La lista dei siti di scommesse in Italia: dieci concessioni ADM e quello che costano
Ottobre 30, 2026 — concessioni e iscrizioni all’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, lette nella versione pubblicata dall’Agenzia.
Un bookmaker che accetta scommesse in Italia ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it tutto suo. È questo, e nient’altro, il test che stabilisce chi può raccogliere giocate nel Paese: si apre l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza che l’Agenzia pubblica e si cerca il nome. Nessuna classifica, nessuna recensione, nessun confronto tra bonus assegna una concessione — e nessun nome che non compaia lì la possiede.
Quello che l’Elenco non fa è ancora più importante, perché decide come va letta ogni lista di siti di scommesse. Non esiste una colonna dei giochi. La concessione può coprire, in qualunque combinazione, scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo: trovarsi nell’elenco non dimostra da solo che un operatore offra anche un palinsesto sportivo. Quella prova la dà soltanto il sito dell’operatore, con il suo programma di eventi. Un marchio che entra in questo confronto lo fa perché la sua offerta sportiva è pubblicata, non perché la sua riga nell’Elenco lo dica.
Il terzo equivoco è di natura economica, e riguarda il lettore più di ogni altro. Chi cerca una lista cerca spesso un prezzo, e il prezzo che conta non è quello scritto nella promozione di benvenuto: è il margine che il bookmaker incorpora nella quota e che resta suo qualunque cosa accada sul campo. Su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 — l’esempio illustrativo che accompagna questa pagina, non una quota rilevata su un operatore — la quota di payout è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %, e il margine è la differenza, intorno al 5 %. Tradotto: su ogni 1.000 € puntati su quel mercato, al giocatore tornano in media circa 950 € e circa 54 € restano al concessionario. La banda è quella, ma il numero esatto dipende da quanto è equilibrato il mercato: due esiti quotati allo stesso prezzo la stringono al minimo, mentre un mercato con un favorito netto e un’esito lungo la allarga, perché è lì che il margine si nasconde meglio.
Da qui in avanti la stessa lente viene applicata a tutto: la concessione (un diritto, con i suoi limiti di durata), la normativa (obblighi che costano all’operatore e che l’operatore scarica dove può), le tutele sul gioco (strumenti gratuiti e limiti che il giocatore si dà prima di conoscere la propria fortuna), i bonus (denaro che arriva con condizioni allegate) e il palinsesto (quello che si può davvero giocare, e quanto si può giocare). Chi vuole la classifica asciutta la trova nella prima sezione; chi vuole capire perché una concessione vale quello che vale, nella seconda.
La valutazione: dieci concessionari ADM e come si sono guadagnati il posto
Nessuno di questi dieci marchi ha comprato il posto con una quota più alta o con un bonus più generoso. Il posto se lo sono guadagnato con una concessione, e la prima cosa da guardare in una lista di bookmaker è proprio la riga della licenza: numero, società concessionaria, dominio su cui la concessione è esercitata. La società che compare accanto al numero raramente porta il nome del marchio — è il caso di Lottomatica, la cui concessione è intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la stessa società dietro Goldbet — ed è normale: la concessione segue la persona giuridica, il marchio segue il pubblico.
| brand | numero di concessione e concessionario | quello che i termini dell’operatore dichiarano sul tema della pagina |
|---|---|---|
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €, riservato a conti verificati |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato; limite di ricarica, spesa e tempo scelto in registrazione |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | pause di gioco, limiti di versamento, avvisi sull’attività e auto esclusione dichiarati nell’app |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | palinsesto con schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | copertura di Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga e delle coppe europee |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live dichiarati, con diretta streaming gratuita |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | depositi e prelievi anche con PostePay e PayPal; streaming per giocare live seguendo la partita |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con Cash Out |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | bonus sport da 10 € registrandosi con SPID; bonus di verifica da 5 € con registrazione manuale |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
Due righe della tabella meritano una pausa, perché spiegano come leggere le altre otto. Lottomatica e Goldbet condividono lo stesso concessionario: la concessione è legata al sito, non al gruppo, e la stessa società può esercitarne più di una — è esattamente il meccanismo per cui Eurobet Italia S.r.l. gestisce eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it sotto tre righe diverse dell’Elenco. Chi conta i marchi per contare i concorrenti conta quindi due volte la stessa persona giuridica. E poi c’è il caso William Hill, l’unico dei dieci in cui la registrazione stessa è monetizzata: 10 € accreditati subito a chi entra con SPID, 5 € come bonus di verifica per chi sceglie la via manuale, dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Due strade, due cifre diverse, per lo stesso conto.
