Scommesse sugli esports 2026: le strade possibili, e quella giusta per te
Non esiste una quota sugli esports stampata da qualche parte in Italia. Esiste una concessione, un palinsesto che ADM approva evento per evento, e dieci bookmaker che si presentano con numeri verificabili — e con un’app che li elenca. Chi cerca scommesse sugli esports si trova davanti a un mercato che si guarda dal vivo, non nei regolamenti: le competizioni sono reali, i montepremi sono pubblici, ma la parte che riguarda il giocatore italiano dipende da un elenco di siti autorizzati che non ha nemmeno una colonna per i giochi offerti.
*Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026, con i numeri delle concessioni verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e le condizioni dei singoli operatori lette sui loro termini e sulle schede delle loro app.*
Il punto di partenza è questo: l’esports è uno sport per chi ci gioca e per chi lo guarda, e resta un prodotto di nicchia nel palinsesto di un concessionario italiano. Non lo dico per smontare l’entusiasmo. Lo dico perché la prima domanda che un lettore deve farsi non è «quanto paga», ma «questo operatore ce l’ha, e dove lo vedo». La risposta, nella maggior parte dei casi, sta in un’app, in una sezione, in una voce di menu — non in un comunicato.
Che cosa sono le scommesse sugli esports: fondamenti, titoli e tornei
Partiamo dalla cosa che quasi tutti i siti di comparazione saltano: l’esports non è un gioco, è una competizione. Una forma di sfida che usa i videogiochi, di solito competizioni multigiocatore organizzate tra giocatori professionisti, singoli o in squadra. La differenza rispetto al calcio non è tecnica, è di struttura: non esiste un campionato che raccoglie tutto, esistono circuiti diversi, publisher diversi, regolamenti diversi.

La scheda di un torneo esports somiglia molto più a quella di un evento di tennis che a quella di una partita di Serie A: un tabellone, una fase a gironi, un montepremi annunciato, date fisse. E i titoli che muovono il pubblico sono pochi e stabili. Tra i più popolari ci sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft. Nove nomi, nove ecosistemi, nove modi di sbagliare una previsione.
I tornei che contano sono ancora meno. Tra i principali ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l’Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l’Intel Extreme Masters. A questi si è aggiunto un contenitore che ha cambiato la scala del settore: l’Esports World Cup. L’edizione 2026 si svolge dal 6 luglio al 23 agosto 2026 a Parigi, con un montepremi di 75 milioni di dollari USA e 24 giochi; l’edizione 2025 si era fermata a 71,5 milioni di dollari USA. Una crescita del cinque per cento circa in un anno, su cifre che fanno sembrare piccolo qualunque altro premio.
Per capire da dove arriva questa scala bisogna tornare indietro di qualche stagione. The International 2021 di Dota 2 ha avuto un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo. Il «a quel tempo» è la parte interessante: quattro anni dopo, un contenitore multi-gioco mette in palio quasi il doppio di quella cifra, e la distribuisce su ventiquattro titoli invece che su uno.
C’è poi il lato agonistico che sfugge a chi guarda solo i montepremi. Il Team Falcons ha vinto l’Esports World Cup Club Championship nel 2025, difendendo il titolo del 2024. Due anni di fila sullo stesso trofeo: nel calcio si chiamerebbe ciclo, negli esports è semplicemente la fotografia di una scena in cui una decina di organizzazioni comprano i migliori giocatori di tutti i titoli e li schierano insieme.
Questo è il materiale grezzo. Il problema è che la conoscenza di un torneo e la possibilità di scommetterci sopra sono due cose separate in Italia, e la seconda dipende da un atto amministrativo che nessun appassionato legge. Affrontiamolo.
Normativa e concessioni: che cosa può finire nel palinsesto
L’agenzia che conta si chiama ADM (ex AAMS) — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — e il mercato continua a dire «AAMS», per abitudine e per inerzia di dominio. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Qui va detto subito una cosa che nessuna pagina promozionale scrive: le licenze italiane non si comprano, si vincono. Sono «concessioni» assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (il betting exchange); bingo. Sei lettere, sei permessi diversi.
L’art. 6, comma 3 fissa il resto: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti, una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fermi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): un operatore sa oggi quanto pagherà nel 2033, e questa stabilità è esattamente ciò che un concessionario compra.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe e codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda.
