché le tre colonne della valutazione — concessione, strumenti di tutela, costo reale del gioco — non pesano tutte allo stesso modo.

L’imposta unica la pagano i concessionari, non i giocatori: l’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite secondo la stampa di settore. È il motivo per cui le quote italiane non sono le quote di un sito internazionale, ed è un costo che il giocatore incontra tutte le sere.

Che cosa fa il margine a una settimana da 100 €

Prendiamo un esempio che non è una quota di nessun operatore, ma un’illustrazione: un mercato a due esiti battuto a quota 1,90 su entrambi i lati. La quota non è gentile, è lo specchio di un margine: su quel mercato il bookmaker restituisce ai giocatori il 95 % di ciò che incassa, e trattiene il 5 %. Il nome tecnico è payout, o margine del bookmaker, e vale 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90). Il margine è il complemento: 100 % meno quella quota di ritorno.

Se un giocatore con un limite di deposito settimanale scelto in registrazione di 100 € punta quella somma una volta sola sulla settimana, il costo medio atteso dell’operazione è 100 € × 5 %, cioè 5 €. Su mille settimane identiche, in cui ogni volta si punta l’intera somma una volta, il costo medio è di 5 € a settimana e il ritorno medio è di 95 €.

Attenzione a che cosa dice questo numero e a che cosa non dice. Dice quanto costa in media l’operazione, non quante volte si vince. E cambia con la quota e con il mercato: su un mercato a tre esiti il margine è tipicamente più alto che su un mercato a due, e su una multipla le parti si moltiplicano invece di sommarsi. Con un margine del 7 % la stessa settimana costerebbe 7 €; con un mercato a tre esiti intorno al 6 %, 6 €; su una multipla il costo medio può salire vicino al 10 %, e quella settimana costerebbe 10 €. Il punto non è la cifra precisa: è che il costo cresce con il margine, e il margine cresce con la complessità della giocata.

C’è una conclusione che vale più della banda. Il limite di deposito da 100 € non impedisce di fare dieci puntate da 10 € invece di una da 100 €, e su dieci giocate il margine viene applicato dieci volte su dieci transazioni invece che una volta su una. La stessa somma, la stessa settimana, un costo medio diverso. Il tetto protegge il saldo, non l’efficienza.

Che cosa si rischia su un sito senza concessione

Qui la risposta non è un’opinione. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e il sistema produce conseguenze misurabili per chi lo fa e per chi ci gioca.

Per chi partecipa vale la regola che l’ADM stessa ha richiamato in un comunicato del 28 febbraio 2024: la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e lo stesso articolo sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’ADM lo scrive a proposito di chi pubblicizza siti di gioco illegale; l’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti, ma il testo della norma e la lettura che ne dà l’autorità sono quelli.

Sul versante fiscale la questione si ribalta. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario: è la lettura «tassate alla fonte» riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, secondo cui il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Non è una pagina dell’amministrazione finanziaria a dirlo, ed è il tipo di posizione che conviene far verificare a un commercialista prima di farci affidamento.

Per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri il quadro cambia. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi; non è consulenza fiscale.

Sui pagamenti c’è una regola poco conosciuta. L’art. 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire che fornitori di servizi di pagamento trattino denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata. L’effetto pratico, quando arriva, è che un conto estero può smettere di ricevere il deposito senza preavviso.

Un’ultima nota per orientarsi, e non è un’incognita da poco: le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note, e neppure lo sono i contenuti del provvedimento di un direttore ADM su scommesse e minori che richiama il DM 111/2006.

Domande frequenti su concessione ADM, RUA e tutele

Come si verifica che un operatore abbia la concessione ADM?

Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM, dove ogni riga porta un codice e un dominio, e si confronta con il numero che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco. Se i due numeri non coincidono, la verifica è finita lì. L’elenco non indica quali giochi un concessionario può offrire.

Perché un operatore con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

La concessione è assegnata per singolo sito, non per società, e nell’elenco ogni codice è legato a un dominio italiano. Il dominio .it è quindi la sede naturale su cui l’operatore esercita il titolo, mentre un marchio privo di concessione non ha un sito italiano autorizzato e resta su un dominio estero.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018: blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e anche le sale fisiche. L’autoesclusione può essere trasversale, relativa a un solo concessionario o a una sola categoria di gioco, dura fino a 270 giorni oppure è indeterminata, e in quel caso la revoca richiede almeno nove mesi.

Quali limiti di deposito si impostano su un operatore con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e i termini di alcuni operatori chiedono anche tetti su ricarica, spesa e tempo di gioco per giorno, settimana e mese. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo serve un’attesa di sette giorni. Un tetto statutario in euro sulle puntate sportive non è noto.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione?

Nessuna copertura del RUA, nessuna vigilanza ADM, nessuna sede italiana per il contenzioso, e il rischio di essere oscurati a livello di risoluzione del nome. In più, come ricorda l’ADM richiamando la legge 401/1989, il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario, secondo la lettura riportata dalla stampa di settore; è comunque prudente consultare un commercialista. Sui siti esteri non autorizzati l’Agenzia delle Entrate le considera redditi diversi da dichiarare.

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