Il margine di un mercato equilibrato, quello calcolato sopra, resta il metro con cui giudicare le quote di tutti e dieci: nessuna concessione lo abbatte. Un’ultima avvertenza, che vale come metodo: quattro marchi noti al pubblico italiano — Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — non compaiono tra le 52 righe dell’Elenco lette in questa data. Non è un giudizio sulle loro quote, è un fatto sui loro diritti: senza quella riga non possono raccogliere giocate nel Paese, e la sezione dedicata alla normativa spiega cosa comporta per chi ci gioca comunque.
I fondamenti: dalla quota alla vincita, e perché il margine c’è sempre
Prima di confrontare dieci operatori conviene fissare tre cose: cos’è una quota, come diventa una vincita e chi paga il margine. Il resto della pagina presume che questi tre passaggi siano chiari, e sono anche i tre punti su cui i lettori sbagliano di più — di solito perché il terzo non viene mai detto.

La quota è un moltiplicatore applicato alla puntata. Il calcolo della vincita è puntata × quota: 10 € su una quota 1,90 restituiscono 19 €, di cui 9 € di profitto netto, cioè puntata × (quota − 1). Su una multipla il meccanismo non cambia natura, cambia ampiezza: le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo, e 1,90 per 1,90 fa 6,859, che su 10 € di puntata significa 68,59 €. Il salto di valore si vede subito. Quello che non si vede è che cresce anche la probabilità implicita di sbagliare almeno una gamba, e con essa la quota di payout che l’operatore si è tenuto su ognuna delle tre partite.
È il margine, appunto. Il margine non compare da nessuna parte nella schedina: è incorporato nelle quote, e per questo è la voce di costo più silenziosa del gioco. Su un mercato a due esiti la formula è la somma degli inversi delle quote. Con 1,90 e 1,90 la somma degli inversi vale 1,0526, il payout è 1 diviso quella somma, il 95 % circa, e il margine è quello che resta: intorno al 5 %. Su un mercato a tre esiti dello stesso tipo — casa, pareggio, trasferta — la banda sale, perché le tre quote devono coprire anche l’incertezza del pareggio e l’operatore non regala nulla su nessuno dei tre rami: un mercato 1X2 costruito sulla stessa logica sta tipicamente tra il 6 % e il 9 %. Su una multipla il margine si compone: tre mercati al 5 % non sommano il 5 %, lo moltiplicano per tre volte, ed è per questo che il payout di una multipla è strutturalmente più basso di quello di una singola. Il costo non è nascosto per malafede: è il prezzo del servizio, e come tutti i prezzi si confronta, non si subisce.
Il bookmaker si paga con il margine, non con il bonus. La frase è banale e quasi nessuno la traduce in pratica. Se un operatore offre 50 € di bonus e tratta quel mercato al 5 % di margine, quelle condizioni economiche valgono qualunque somma gli passi dalle mani, e qualunque somma ci guadagni il giocatore: il margine incassato cresce con il volume, non con l’esito. La pubblicità dice il contrario. L’aritmetica non discute.
La normativa: il Decreto Dignità, la 401 e la concessione a nove anni
La cornice legale italiana è più stretta di quella che molta utenza immagina, e le sue maglie si stringono soprattutto attorno alla comunicazione e all’offerta irregolare — non attorno a chi gioca su un concessionario.

La prima cosa da sapere è che la concessione non è una licenza permanente né aperta a chiunque. Le concessioni vengono assegnate con gara pubblica: art. 6, comma 3, del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La durata massima è di nove anni, senza rinnovo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. A fare la differenza tra un operatore regolare e uno che non lo è non è quindi la buona volontà: è un assegno da milioni, un piano industriale e una struttura societaria di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo.