E ora la parte che decide tutto il resto. Quell’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere diritto a scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione, e il suo nome sulla lista, da solo, non dimostra che offra scommesse sportive. Lo dimostra il sito dell’operatore, lo dimostra la sua app. Una presenza in una classifica non è una concessione. Un codice in fondo a una pagina di termini, invece, è la prova che l’operatore stesso mette a disposizione di chiunque.
Il palinsesto, evento per evento
L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto»: il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può accettare solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. Non è una formalità: ADM aggiunge eventi uno alla volta, come dimostra il caso di settembre 2026, quando ha autorizzato la Setka Cup con bet365 come primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore.
Qui bisogna essere onesti con il lettore e netti: se il palinsesto approvato includa gli esports non è dato sapere. Nessun documento pubblico lo elenca. Questo non significa che non si possa scommettere su un torneo di League of Legends da un sito .it: significa che la risposta va cercata nel posto giusto, cioè nella sezione sport e nei mercati che l’operatore mostra nel proprio conto, non in un regolamento o in un articolo come questo.
La legge conosce anche gli «eventi simulati»: art. 2, lett. v) li definisce come eventi sportivi, ippici e altri, simulati al computer e mostrati con animazione o come evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali», e in uno dei prossimi paragrafi si vede che numeri porta. Sull’ippica, invece, la legge distingue due cose che il pubblico confonde: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: giocate tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté), che richiedono una concessione a sé. Se un brand online prenda oggi totalizzatori di ippica nazionale è un altro punto che nessun elenco pubblico scioglie.
Il live lo offrono tutti i grandi operatori, e le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note: non esiste, qui, nessun elenco di mercati live da consultare. Il betting exchange è un gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare il puntatore o il banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 sostiene che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, però, non è dato sapere: Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Restano due cose che valgono per il giocatore più di qualunque torneo. La prima: sulle scommesse sportive non esiste un tetto statutario in euro alla puntata. Gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore sceglie da sé e il limite di deposito fissato in registrazione. La seconda: esiste una decisione del direttore di ADM su scommesse e minori che cita il DM 111/2006, e il suo contenuto non è noto.
Che cosa rischia chi gioca su un sito senza concessione
Offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 dispone che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni provider restano indietro; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini (ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore), e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. Le copie speculari spuntano nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati», e non promette niente a nessuno.
La regola che riguarda il giocatore, e che sorprende quasi tutti, è un’altra. Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come la cita ADM il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un caso concreto contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando esse siano accettate all’estero.
Mettiamo le due strade una accanto all’altra, perché è qui che il lettore decide. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza licenza non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, per come ADM stessa scrive la regola, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze straniere, che in Italia non valgono nulla.
Pubblicità vietata, bonus che esistono lo stesso
Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (convertito con L. 96/2018), è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità di operatori senza licenza può attirare provvedimenti AGCOM sui media.
Il seguito è meno netto di come lo raccontano. Dalla stampa di settore del 2025‑2026: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica del divieto). Un emendamento Forza Italia alla manovra 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
E poi la confusione che questo divieto genera ogni volta: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. I bonus di benvenuto ci sono, eccome. Nessun tetto statutario al bonus e nessun tetto ai requisiti di puntata è noto, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Che è un modo elegante per dire: nessuno ti protegge con una regola generale, ti devi leggere le condizioni.
La tassa che non paghi tu
Qui il mercato è pieno di leggende, e vale la pena smontarle con calma. Sulle scommesse sportive a quota fissa l’operatore versa l’imposta unica (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %). Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Per il giocatore la conseguenza pratica è questa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — un’affermazione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 («tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla), e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Per questo, prima di qualunque scelta, va consultato un commercialista.
Il quadro cambia e diventa scomodo quando il sito è estero o privo di concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va scritta per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Vale la pena dirlo senza girarci intorno: la differenza tra i due regimi fiscali, da sola, è un argomento più forte di qualunque quota promozionale che un sito .com possa esibire. Nessun bonus senza deposito compensa una dichiarazione fatta male.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che il conto mette a disposizione
I limiti si scelgono in registrazione
ADM, ex AAMS, è anche il regolatore della tutela, e l’art. 15, comma 1 elenca gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Nel concreto, la registrazione è il momento in cui il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per alzare un limite. Il valore del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è noto.
Autoesclusione e RUA
Il meccanismo che ogni giocatore dovrebbe conoscere prima di tutto il resto è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018: blocca tutte le piattaforme online con licenza ADM e le sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una testata di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e i periodi e le forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina di ADM riportano.
Admiralbet, per esempio, prevede nei propri termini l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono numeri che vale la pena leggere due volte: novanta giorni di pausa breve, nove mesi prima di poter chiedere di rientrare da un’esclusione a tempo indeterminato. Chi pensa di «provare a smettere per una settimana» non ha ancora capito come funziona il registro.
E qui c’è il punto che riguarda direttamente il tema di questa pagina. I siti senza concessione non sono collegati al RUA: un giocatore autoescluso, su quei siti, non è protetto da nulla. Non è un dettaglio tecnico, è la differenza tra una pausa che tiene e un pulsante che non fa niente.
Identità, SPID e il conto di gioco
Un conto di gioco richiede identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID; per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Goldbet, come riportato, offre anche la CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi bloccati, per come lo scrivono le pagine degli operatori.
L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Detto in modo meno aulico: il conto italiano ti conosce, ti chiede chi sei e ti chiede quanto vuoi depositare, prima di lasciarti puntare. È la ragione per cui la prima mezz’ora su un .it è più lenta — e la ragione per cui su un sito senza licenza non lo è.
Il Telefono Verde e gli altri canali
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero gratuito, e l’unica riga di questa pagina che non ha un secondo fine.
C’è anche un obbligo informativo che spesso sfugge: l’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Un operatore che dichiara di avere a cuore il gioco responsabile, e poi non spende quella cifra, sta semplicemente scegliendo di non farlo.
Calendario e tornei: dove guarda chi scommette
I titoli e i circuiti che contano
Torniamo al materiale vero del tema. I titoli che attirano pubblico e, di conseguenza, attirano mercati sono quelli detti sopra: League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft. Cambiano i formati — cinque contro cinque, quattro contro quattro, uno contro uno nei picchiaduro — ma il principio è sempre lo stesso: due squadre o due giocatori, un vincitore, e una serie di partite che si gioca in una finestra di giorni.
I tornei che valgono più attenzione sono quattro classici più un contenitore nuovo. Il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l’Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro, l’Intel Extreme Masters. E poi l’Esports World Cup, che con i suoi 75 milioni di dollari USA e 24 giochi ha spostato il centro di gravità: un solo evento, a Parigi, dal 6 luglio al 23 agosto 2026, dentro cui convivono titoli che normalmente non si incontrano mai nella stessa competizione.
Chi ha seguito l’edizione 2025 ha visto il Team Falcons vincere l’Esports World Cup Club Championship, difendendo il titolo del 2024, con un montepremi complessivo di 71,5 milioni di dollari USA. Chi guarda solo il risultato finale non si accorge di una cosa: un formato multi-gioco premia chi è forte su più titoli contemporaneamente, e questo ha cambiato il modo in cui le organizzazioni costruiscono le rose.
Per il giocatore, la conseguenza è concreta. Su un torneo che dura sette settimane con ventiquattro giochi dentro, il numero di partite è enorme e la profondità dei mercati dipende dal titolo: su un main event di League of Legends si trovano più tipi di giocata che su una fase a gironi di un titolo minore. Nessun elenco pubblico lo dice; lo mostra il conto dell’operatore, sezione per sezione, giorno per giorno.
Che cosa si trova in un palinsesto sportivo italiano
Vale la pena guardare che cosa offrono gli operatori che si presentano con una concessione ADM, perché il confronto tra esports e sport tradizionali è, per il momento, impietoso.
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Su un palinsesto così, l’esports è una riga. Non è una critica agli operatori: è la fotografia di un mercato in cui domanda e approvazione amministrativa viaggiano a velocità diverse. Il calcio si gioca ogni settimana, i mercati sono consolidati e i clienti li cercano per nome; un torneo di Counter-Strike si gioca tre volte l’anno e lo cerca chi lo segue già.