L’articolo 6, comma 1, elenca i giochi che una concessione può coprire quando vengono offerti a distanza: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Il comma 5 richiede, tra le altre cose, l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’Agenzia fissa nella gara, e i commi 3 dell’art. 4 e dell’art. 5 tengono fermi per tutta la durata della concessione sia le condizioni sia il regime fiscale. Tradotto per il giocatore: le regole che trova oggi non vengono riscritte a metà partita.
Poi c’è il pezzo che sorprende chi arriva da una ricerca su Google: il Decreto Dignità vieta qualunque forma di pubblicità al gioco con vincite in denaro, anche indiretta, su qualunque mezzo — manifestazioni sportive, televisione, radio, stampa, affissioni e internet. La norma è l’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, ed è in vigore; l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli lo ha ribadito il 28 febbraio 2024 con una nota che contiene la formula appena riportata. L’autorità che la fa rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il paradosso è evidente a chiunque apra il telefono: le promozioni di benvenuto continuano a esistere, e la legge non vieta il bonus — vieta la réclame. Due precisazioni che la cronaca ha reso necessarie. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; e nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto. Resta pendente un emendamento Forza Italia alla manovra per il 2026 che vorrebbe togliere il bando per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: al momento della verifica il divieto è in vigore e l’esito dell’emendamento non risulta. Chi cita «la fine del divieto» cita un testo che non è legge.
Sul lato dell’offerta irregolare la norma è più pesante di quanto si creda, e non colpisce soltanto l’operatore. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’Agenzia stessa ha ricordato il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero; e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Non è la posizione di un commentatore ostile: è la lettura dell’autorità. Il comma 4-bis dello stesso articolo estende il divieto di raccolta in Italia anche alle scommesse accettate all’estero. L’importo dell’ammenda in euro non risulta, e non risulta nessuna vicenda giudiziaria che abbia coinvolto un singolo giocatore: la norma c’è, la sua applicazione pratica è un’altra domanda. All’operatore il conto si presenta invece con cifre esplicite.
L’art. 22, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, da adottare d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di maneggiare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore è non confermata. Nella versione in vigore, invece, l’art. 22 fa tenere all’Agenzia, con la Guardia di Finanza e Sogei, la lista dei siti legali legata ai concessionari e quella dei siti inibiti: entrambe pubbliche, sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a Internet e i prestatori di pagamento che disattendono un ordine dell’Agenzia incorrono in una sanzione da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Le liste si muovono in tempo reale: un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il blocco lavora a livello DNS, e qualche fornitore resta indietro.
Ecco cosa costa, in concreto, giocare su un sito privo di concessione. Non c’è la RUA, quindi un’autoesclusione non ha alcun effetto. Non c’è la vigilanza dell’Agenzia né un foro italiano dove far valere un credito. C’è l’oscuramento, che arriva e va via. E c’è la norma della Legge 401 letta dall’autorità, che mette in conto anche il giocatore.
La tutela: cosa si firma in registrazione e quanto resta bloccato
Il gioco responsabile, sui concessionari ADM, non è un opuscolo: è una serie di campi che bisogna compilare, e alcuni non si cambiano quando si vuole.
Il primo è l’età. Il divieto ai minori di 18 anni è un principio dell’art. 3, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 41/2024, che parla di «tutela dei minori di età», ed è una condizione della concessione: nessun concessionario può permettersi di sbagliare qui. Il secondo è l’identità. Un conto di gioco richiede l’identificazione piena: si apre con la registrazione classica e una copia del documento, oppure con SPID o CIE, che alcuni operatori mettono accanto alla via tradizionale. BetFlag, per esempio, rimanda esplicitamente alle procedure di identificazione con SPID e con CIE. La differenza tra le due strade è tutta nella fretta: senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Trenta giorni sembrano tanti finché non sono scaduti.
Il terzo campo è il limite di deposito, e qui la lista ufficiale dei siti non aiuta: i limiti li sceglie il giocatore, al momento dell’iscrizione, con cadenza settimanale o mensile. I termini di AdmiralBet lo rendono visibile nel modo più concreto: in registrazione viene chiesto di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Il dettaglio che conta non è la cifra, è l’asimmetria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato diventa operativo solo dopo 7 giorni. Chi scopre di aver giocato troppo alza il limite e scopre che il sistema gli concede una settimana di riflessione. Non è un difetto, è il punto. La cifra esatta del limite che l’Agenzia fissa nella gara non risulta: chi vuole il numero lo trova nel bando, non in un articolo.
Il quarto è l’autoesclusione, ed è qui che il sistema italiano si distingue. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale sul territorio: un giocatore che entra nel registro non può spostarsi su un secondo concessionario per riprovare lì. I termini di AdmiralBet descrivono la forma: autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi — riforma riportata dalla stampa di settore e riflessa nei termini degli operatori. La garanzia vale su tutto il perimetro legale. Fuori da quel perimetro non vale niente.
Gli strumenti che non bloccano ma avvisano completano il quadro, e conviene guardarli con occhio pratico. I termini e l’app di bet365 elencano periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 impone del resto a ogni concessionario autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito — fissati secondo l’età e il comportamento del giocatore, su protocolli approvati dall’Agenzia — messaggi automatici sulla durata e sulla spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un obbligo che si paga in denaro: ogni concessionario destina lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Il conto di questi obblighi lo presenta l’operatore, non il giocatore — ed è il motivo per cui gli strumenti di autolimite esistono davvero invece di essere decorativi. Un concessionario che spende fino a un milione l’anno in comunicazione responsabile e che deve far passare ogni protocollo dall’Agenzia ha un incentivo a tenere il giocatore dentro il perimetro, non a spingerlo fuori. Alla fine della pagina, nella sezione sulle domande ricorrenti, si trova il resto: dove si verifica una concessione, cosa succede al deposito, come si fa a controllare da soli.
I bonus: quanto vale davvero un’offerta di benvenuto
Qui la pagina smette di essere gentile, perché il bonus di benvenuto è la voce su cui la pubblicità lavora di più e quella su cui il calcolo si fa meno spesso.
Il termine è degli operatori, e va usato così: bonus di benvenuto. Il Decreto Dignità non lo vieta — vieta la réclame — e non esiste né un tetto di legge all’importo né un limite di rigioco fissato per norma. Significa che ogni cifra, ogni requisito di puntata e ogni quota minima vengono dai termini del singolo operatore, e vanno letti lì. Le due offerte che questa pagina può descrivere con i loro numeri sono le seguenti.
NetWin presenta l’offerta Sport-50 come bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Tre condizioni in una riga, e tutte e tre contano: il bonus si calcola sul deposito versato (versare 20 € ne produce 20, versarne 100 ne produce 50), il conto deve essere già verificato, e sotto i 20 € non parte niente. Chi arriva alla registrazione pensando «metto 10 € e vedo come va» non ha capito l’offerta, che non scatta.
William Hill fa la cosa opposta, e la fa meglio. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale il bonus di verifica è di 5 € e arriva dopo l’invio dei documenti, entro 96 ore. Qui non c’è deposito minimo da rispettare e non c’è attesa per la via rapida: due fattori che nelle promozioni di benvenuto sono quasi sempre presenti. Chi ha già SPID è già davanti a metà del vantaggio.
Sisal e SNAI giocano su un altro piano. Per il bonus di benvenuto Sisal bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; l’importo accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. SNAI prevede per i nuovi utenti dell’app un bonus di benvenuto, con promozioni settimanali e offerte periodiche a fare da contorno. Lottomatica annuncia bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con promozioni settimanali. Goldbet, infine, lega il bonus di benvenuto al percorso classico: si scarica l’app, ci si registra, si riceve il bonus. Per queste offerte, gli importi e i requisiti di puntata vanno verificati direttamente nei termini d’uso dell’operatore prima di procedere all’accettazione.
E qui torna il calcolo, perché il denaro che arriva con una condizione allegata non è denaro gratis. immaginiamo un’offerta il cui bonus è spendibile solo su quote non inferiori a una certa soglia — una clausola standard nella forma, e la soglia la fissa l’operatore. Immaginiamo un volume di rigioco richiesto pari a più volte il bonus base, altra clausola standard. Il conto da fare è questo: ogni puntata piazzata a quella soglia minima incassa il margine del mercato su cui è giocata, e se il rigioco richiesto è, per ipotesi, 2.000 € di puntate su un mercato con margine intorno al 5 %, il costo medio atteso è di circa 100 €. In altre parole: un bonus da 50 € (il caso NetWin) non copre quel rigioco — il giocatore esce dall’operazione in perdita. Un bonus da 500 € la copre. Lo stesso rigioco richiesto è conveniente o una trappola a seconda di quanto è grande il bonus. Il lettore che confronta due offerte di pari importo e non guarda anche quota minima e moltiplicatore sta confrontando la metà sbagliata. La sezione sulle domande ricorrenti riprende il tema dal lato della lettura delle quote, dove il margine si vede.