Eppure l’esports ha qualcosa che il calcio non ha: le partite non finiscono in pareggio e i formati sono prevedibili. Una serie al meglio delle tre, al meglio delle cinque, un girone all’italiana. Per chi ragiona su un mercato a due esiti, la struttura è più pulita di un 1X2 con tre possibilità. È un dettaglio che i comparatori ignorano perché non fa vendere — e che invece, per un giocatore attento, è il motivo per cui l’esports vale la curiosità.
Le competizioni sotto — e il caso della Setka Cup
C’è poi il mondo che sfugge a chi guarda solo i grandi tornei. Le competizioni di livello inferiore — i circuiti regionali, i tornei online, le leghe minori di titoli minori — sono quelle dove la documentazione è più fragile e la sorpresa più frequente. Su un main event mondiale ogni roster è conosciuto, ogni sostituzione è annunciata, ogni forma recente è tracciabile. Su un torneo di secondo livello manca tutto questo, e mancano anche le informazioni che adesso ti servono.
Nella sostanza è la stessa cosa delle serie minori di calcio, con una differenza importante: nel calcio c’è un archivio storico lungo, nelle leghe esports minori spesso no. Non è un caso che ADM proceda evento per evento, e che il caso della Setka Cup citato prima sia significativo: un torneo che entra nel palinsesto dopo un’autorizzazione specifica, con un operatore indicato come primo partner. Significa che la strada per il riconoscimento esiste, passa per una valutazione e non è automatica.
Come si legge una quota
Qui smetto di descrivere e comincio a contare, perché è l’unica parte di questa pagina che si può davvero usare.
Una quota decimale dice due cose contemporaneamente. La prima è il ritorno: puntata × quota = somma che torna indietro se il pronostico entra. La seconda è più sottile, e quasi nessun appassionato la guarda: quanto, dentro quel prezzo, è già stato tolto.
Facciamo il conto su un mercato a due esiti con quota 1,90 per l’uno e 1,90 per l’altro — l’esempio illustrativo che serve a mostrare il meccanismo, non un prezzo quotato da qualcuno. La quota che resta al giocatore si legge così: 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), che dà una percentuale di restituzione tra il 94 e il 95 %. Il margine è 100 % meno quella percentuale, quindi si colloca tra il 5 e il 6 %. Vale per l’ipotesi di partenza — due esiti quotati uguali — e non per qualunque mercato.
La banda, e non un numero secco, è il punto. Su un mercato a tre esiti, con il pareggio in mezzo, il margine sale; su un mercato con più di tre esiti, e con quote tutte vicine all’unità, sale ancora. Su un torneo esports di nicchia, dove i clienti sono pochi e il bookmaker deve coprirsi dall’asimmetria delle informazioni, si trova nella parte alta della banda o sopra. Il margine di 1X2 non è il margine di un Under/Over, e il margine del calcio non è quello di Counter-Strike: chi confronta due operatori usando il margine di un mercato diverso non sta confrontando niente.
C’è una conseguenza che vale la pena rendere concreta su cinquanta euro. Su un mercato che restituisce il 95 %, cinquanta euro puntati tornano indietro, in media e su molte giocate, per 47,50 €. Puntati su un mercato che restituisce il 92 %, tornano per 46 €. Un euro e mezzo di differenza sembra niente; ripetuto su cento schedine da cinquanta euro sono 150 €, cioè più di qualunque bonus di benvenuto modesto che questa pagina incontra più avanti.
Per questo l’unico modo onesto di leggere una quota è guardarne almeno due mercati dello stesso evento, nello stesso momento, sullo stesso operatore. Il resto è costume.
Il calcolo della vincita, dal biglietto
La formula è lineare e va tenuta a mente perché è quella che serve al momento della scommessa. Ritorno = puntata × quota. Profitto netto = puntata × (quota − 1). Con dieci euro su una quota di 1,85 il ritorno è 18,50 € e il profitto è 8,50 €: la prima cifra comprende la puntata, la seconda è quello che si guadagna davvero, e confonderle è l’errore più comune di chi guarda il saldo.
Su una multipla le quote si moltiplicano in un prezzo unico. Tre eventi a 1,80, 1,90 e 2,10 danno una quota totale di circa 7,18 — e con dieci euro di puntata un ritorno intorno ai 71,80 €, che suona entusiasmante finché non si considera che servono tre pronostici azzeccati per incassarlo, e che il margine del bookmaker è dentro ognuno dei tre prezzi, non solo nell’ultimo.
Il sistema, che in Italia è un formato noto e spesso frainteso, funziona a parte: è un insieme di multipla incrociate, e il numero di combinazioni sale molto più in fretta del numero di pronostici. La cosa che conta non è la matematica, è che l’assorbimento del margine si moltiplica per ogni combinazione: più il biglietto è complesso, più la parte che resta all’operatore cresce in proporzione.
Valutazione: come sono stati scelti i dieci operatori
I criteri
Il criterio numero uno non è negoziabile, e non è un’opinione: la concessione. Tutti e dieci i marchi di questa selezione sono su un sito .it e hanno un codice ADM assegnato per sito. È il punto di partenza, non un merito — e vale la pena ripetere che il mercato non si esaurisce in dieci nomi: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di licenza.
Il secondo criterio è la verificabilità. Un operatore che scrive il proprio numero di concessione e la società che lo gestisce nei termini è un operatore che si può controllare in due minuti. Uno che non lo scrive costringe il giocatore a fidarsi, e la fiducia non è una specifica.
Il terzo è la sostanza del prodotto sportivo: quanti eventi, quali campionati, quali tipi di giocata, quali funzioni. Questi sono dati che le app dichiarano: un numero di eventi giornalieri, un elenco di competizioni, una funzione di chiusura anticipata della schedina. Sono confrontabili, quindi vanno confrontati.
Il quarto è la chiarezza delle condizioni. Non l’entità del bonus — quella è una scelta commerciale che cambia ogni stagione — ma quanto è scritto in modo che si possa capire cosa serve per ottenerlo.
Il quinto, e per questa pagina il più scomodo, è la trasparenza sull’esports. Un operatore che ha l’esports lo mostra nella propria app; uno di cui non si sa, semplicemente non lo dice. Nessuno dei dieci si presenta con un elenco di tornei esports sulla scheda pubblica dell’app.
Qui la scelta del lettore si divide in due, ed è giusto dirlo con franchezza. Chi vuole scommettere su un torneo di League of Legends deve guardare nel conto dell’operatore, sezione sport, e verificare da sé se il torneo che gli interessa c’è. Chi sta cercando un bookmaker sportivo italiano solido, con uno sguardo all’esports come possibilità futura, ha dieci schede sotto che si possono leggere come si leggono sempre: guardando prima la concessione, poi il prodotto, e solo alla fine il bonus.
Panoramica: concessione e termini a confronto
| Marchio | Numero e titolare della concessione ADM | Che cosa dicono i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dichiarato dall’app da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi sportivi al giorno, più di 15.000 eventi live e streaming gratuito; funzioni come Scommessa DUO, Supercombo e Cash Out |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Freebet settimanale da 5 € dell’Extra Bet Club per la stagione di Serie A, fino a 100 €, con multipla di almeno 20 €, almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati italiani ed europei, coppe continentali e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Eventi italiani e internazionali con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; pausa, limiti di versamento, avvisi di attività e autoesclusione fra gli strumenti di gioco responsabile |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi; risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori; funzione Cash Out |
Due numeri consecutivi nella tabella non significano due operatori gemelli. Eurobet Italia S.r.l. gestisce tre siti con tre concessioni diverse, mentre Betsson e StarCasinò fanno capo alla stessa società, Azzurri Limited, con due numeri distinti. La concessione si assegna per sito: chi controlla una società controlla un portafoglio, non un marchio.
E c’è una colonna che la tabella non ha, e non per pigrizia: l’esports. Nessuno di questi operatori lo rivendica in una dichiarazione pubblica che si possa citare, e riempire quella casella con un’ipotesi sarebbe il modo più rapido per rendere inutile tutto il resto dei numeri. Chi vuole risposte su quel punto le trova in una sola direzione: il palinsesto che l’operatore mostra dentro il conto, evento per evento, e la lista di siti autorizzati di ADM per la parte che riguarda la licenza.
I dieci operatori, uno per uno
Eurobet: il palinsesto più largo d’Italia
Eurobet è il marchio con il palinsesto più eclettico del gruppo: l’app Eurobet Sport offre un programma che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). La concessione è la n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e la stessa società gestisce Bwin.it e giocodigitale.it con concessioni proprie — un dettaglio che dice molto su come è organizzato il mercato italiano.