Il palinsesto: cosa si può giocare, e quanto
L’ultima voce di costo non si paga in denaro, si paga in occasioni mancate: quanto è largo il programma di eventi e quanto è facile sbagliare il tipo di giocata.
Il palinsesto, «palinsesto», è il programma di eventi e tipi di scommessa che il concessionario prepara e l’Agenzia approva: si può scommettere solo su eventi che stanno lì dentro, e l’Agenzia aggiunge gli eventi uno per uno. A settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa entrino nel palinsesto di ciascun operatore non si sa in anticipo; i termini d’uso non lo elencano, il sito sì.
Le tipologie ricorrenti sono poche e vale la pena nominarle una volta: singola, multipla, sistema. La singola è una giocata, la multipla aggrega più giocate in un solo biglietto con una quota unica, il sistema è una combinazione con copertura parziale delle giocate, che riduce il rischio e riduce il profitto. Nella terminologia del mercato ci sono anche 1X2 per l’esito finale, GG/NG per goal e no goal, Under/Over per il totale, DNB per la scommessa con rimborso in caso di pareggio, l’handicap per il vantaggio o lo svantaggio di partenza, la combo per più mercati sulla stessa partita, il cash out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento — il termine resta in inglese anche sui siti italiani — e il betting exchange, la formula «punta e banca» in cui il giocatore può fare la parte di chi punta o di chi banca e il concessionario si limita a mettere in contatto gli utenti. Il comma 1, lett. e), dell’art. 6 del D.Lgs. 41/2024 lo ammette come gioco a sé, con un’apposita concessione. Quali marchi lo facciano oggi e a quali commissioni non risulta; la documentazione della piattaforma che per prima lo ha portato in Italia è descritta come recante regole aggiuntive per i conti italiani, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi.
Anche l’ippica ha una struttura a sé, e leggerla male costa: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), insieme alle scommesse sportive; i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno alla lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda totalizzatori ippici nazionali online non risulta, ed è una buona domanda da fare al servizio clienti prima di aprire il conto per quello.
Sui virtuali la risposta è più semplice, perché il legislatore li ha definiti: l’art. 2, lett. v), parla di «scommesse su eventi simulati», cioè sport ed eventi ippici simulati dal computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro la concessione per le scommesse sportive. Gli operatori, di conseguenza, hanno una sezione Virtuali. Sisal dichiara oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte; SNAI indica oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo; Lottomatica copre calcio, corse di cavalli al trotto e al galoppo e levrieri, con formule come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio; Eurobet propone calcio simulato nelle forme Campionato, Big Match e Derby, corse al galoppo, levrieri e Palline 2.0. Su questi prodotti l’imposta è diversa, come si vede più sotto, e il margine è tipicamente più alto: sono quote su un generatore, e il generatore non sbaglia mai.
Il tetto alle puntate, va detto una volta e chiaro, non esiste per legge: l’art. 6, comma 1, non fissa un massimo, e nessun euro-limite statutario alle puntate sportive risulta. Gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi cerca «quanto posso puntare» troverà un limite tecnico dell’operatore, non una norma.
Le quote, il deposito e le tasse: il conto finale per chi gioca
Le tre voci che restano — la quota, il movimento di denaro, il fisco — valgono più di qualunque bonus di benvenuto scritto in grande, e nessuna delle tre compare in una promozione.