La parte interessante è proprio quella coda dell’elenco: politica e reality show. Significa che il concessionario ha costruito un’infrastruttura capace di quotare eventi non sportivi, con regole di liquidazione proprie e un palinsesto approvato evento per evento. Se un operatore è in grado di mettere una quota su un’elezione, la barriera per aggiungere un torneo esports non è tecnica: è commerciale.
Verdetto: il richiamo dell’ampiezza funziona solo se il torneo che cerchi c’è. Un palinsesto che copre scacchi ed elezioni è la prova che Eurobet non ha paura di eventi fuori dal coro; ma nessuno degli eventi elencati nella sua app è un torneo di videogiochi, e questa è la sola risposta che i suoi dati pubblici danno.
Sisal: il numero che vale più di tutte le promesse
Sisal apre la propria scheda con due cifre difficili da discutere: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. La concessione è la n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Nel prodotto sportivo figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
Quei 3.000 eventi virtuali meritano una riflessione, perché sono eventi simulati nel senso dell’art. 2, lett. v) del D.Lgs. 41/2024: competizioni generate al computer, mostrate con animazione o come evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e tassate al 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. È l’unica famiglia di prodotti «simili a un videogioco» che la legge italiana nomina esplicitamente. Un torneo di Counter-Strike, invece, non ha un articolo che lo riguardi.
Verdetto: la macchina del volume è il vero argomento di Sisal. Mille eventi al giorno e uno streaming gratuito costruiscono una copertura che quasi nessuno eguaglia; il rovescio della medaglia è che una profondità così distribuita su tutto finisce per lasciare una nicchia come l’esports a un numero di mercati che dipende dal singolo evento, non da una strategia dichiarata.
William Hill: la schedina che si trasforma in freebet
William Hill Malta Plc è il titolare della concessione n. 16044. Il contenuto del brand, per chi legge i suoi termini, è tutto in un club: l’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Leggiamo quella condizione come la legge un giocatore. Venti euro di multipla non sono una puntata singola e non sono nemmeno un importo di prova: servono cinque eventi azzeccati per far valere il biglietto, e una quota totale minima di 10.0 significa che ogni singolo evento pesca da una fascia di prezzo dove la probabilità implicita è bassa. In cambio arrivano 5 € di freebet — e la freebet, per definizione, non restituisce la puntata insieme alla vincita. Il rapporto tra l’impegno e il premio non è entusiasmante, e chi lo presenta come «gioca e ricevi» sta raccontando solo la seconda metà.
C’è una cosa che questa formula fa bene, però, e riguarda proprio il tema della pagina. Il target dichiarato è la stagione di Serie A: un prodotto costruito su un campionato con date fisse, calendario noto e visibilità televisiva. Il meccanismo funziona con un campionato, non con un torneo che si gioca tre volte l’anno. Un club di questo tipo applicato a un circuito esports avrebbe bisogno di un torneo lungo e ricorrente, e oggi non ce n’è uno che abbia quella regolarità nel calendario italiano.
Verdetto: un’offerta che si misura in costanza, non in generosità. Cento euro potenziali in una stagione sono un rimborso spalmato su mesi, con un tetto settimanale di 5 € e una condizione di puntata che esclude chi gioca biglietti semplici.
Planetwin365: la copertura dei campionati
Pwo S.p.a. è il titolare della concessione n. 16007, e la scheda dell’app Planetwin365 è quella di un operatore che ha scelto la profondità sui campionati: nazionali ed europei, Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La Serie C in mezzo alla Premier League è il dettaglio che distingue questo operatore. Una copertura che arriva fino alla terza serie italiana dice che la macchina dei trader non lavora solo sui grandi eventi; dice anche che il numero di mercati per evento cala man mano che si scende, perché è il volume di gioco a giustificare l’apertura di un mercato, non la simpatia per una squadra.
Su venti tipologie di sport, l’esports — se c’è — sarebbe la ventunesima, e non compare in nessuna delle voci elencate pubblicamente.
Verdetto: la profondità italiana è la sua specialità, e anche il suo limite. Chi cerca un campionato minore, una serie cadetta, una coppa nazionale, trova qui un catalogo che pochi eguagliano; chi cerca un torneo internazionale di videogiochi deve accontentarsi di verificare da sé, perché il catalogo dichiarato guarda altrove.
Lottomatica: il marchio che nessuno riconosce come GBO Italy
La concessione n. 16010 è intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), e questa è la sorpresa per chi legge queste carte per la prima volta: il nome che compare nell’elenco dei concessionari è quello della società, mentre il marchio che il giocatore vede è Lottomatica. Le due cose non coincidono quasi mai, e questo è un argomento a favore di chi legge i termini fino in fondo.
L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il mix è quello di un operatore che punta sulla riconoscibilità del marchio e sulla solidità dell’infrastruttura tecnica: quote in tempo reale e streaming sono due cose che costano, e chi le offre su un catalogo ampio ha investito dove si vede meno.
Verdetto: una struttura solida con un catalogo dichiarato senza punte. Lo streaming live è il vero contenuto dell’offerta, e chi scommette guardando la partita lo nota subito; chi cerca un elenco di sport sterminato troverà la stessa lista di dieci altri concorrenti.
bet365: il partner della Champions e la pausa volontaria
Hillside (New Media Malta) Plc è il titolare della concessione n. 16030. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
La sponsorizzazione è un dato di fatto e vale la pena leggerlo per quello che è: un accordo commerciale internazionale, non una licenza italiana. La licenza italiana è la 16030, e su quella si gioca. Il resto della scheda è interessante per un’altra ragione: tra gli strumenti di gioco responsabile compaiono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Una pausa volontaria non è un’autoesclusione, e la differenza conta: la pausa è un fermo che il giocatore si dà, l’autoesclusione passa dal registro e blocca tutte le piattaforme autorizzate in Italia. Chi ha un problema vero cerca la seconda, non la prima.
Verdetto: un profilo internazionale che convive con una cassetta degli attrezzi completa. La notorietà del marchio non è una specifica tecnica, ma la combinazione tra catalogo, sponsorizzazione e strumenti di controllo rende questo operatore uno dei pochi in cui la parte di tutela non è un link in fondo alla pagina.
Betsson: la libreria dei mercati
Azzurri Limited è la società dietro la concessione n. 16027. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Questa è, tra le dieci, la scheda più utile per capire come si legge un mercato. 1X2 è il mercato a tre esiti; Under/Over è il mercato a due esiti sul numero di gol; Goal/NoGoal è il mercato a due esiti sul fatto che entrambe le squadre segnino; marcatori è un mercato sugli eventi individuali; combo è la combinazione di più pronostici. Sono cinque famiglie che valgono, con nomi e regole proprie, anche su un torneo di videogiochi: un Under/Over sulle mappe giocate in una serie, un mercato sul numero di round, un mercato sul giocatore con più eliminazioni.
Che la libreria di Betsson sia già costruita per questo tipo di mercati non significa che li offra: significa che il salto è breve, e che la domanda di un lettore che cerca esports sull’app ha una risposta verificabile in pochi clic.
Verdetto: la catalogazione dei mercati è il punto di forza, e la verifica resta a carico di chi gioca. Chi conosce già i mercati trova qui la varietà che serve; chi cerca un torneo esports deve fare la stessa cosa che farebbe su qualunque altro operatore della lista — aprire il conto, cercare il nome del torneo, guardare.
StarCasinò: il casinò con il calcio accanto
StarCasinò opera con la concessione n. 16026, sempre di Azzurri Limited — la stessa società di Betsson.it, con un numero diverso perché la concessione è per sito. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il dettaglio della doppia concessione sotto un’unica società non è un cavillo: è la struttura del mercato italiano, e ha una conseguenza pratica per il giocatore. Due marchi controllati dalla stessa azienda possono condividere infrastruttura, tecnologia e reparto antifrode, mantenendo due identità commerciali distinte. Chi sceglie tra i due sta scegliendo un posizionamento, non due aziende indipendenti.
Per un lettore alla ricerca di scommesse sugli esports, questo è il caso più chiaro di tutto il gruppo: il baricentro dichiarato del prodotto è il casinò, e il comparto sportivo esiste, funziona ed è descritto con ampiezza generica.