Sul lato fiscale la posizione del giocatore è semplice, e va letta con una clausola. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta cade sul concessionario: la stampa di settore descrive la cosa come tassazione alla fonte, con il giocatore che riceve la somma netta. La fonte è giornalistica e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione pratica è sempre la stessa: per il proprio caso, un commercialista. Sul lato dell’operatore le aliquote sono un’altra cosa, e spiegano perché il margine non si abbassa mai per generosità. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la giocata è raccolta in rete fisica e 24,5 % se è raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote. Sui virtuali, cioè sugli eventi simulati, l’aliquota è il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Un aumento al 21 % e al 25 % proposto nel «Decreto Sport» non è entrato in vigore. Il 4,5 % di differenza tra rete fisica e online non è una curiosità: è la ragione per cui le quote dei concessionari che operano solo a distanza partono da una base di costo più alta, e per cui la banda di margine calcolata nella prima sezione va letta come un ordine di grandezza, non come una promessa.
Il fisco cambia completamente faccia quando il sito non ha la concessione. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni: nella lettura pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e questa non è consulenza fiscale. Il punto, per chi confronta una lista di siti, non è la complicatezza del modulo: è che il vantaggio di quota che a volte si vede su un operatore estero può essere assorbito dalla dichiarazione, e che su quel fronte non c’è nessun concessionario a fare da sostituto.
Sui movimenti di denaro la normativa italiana ha una figura che non esiste altrove e che conviene conoscere: i punti vendita ricariche dell’art. 13 del D.Lgs. 41/2024. L’Agenzia tiene un registro dei punti — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, ma solo fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né liquidare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno a chi lo gestisce. Il lettore che ricarica in tabaccheria ragiona quindi su un doppio limite: quello del proprio deposito settimanale scelto in registrazione e quello dei 100 € in contanti, che vale per tutti i punti messi insieme. Le rotaie che le pagine di confronto mostrano sui concessionari ADM sono le carte, PostePay e altre prepagate, i portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in contanti in tabaccheria; l’elenco proprio di ogni operatore sta nei suoi termini, ed è una pagina che si legge in due minuti prima di scegliere dove aprire il conto. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione è aperta, e nessuna norma che le approvi risulta.
Gli operatori in dettaglio: le dieci concessioni, una per una
NetWin: il bonus reale che premia chi deposita davvero
NetWin è il caso in cui la pagina si sente a casa, perché l’offerta è dichiarata senza giri di parole: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 €. «Bonus reale» non è un aggettivo di marketing qui: significa denaro che si somma al deposito, non una giocata gratuita il cui guadagno dipende dalla quota. La concessione è l’ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a.
Il limite dell’offerta è nel tetto, non nella formula. Cinquanta euro di bonus sono un tetto basso, e chi deposita 100 € per «prendere il 100 %» ne prende la metà: l’offerta è progettata per il deposito piccolo e per chi vuole una spinta iniziale, non per chi cerca un capitale di gioco. Il conto verificato obbligatorio aggiunge poi un passaggio prima del primo deposito, e chi si presenta con i documenti pronti non se ne accorge. Il verdetto: è l’offerta da guardare se il piano è partire con 20-50 € reali e una somma equivalente di bonus, non se il piano è un deposito a tre cifre, che qui lascia sul tavolo la parte più interessante della promozione.
AdmiralBet: dove i limiti si scelgono in registrazione
AdmiralBet ha la concessione ADM n. 16048, di Admiral Bet S.r.l., e della lista è il marchio che rende più visibile la parte scomoda del gioco responsabile. I suoi termini chiedono in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: tre limiti, su tre orizzonti, prima di poter giocare. Il meccanismo è asimmetrico come deve essere: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
L’autoesclusione segue la stessa logica di ampiezza: 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi — un allargamento che serve a chi ha bisogno di una pausa breve ma reale, non di un mese intero. Sull’offerta sportiva i materiali del marchio non entrano nel dettaglio; la pagina non inventa palinsesti. Il verdetto: è l’operatore da scegliere per chi vuole che i propri limiti siano fissati prima, non dopo, e per chi considera la finestra di 7 giorni sull’aumento un alleato e non un fastidio.
bet365: la concessione più visibile e il partner della Champions
bet365 ha la concessione ADM n. 16030, di Hillside (New Media Malta) Plc, e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. L’elenco delle competizioni e degli sport è ampio — Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live — e il peso dell’argomento non sta nella lista ma nella parola «partner»: un accordo con la competizione più seguita d’Europa costa, e il costo sta dentro il margine. Il collegamento con la Setka Cup autorizzata dall’Agenzia a settembre 2026 come primo partner aggiunge un’altra tessera allo stesso disegno: bet365 sta dove il palinsesto viene ampliato e comunica il proprio nome dove può.