Verdetto: il calcio c’è, il resto è contorno. Chi arriva da un’esperienza di casinò trova qui l’ambiente familiare; chi apre il conto pensando a un video gioco deve invece partire dal presupposto che questo non è il terreno su cui il marchio ha costruito la propria identità.
Betfair: il mercato dove puoi fare il banco
Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione n. 16028. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il nome Betfair significa exchange in mezza Europa, e la legge italiana lo tratta come un gioco separato: l’art. 6, comma 1, lett. e) ammette il betting exchange, e l’art. 2, lett. u) spiega che il giocatore può fare il puntatore o il banco e che il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. La documentazione dell’operatore è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi.
La differenza sostanziale, per il giocatore, è che sull’exchange il prezzo non lo fa un bookmaker con un margine incorporato, ma l’incontro tra due disponibilità. Questo cambia la natura del costo: non c’è un margine fisso, c’è una commissione sulla vincita. È un modello che premia chi ha ragione spesso e punisce chi gioca tanto senza vantaggio, ed è per questo che non si addice a chi scommette per svago.
Verdetto: un prodotto per chi vuole fare il prezzo, non per chi vuole seguire una partita. Chi cerca un mercato esports con la logica del bookmaker tradizionale troverà qui un’opzione in più, non la principale; chi vuole provare un modello diverso ha in mano l’unico nome della lista che ci si è costruito un’identità sopra.
SNAI: chiudere la schedina prima del fischio finale
Snaitech Spa è il titolare della concessione n. 16032. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica.
Mettiamo insieme le due funzioni, perché è lì che sta la sostanza. My Combo costruisce una multipla dentro la stessa partita, con una quota unica che è il prodotto dei singoli prezzi; il Cash Out la smonta prima della fine, offrendo una cifra che il bookmaker calcola in tempo reale. Chi incassa un cash out sta vendendo la propria posizione al prezzo che l’operatore gli offre, e quel prezzo contiene, per costruzione, il margine dell’operatore e la valutazione del rischio nel momento esatto in cui la si vende. Non è una via d’uscita gratuita; è un secondo mercato con la stessa logica del primo.
Che il cash out sia una delle funzioni più richieste è la ragione per cui una pagina come questa deve dire chiaramente che cosa fa e che cosa non fa: anticipa un incasso, non elimina una perdita già maturata, e su una schedina costruita su quote alte il prezzo di uscita tende a essere severo. Verdetto: la schedina componibile è il vero contenuto, e va maneggiata con la consapevolezza che ogni combinazione aumenta l’assorbimento del margine.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Su qualunque evento e tipo di giocata che stia dentro il palinsesto approvato da ADM, cioè il programma preparato dal concessionario e autorizzato dall’agenzia. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 fissa proprio questo limite: una scommessa si accetta solo su eventi del palinsesto. Quali sport e quali tipi di giocata ci siano dentro, palinsesto per palinsesto, si vede nel conto dell’operatore.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si confronta il suo nome con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga porta un codice e un sito .it. In più, gli operatori stessi dichiarano nei termini il proprio numero di concessione e la società titolare. Attenzione: la lista non ha una colonna per i giochi, quindi il nome sull’elenco non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Ritorno = puntata × quota. Profitto netto = puntata × (quota − 1). Con dieci euro su quota 1,85 il ritorno è 18,50 € e il profitto 8,50 €. Su una multipla le quote dei singoli eventi si moltiplicano in un prezzo unico, e per incassare bisogna indovinare tutti i pronostici del biglietto.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si prende un solo mercato, si sommano gli inversi di tutte le quote degli esiti e si divide 1 per quella somma: il risultato è la percentuale che torna ai giocatori, e il margine è quanto manca a 100. Su un due esiti a 1,90 e 1,90 la restituzione sta tra il 94 e il 95 %, quindi il margine tra il 5 e il 6 % — su quel mercato, con quei prezzi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica cade sul concessionario. Attenzione però ai siti esteri o privi di concessione: secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi. Non è consulenza fiscale: consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, come mostrano le pagine degli operatori, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre per aumentarlo servono sette giorni. Nei termini di un concessionario si trovano anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. Il valore che ADM fissa nella gara non è pubblico.
Tennis, motori e sport individuali – scommesseconspid
Contenuto creato dal team «scommesseconspid»