Sul gioco responsabile i suoi strumenti comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Sono gli strumenti standard, dichiarati in modo ordinato. Il verdetto: la marca è il riferimento per chi vuole un programma sportivo largo e segue le competizioni europee, mentre chi gioca due mercati a settimana paga un premio di notorietà che non usa.
Goldbet: il marchio sportivo dello stesso gruppo di Lottomatica
Goldbet ha la concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la stessa società che compare accanto al numero di Lottomatica. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e il bonus di benvenuto si sblocca scaricando l’app e registrandosi: il percorso è lo stesso dell’iscrizione, senza passaggi separati.
Il dato più utile della sua scheda non è sportivo: è che dieci marchi in classifica non sono dieci concorrenti indipendenti. Due di loro rispondono alla stessa persona giuridica, e chi apre due conti per prendere due bonus di benvenuto si sta rivolgendo allo stesso concessionario. Il verdetto: Goldbet è la scelta di chi cerca il percorso più corto tra registrazione e schedina su tutti i campionati di calcio, con la consapevolezza che il bonus è legato all’app e che il gruppo è lo stesso di un altro nome in lista.
Planetwin365: il palinsesto italiano più dettagliato della lista
Planetwin365 ha la concessione ADM n. 16007, di Pwo S.p.a., e sui campionati è il marchio che scende più nel dettaglio: l’app copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È la fotografia più concreta di cosa significhi un palinsesto ampio: non «migliaia di eventi», ma i nomi dei tornei che un lettore italiano cerca davvero, dalla Serie C alle coppe.
I risultati in diretta sono anche il presupposto del gioco live. Il verdetto: se il criterio è quanto si può trovare in una domenica di Serie B o di Conference League, Planetwin365 regge il confronto con chiunque, mentre chi cerca formule di scommessa particolari troverà il catalogo altrove.
Sisal: il marchio che vive di eventi e di negozi
Sisal ha la concessione ADM n. 16020, di Sisal Italia S.p.a., e mette sul tavolo due numeri che nessun altro eguaglia: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket. Un listino così largo non è solo varietà: è la possibilità di trovare un mercato su una partita che gli altri non coprono, e con 15.000 eventi live la copertura in-play smette di essere una vetrina.
La parte ibrida è altrettanto caratteristica. L’app permette di prenotare le scommesse e di ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Tra le formule ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppa, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out per chiudere prima della fine. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 alle 3, e accanto alle scommesse sportive convivono ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster. Per il bonus di benvenuto servono conto di gioco, registrazione sul sito o dall’app e prima ricarica; la somma accreditata è spendibile su tutti gli eventi in palinsesto.
Il negozio, però, ha un conto che raramente si mette nel confronto: la ricarica al punto vendita passa dall’identificazione ed è vincolata ai limiti previsti per chi sta fuori dal conto online. Il verdetto: è il marchio più completo della lista per chi alterna smartphone e ricevitoria, e il più interessante per chi vuole una copertura live che pochi possono permettersi — purché il bonus di benvenuto venga gratificato di una lettura dei termini, perché è il prodotto più promozionale e meno dettagliato del suo catalogo.
Lottomatica: pagamenti larghi e streaming in diretta
Lottomatica ha la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e costruisce la sua proposta su due cose pratiche. La prima sono i pagamenti: il conto di gioco accetta tra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e questa è una differenza reale per chi non vuole passare dalla carta di credito. La seconda è il palinsesto con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta, su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi.
L’accesso dall’app avviene con username e password, e il Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita — un ponte tra il negozio e il conto. I Virtuali coprono calcio, corse di cavalli al trotto e al galoppo e levrieri, con formule come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco ci sono bonus e promozioni settimanali, con una registrazione descritta come più facile e veloce. Il verdetto: Lottomatica si distingue per la flessibilità nei pagamenti, integrando PostePay e PayPal tra le opzioni di versamento e prelievo. È il marchio da preferire quando la priorità è la comodità di gestione del denaro, lasciando in secondo piano la ricerca del palinsesto più vasto in circolazione.
SNAI: la concessione con Cash Out, My Combo e ticket del negozio
SNAI ha la concessione ADM n. 16032, di Snaitech Spa, e sull’architettura della giocata è il marchio più ricco della lista. Offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica: è la risposta strutturata alla multipla classica, dove i mercati vengono composti e non solo sommati.
Sul lato virtuale SNAI indica oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. Con l’app si verifica un biglietto giocato in un punto vendita inquadrando il QR Code stampato sul ticket, il conto si gestisce dall’app con più modalità di ricarica e l’assistenza è dichiarata disponibile 7 giorni su 7. Per i nuovi utenti dell’app c’è un bonus di benvenuto, con promozioni settimanali e offerte periodiche.
Il Cash Out merita una riga di parte: chiuderla in anticipo non è un guadagno regalato, è una vendita della propria posizione a un prezzo che l’operatore fissa, e quel prezzo incorpora il margine. Il verdetto: è l’operatore giusto per chi costruisce giocate articolate e vuole poterle chiudere, e per chi alterna biglietto cartaceo e app; chi cerca solo una singola 1X2 pagherebbe un catalogo che non sfrutta.
William Hill: dieci euro per un SPID già attivo
William Hill ha la concessione ADM n. 16044, di William Hill Malta Plc, e della lista è il marchio con la meccanica di benvenuto più pulita. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Nessun deposito minimo da rispettare per la via rapida, nessuna attesa: chi ha SPID lo ha già, e i dieci euro arrivano prima di qualunque versamento.
La cifra è piccola, e va detto: dieci euro di bonus non cambiano il bilancio di un anno di gioco. La differenza la fa la forma — accredito immediato, nessuna soglia di deposito, una strada veloce e una lenta con l’importo dimezzato. Il verdetto: è l’offerta da prendere se l’obiettivo è provare la piattaforma senza rischiare nulla, mentre chi cerca un capitale di gioco più consistente la troverà altrove, con condizioni più pesanti da leggere.
StarCasinò: il casinò che ha anche un bookmaker
StarCasinò ha la concessione ADM n. 16026, di Azzurri Limited, ed è il marchio di questa lista in cui l’anima è il casinò: l’app unisce slot e Live Casinò alle scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali, con varie tipologie di scommessa sportiva. È la conferma di quello che l’Elenco dei concessionari non dice e che la pagina ha chiarito in apertura: la concessione copre più giochi, e un marchio noto per le slot può tranquillamente avere una sezione sportiva.
Per chi cerca un sito di scommesse, la sezione sportiva c’è ma non è la ragione per cui il marchio esiste. Il verdetto: è la scelta di chi ha già un conto su StarCasinò e vuole giocare anche una schedina dallo stesso saldo, non di chi cerca un bookmaker costruito attorno al calcio — e i due lettori non sono la stessa persona nemmeno quando lo sono.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si apre l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e si cerca il sito: le concessioni sono per singolo dominio, con codice a cinque cifre. Un controllo incrociato utilizza la lista dei siti inibiti della Guardia di Finanza, che mostra quelli oscurati.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è puntata × quota: 10 € a 1,90 restituiscono 19 €, con 9 € di profitto netto dalla formula puntata × (quota − 1). In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un prezzo unico, e il rischio cresce insieme al prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote dello stesso mercato. Con 1,90 e 1,90 la somma vale 1,0526, il payout è il 95 % circa e il margine è quel che resta: circa il 5 %. Su un mercato 1X2 dello stesso tipo la banda sale, tipicamente tra il 6 % e il 9 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite lo sceglie il giocatore in registrazione, su base settimanale o mensile; i termini di AdmiralBet mostrano anche un limite giornaliero di ricarica, spesa e tempo. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La cifra fissata dall’Agenzia nella gara non risulta.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta cade sull’operatore: la stampa di settore parla di tassazione alla fonte. La fonte è giornalistica, non fiscale: per il proprio caso serve un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi l’autoesclusione non produce alcun effetto, non ha vigilanza dell’Agenzia né foro italiano, ed è esposto all’oscuramento. L’Agenzia richiama la Legge 401/1989: anche chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari rischia ammenda e arresto fino a tre mesi.
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